PRESSO L'HOTEL SAN DIEGO
PER LA PRIMA VOLTA L'ASSEMBLEA GENERALE DI ELARD IN ITALIA, NELLO SPLENDIDO SCENARIO DELLA PERLA DEL TIRRENO A MARATEA, IN BASILICATA.
PRESSO L'HOTEL SAN DIEGO
PER LA PRIMA VOLTA L'ASSEMBLEA GENERALE DI ELARD IN ITALIA, NELLO SPLENDIDO SCENARIO DELLA PERLA DEL TIRRENO A MARATEA, IN BASILICATA.
IL PANE
di Gianni Rodari
S’io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane
così grande da sfamare
tutta, tutta la gente che non ha da mangiare.
Un pane più grande del sole,
dorato, profumato come le viole.
Un pane così verrebbero a mangiarlo
dall’India e dal Chilì,
i poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.
Sarà una data da studiare a memoria:
un giorno senza fame! Il più bel giorno di tutta la storia.
Richiamo qui precedente post del 29 marzo 2026 dal titolo "SGUARDI SENZA CONFINE" per comunicare che si è tenuta lunedì scorso a Roma presso il Campidoglio la prevista cerimonia di premiazione relativa al Premio nazionale Alberandronico e che, per la Sezione pittura, è stato conferito a Giusy Ciagola "Diploma di merito" per l'opera "Sguardi senza confine".
La pittrice, originaria di Ribera e marateota di adozione, ha condiviso con tanti artisti selezionati un momento intenso ed indimenticabile, accolti da rappresentanti del Comune di Roma, reso più solenne dalle note della Banda dell'Arma dei Carabinieri, che ha aperto la cerimonia con l'Inno nazionale
E' certamente un meritato, prezioso riconoscimento per Giusy, emotivamente coinvolta dall'evento e pronta a continuare con passione nel suo percorso artistico, con sprone legata anche a questo ulteriore riconoscimento pubblico in una cornice straordinaria come il Campidoglio.
- Da https://www.ildubbio.news/ -
L'analisi
Daniele Zaccaria
DI RACCONTI DAL CARCERE DI BOLLATE
Ora d'aria è una raccolta di racconti di persone detenute e, in pari tempo, un’esplorazione della complessità della condizione umana. Sono racconti intrisi di dolore, di nostalgia e di speranza, tutti accomunati da una sincera volontà di comunicare e di essere ascoltati. E' una lettura che invita alla riflessione sulla resilienza umana e sulla capacità di trovare una forma di libertà anche all’interno delle limitazioni più estreme.
E SPARA A ZERO CONTRO DI LUI, PRIMO PONTEFICE AMERICANO DELLA STORIA.
Papa Leone XIV: “Non ho paura, continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra”..."Non penso si possa abusare del Vangelo nel modo in cui alcune persone stanno facendo”... “Penso che le persone che leggono possano trarre le loro conclusioni“.
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N O A L L A G U E R R A, N O AI G U E R R A F O N D A I !
- Da www.calderano.it - Pagine di storia e "storie" - BIAGIO CALDERANO
C'era una volta... (piccole storie Marateote!)
- Da https://www.ufunnicu.it/ - L'IDEA
"....Ecco, allora, l’obiettivo di queste pagine: lasciare aperta una porta, la porta di quel fondaco tante volte varcata in gioventù, da cui si entrava in un mondo fatto di fatica e ingegno, sudore e vàsuli chiatràti e ùmmiti".
Tanto può leggersi nella home page del mirabile sito web ideato e realizzato da Antonio e Francesco Chiappetta e da Aldo Fiorenzano, recentemente scomparso.
Ebbene, penso che l'obiettivo prefissato sia stato centrato e costituisca ora un punto di riferimento, capace di stimolo per ulteriore arricchimento e crescita anche grazie alla divulgazione di contenuti del sito web in forma cartacea con il libro, oggetto di presentazione ieri al Porto di Maratea in occasione della Giornata del Mare.
IN LIBRERIA DAL PROSSIMO 16 APRILE L'ESPERIENZA DI UNA PRIGIONIERA POLITICA CHE FU AL CONFINO ANCHE A MARATEA.
![]() |
| Cesira Fiori |
CESIRA FIORI ( Roma 1890 - Roma 1976), intellettuale, antifascista e partigiana, dedicò la sua vita all'insegnamento e alla lotta politica e sindacale.
Arrestata nel 1933, trascorse anni di prigionia e confino a Ponza, Ustica, Maratea e San Demetrio ne' Vestini. Partecipò alla Resistenza e fu Sindaco di San Demetrio.
- Da Legambiente Maratea Facebook -
- Da Nessuno Tocchi Caino newsletter <noreply@nessunotocchicaino.it> del 11/04/2026.
