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LA BASILICATA DEL DECLINO, DEGLI SPRECHI E DELLE TRUFFE.
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Pietro Simonetti, del Centro Studi e Ricerche Economiche e Sociali
IL “DE PROFUNDIS” DI MELFI E LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE ASSISTITA Mentre la politica festeggiava il “polo dell’elettrico”, lo stabilimento Stellantis di Melfi veniva smantellato. Macchinari caricati sui camion e trasferiti all’estero, indotto abbandonato a un’agonia di cassa integrazione. Si è scambiata la deindustrializzazione di un intero distretto con “scivoli’ pensionistici e ammortizzatori sociali, eliminando l’unica alternativa reale alla rendita petrolifera sotto gli occhi complici di alcuni sindacati e istituzioni. Lo stesso accade con la farsa dei tavoli per la Smart Paper.
L’APT E LA “DIFFRAZIONE” DEI DATI: LA FABBRICA DELLA PROPAGANDA
L’Apt anche attraverso una sistematica diffrazione dei dati, trasforma
una realtà di saturazione drammatica (posti letto occupati per meno di
60 giorni l’anno) in “record di presenze”.
Presenzialismo sterile: milioni di euro bruciati per presenziare a fiere
internazionali (Bit, Bmt, cicloturismo) con stand sfarzosi che servono
solo al “selfie-marketing” della tecnocrazia. Una resa nulla che non
genera flussi internazionali, ma serve a giustificare trasferte e
consulenze.
ll falso turismo: si gonfiano le statistiche includendo pendolari,
lavoratori del settore petrolifero e “turisti delle radici” che non
portano ricchezza di esportazione, mentre la permanenza media a Matera
resta ferma a un misero 1,6 giorni: un turismo “mordi e fuggi” che
consuma il territorio senza lasciare valore.
L’ECONOMIA DEI BALOCCHI: ATTRATTORI RIDICOLI VS CRISI REALE.
ll sistema risponde alla perdita di migliaia di posti di lavoro con il
“gigantismo del nulla”. Lo sci sintetico e le altalene: si spendono
fondi pubblici per sci sintetico a 1200 metri e mega-altalene,mentre le
località sciistiche vere (Sirino, Sellata) sono dismesse. Attrattori
come la slittovia di Castelmezzano sono “giocattoli” per un turismo
domenicale che riempie solo i parcheggi e fa ridere se confrontato al
valore delle auto perse a Melfi.
ll fallimento dei borghi: mentre si propaganda il “turismo lento”,
chiudono icone della ristorazione storica e i piccoli investitori che
hanno creato alberghi diffusi vengono stritolati dalla burocrazia dei
fondi pubblici e con le truffe (caso Midi Hotel e fondi Piot dell’Apt).
IL “MODELLO NIGERIA” E IL PETROLGATE. La Val d’Agri è gestita come un’enclave coloniale. II “petrolgate” di Viggiano (Eni ha svelato il fallimento dei controlli ambientali). Le royalties sono state usate come anestetico sociale: mance elettorali e pseudo”Bonus Gas” per comprare il silenzio di una popolazione che vede sparire banche, scuole e medici
IL TRADIMENTO ACCADEMICO: IL BOOMERANG “GREENDIGITALHUB” L’UniBas e il CNR sono i guardiani scientifici del sistema. Il progetto GreenDigitalHub è il simbolo della ‘frode’ intellettuale: punteggi ottenuti millantando bonifiche mai attuate. Un’università che dimezza gli iscritti, perde il 70% dei futuri ingegneri, ma promuove i suoi manager, sopravvivendo solo grazie alle royalties per coprire i buchi di bilancio, trasferimenti statali, convenzioni e fondi UE.
LO SCIPPO DEI SERVIZI: SETE E ISOLAMENTO La regione che disseta il Sud soffre la sete. Gli invasi (Camastra, Acerenza) sono pieni di fango e ostaggio di “imitazioni tecniche” mai negoziate. Mentre si promettono progetti di dighe e connessioni fantasma col PNRR, le sorgenti locali sono abbandonate. Contemporaneamente, la crisi bancaria e la fuga dei medici di base trasformano la Basilicata in una terra “off-grid”, dove i diritti minimi sono un lusso, come insegna la gestione della sanità e della sicurezza sociale.
TRASPORTI E CICLOVIE BLUFF: LA DITTATURA DELLA PROROGA ll sistema dei trasporti (FAL,Trenitalia,Cotrab)e l’emblema dell’inefficienza lucrosa. ll business del blocco: si boicottano bandi da mezzo miliardo per governare attraverso la proroga, garantendo rendite a consorzi che operano su strade provinciali a pezzi. Mentre i ponti crollano (Potenza-Foggia) e la Ferrandina-Matera resta un miraggio da 1000 milioni, la politica sproloquia di mobilità sostenibile.
Greenwashing Ciclabile: si finanziano ciclovie deserte (Lagonegro-Rotonda-Potenza -Pignola) e bikesharing collegati a metropolitane inutili (Fal Potenza) per intercettare fondi europei, creando percorsi mai collaudati che non portano da nessuna parte, utili solo al marketing territoriale sterile dell’Apt.
L’OMBRA DELLA MAFIA E IL LUXURY WASHING Le inchieste “Assedio” e “Mare Nostrum” rivelano che i clan gestiscono ormai cinema, cultura e litorali, accreditati come “Best Practice” dalle istituzioni. Questo marciume viene coperto dal luxury washing: eventi, premifici e festival (con figure contigue legate a inchieste sui clan camorristici) legati al settore alberghiero di un’operazione d’élite che incrocia network internazionali, con Trenitalia che sostiene premi e red carpet mentre i pendolari lucani viaggiano su binari paralizzati e strade provinciali che cadono a pezzi.
IL CONSONCIATIVISMO DELLA “FINTA ALTERNANZA”
Il vero garante è una consorteria trasversale dove alcuni leader
governano insieme. Un sistema camaleontico dove chi fallisce (manager
degli attrattori, accademici delle bonifiche finte, ditte che ottengono
proroghe) viene sistematicamente premiato con nuovi incarichi e
contributi.
CONCLUSIONE: SPEGNERE LA PROPAGANDA, RIACCENDERE LA REALTÀ. La Basilicata non ha bisogno di nuove brochure dell’Apt, ma di verità e di una rivolta civile contro una classe dirigente che ha barattato e gestisce il presente e prepara il futuro per la propria sopravvivenza utilizzando il bilancio pubblico allargato annuale della regione pari 15 miliardi.

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