domenica 3 maggio 2026

MARATEA IN FESTA PER OLTRE UNA SETTIMANA

 PER IL SUO SANTO PROTETTORE


 -  Da   Vittorio Zaccaro Maratea Facebook  -

Album la storia di Maratea

2 g 
MARATEA STORIA DELLA FESTA DI SAN BIAGIO DI MAGGIO -  PARTE 1 DI 4.
 
La processione di San Biagio va per la terra del primo sabato di maggio.
 
Il culto di San Biagio di Sebaste a Maratea è presente verso la fine del 1400.
Si hanno notizie della prima festa e della processione di San Biagio verso la metà del 1500; a Maratea superiore fu istituita la prima processione del Santo detta San Biagio va per la terra che si svolge il primo sabato del mese di maggio.
Nel 1562 il culto di San Biagio era cresciuto al punto che Papa pio IV concesse l’indulgenza plenaria a tutti coloro che si recavano in adorazione del santo a maratea.
Nella bolla firmata dal Pontefice apparve anche un riferimento al fenomeno della santa manna. per via di questa disposizione, l'antica celebrazione di maggio divenne popolarmente nota con il nome di festa plenaria.
Ulteriori indulgenze furono concesse, nel 1610, da paolo V.
 
- Tratto in parte dal libro di San Biase e di Maratea  - Discorso istorico di Carmine Iannini -
 

BUONA DOMENICA !

 

I  BRAVI  SIGNORI

                             di  Gianni  RODARI

Un signore di Scandicci,
buttava le castagne e mangiava i ricci.
Un suo amico di Lastra a Signa,
buttava i pinoli e mangiava la pigna.
Un suo cugino di Prato,
mangiava la carta stagnola
e buttava il cioccolato.
Tanta gente non lo sa
e dunque non se ne cruccia:
la vita la butta via
e mangia soltanto la buccia.
 
 
 
 

sabato 2 maggio 2026

IL CASO GARLASCO

DOPO  LA  SENTENZA  DEFINITIVA  DI  CONDANNA  DELLA  CORTE  SUPREMA  DI  CASSAZIONE  A  CARICO  DI  ALBERTO  STASI,  FIDANZATO  DELLA  VITTIMA.

Si può affermare che sembra avercela messa tutta fin qui Alberto Stasi con i suoi Avvocati per arrivare ad una possibile revisione del suo caso, secondo quanto legalmente previsto, senza alcun esito positivo. Sembra anche che, non riuscendo, come imputato con i suoi difensori, a trovare NUOVE  PROVE necessarie per accedere alla revisione, abbia puntato anche a cercare di ottenerle attraverso una nuova indagine, avviata dalla Procura della Repubblica di Pavia, che ha ritenuto, nonostante sentenza della Cassazione, per lo stesso grave fatto reato, secondo Suprema Corte commesso da una sola persona (Alberto Stasi), di poter indagare altro soggetto (Andrea Sempio, amico del fratello della vittima), non da solo ma in concorso con lo Stasi o altri ignoti. Dopo approfondite indagini, accompagnate nel frattempo da altra indagine della Procura della Repubblica di Brescia per corruzione in atti giudiziari  a carico dell'ex Magistrato Mario Venditti, ex Procuratore aggiunto di Pavia che ebbe ad occuparsi del caso (sarebbe stato corrotto per favorire archiviazione di precedente indagine su Andrea Sempio), ora la Procura di Pavia ha ritenuto, ormai a conclusioni indagini, di eliminare ipotesi di concorso e di dover procedere soltanto contro Andrea Sempio, peraltro non ravvisando presenza dello Stasi sulla scena del delitto. Tale Procura si è attivata anche per sollecitare possibile revisione del giudicato penale definitivo a carico di Alberto Stasi. Tutto ciò per un delitto commesso il 13 agosto 2007 a Garlasco e per il quale Stasi, dopo la condanna, sta ancora scontando la pena a lui irrogata, in presenza di parallelo processo mediatico, crescente nel tempo a fronte degli sviluppi del caso nelle aule giudiziarie, nelle quali soltanto, e non nei salotti televisivi, si amministra la giustizia in nome del popolo italiano.
 