LIBERATE DOMENICO PAPALIA, GRAVEMENTE MALATO SEPOLTO IN CARCERE DA MEZZO
SECOLO
Sergio D’Elia su l’Unità del 7 aprile 2026
“L’ergastolo non esiste in Italia, sconti massimo trent’anni e poi esci”, è il
luogo comune che circola non solo tra gli avventori dei bar di periferia e dei
salotti televisivi, circola anche tra i giuristi nelle aule universitarie della
“culla del diritto”. Non perché l’ergastolo comminato “in astratto” sia
concettualmente più tollerabile di quello applicato “in concreto”. Il solo dire
“fine pena mai” è già un castigo medievale, un marchio d’infamia che sul corpo
del condannato imprime col ferro rovente la scritta indelebile: tu non
cambierai mai. Comunque, io conosco un ergastolano che è forse l’ergastolano
più ergastolano che ci sia in Italia. Si chiama Domenico Papalia ed è detenuto
ininterrottamente da mezzo secolo.
Non è un modo di dire “mezzo secolo”. L’ultima volta, e per sempre, è stato
arrestato nel marzo del 1977, quasi mezzo secolo fa. In Italia, era appena nato
il Movimento del Settantasette: da un lato c’era la “fantasia al potere” degli
“indiani metropolitani”, dall’altro la “violenza levatrice della storia” dei
fautori del “potere operaio”. Agli uni Marco Pannella diceva «Non credo al
potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia d’occuparlo». Chiamava gli
altri «compagni assassini»: “compagni” perché violenti e nonviolenti – diceva –
non sono nemici, sono fratelli; “assassini” perché sono tragicamente separati;
rivoluzionari entrambi ma con una differenza: i violenti sono rivoluzionari per
odio, i nonviolenti lo sono per amore.
Papalia ha conosciuto Pannella in carcere. Prima lo ha visto in bianco e nero
alla televisione di allora, nelle tribune politiche, col bavaglio, solo
“contro” tutti: Andreotti, Berlinguer, Cossiga e Almirante. Poi lo ha visto a
colori, in carne e ossa, affacciarsi alla sua cella in visita ai carcerati, a
Natale, a Pasqua e a Ferragosto. Si è innamorato subito di lui, del suo partito
e della sua splendida creatura, Nessuno tocchi Caino, che nelle carceri
continua la sua missione laica di conversione dalla violenza alla nonviolenza.
Dei detenuti e dei “detenenti”. Come Caino, segnato dal Signore perché non lo
colpisse chiunque l’avesse incontrato, Domenico ha vissuto la sua vita in
“esilio” nelle colonie penali del nostro Paese. Da una colonia all’altra, ha
cercato sempre di “costruire città” e generare nuove discendenze. In carcere ha
imparato a leggere e scrivere, da autodidatta, attraverso i giornali. Poi si è
iscritto alle scuole e ha conseguito la licenza m edia. Nella Casa di
reclusione di Opera, ha preso il diploma di litotipografo, ha seguito un corso
di informatica e uno da cuoco.
Da www.lasiritide.it -
Maratea: assegnata la delega al Turismo all’assessore Gambardella
![]() “Maratea
rappresenta un patrimonio importante per la nostra comunità, che
richiede attenzione e cura. Per questo, la scelta di affidare la delega
al Turismo all’assessore Mariastella Gambardella vuole essere un
ulteriore passo concreto verso una gestione sempre più attenta e
condivisa.
Il Sindaco di Maratea Avv. Cesare Albanese | ||
IL DITTATORE
di Gianni Rodari
Un punto piccoletto,
superbo e iracondo,
“Dopo di me” gridava
“verrà la fine del mondo!”.Le parole protestarono:
“Ma che grilli ha pel capo?
Si crede un Punto-e-basta,
e non è che un Punto-e-a-capo”Tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso
e il mondo continuò
una riga più in basso.
ALLA VITA
di Nazim Hikmet
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli altri uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più povero della vita.Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
"Non c'è via per la pace, la pace è la via." - Mahatma Gandhi
La pace di Alda Merini
A Enrico Baj
La pace che sgorga dal cuore
e a volte diventa sangue,
il tuo amore
che a volte mi tocca
e poi diventa tragedia
la morte qui sulle mie spalle,
come un bambino pieno di fame
che chiede luce e cammina.
Far camminare un bimbo è cosa semplice,
tremendo è portare gli uomini
verso la pace,
essi accontentano la morte
per ogni dove,
come fosse una bocca da sfamare.
Ma tu maestro che ascolti
i palpiti di tanti soldati,
sai che le bocche della morte
sono di cartapesta,
più sinuosi dei dolci
le labbra intoccabili
della donna che t’ama.