UNA STORIA...DAL CARCERE

 PENSANDO...  ALLA  GRAZIA  A  NICOLE  MINETTI...


-  Da  Nessuno Tocchi Caino newsletter <noreply@nessunotocchicaino.it>  del 02/05/2026  -


OGNI GIORNO DI PRIGIONE IN PIÙ PER PAPALIA È SOLO CRUDELE ‘ACCANIMENTO TERAPEUTICO’
Francesco Kostner su l’Unità del 1° maggio 2026

Certe storie dovrebbero essere conosciute e meditate da tutti. Per capire meglio quanta sofferenza c’è in giro. Dietro ogni angolo. Magari a poca distanza da ognuno di noi. Spesso senza che se ne abbia contezza. E avere conferma, se ce ne fosse bisogno, che la vita non riserva a tutti lo stesso trattamento.
Ho fatto più o meno le stesse considerazioni, ma con un coinvolgimento emotivo e un dispiacere personale ancora più accentuati che in passato, dopo avere letto l’articolo che lo scorso 7 aprile Sergio D’Elia ha dedicato su l’Unità alla drammatica e, aggiungo, assurda vicenda giudiziaria dell’ergastolano di Platì Domenico Papalia, dietro le sbarre da oltre cinquant’anni e gravemente ammalato. È in serio pericolo di vita. Secondo una recentissima perizia di parte, il suo tumore si è diffuso con nuove metastasi ai linfonodi e soprattutto alle ossa, che rischiano di sbriciolarsi da un momento all’altro. La sua malattia si aggrava di giorno in giorno e necessiterebbe di cure continue non differibili che non sono praticabili in ambiente carcerario. Mentre scrivo, il magistrato di sorveglianza attende ancora e da settimane dalla direzione sanitaria del carcere di Parma una relazione medico-legale per decidere sul differimento pena. Tutto ciò fa a cazzotti con qualunque id ea di Stato di diritto e principio di umanità e funzione rieducativa della pena e, soprattutto, col percorso di recupero civile e culturale compiuto da Papalia nel corso della sua lunghissima detenzione vissuta sempre con una dignità e una compostezza che meritano grande rispetto e considerazione.

giovedì 30 aprile 2026

AD OLTRE TRE ANNI DALLA FRANA A CASTROCUCCO

                                                                                                        -  Da  https://www.sassilive.it  -


PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE CALLERIA DI CASTROCUCCO, Assessore regionale Pepe: “Un commissario per la viabilità di Maratea”

martedì 28 aprile 2026

TROPPA GRAZIA...PER NICOLE MINETTI ?

 Nicole Minetti

Qualcosa non torna nella grazia concessa dal Capo dello Stato alla Minetti...e il Quirinale ora ha chiesto accertamento e chiarimenti con urgenza al Ministero della Giustizia.

-  Da   https://www.ilpost.it/  -

         Politica

         Martedì 28 aprile 2026 

        CHE  STORIA  HA  NICOLE  MINETTI

  • Fu una delle protagoniste degli scandali di Silvio Berlusconi, condannata in due processi prima della grazia ora messa in discussione 

 

 

Non è la prima volta che Nicole Minetti finisce al centro di un caso politico e giudiziario: negli ultimi quindici anni era stata coinvolta in due processi, conclusi entrambi con una condanna definitiva, ed era stata uno dei volti più riconoscibili degli scandali sessuali che riguardarono Silvio Berlusconi tra il 2010 e il 2011. A febbraio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella le aveva concesso la grazia, motivandola con le condizioni di salute del figlio adottivo. Ma nelle ultime settimane il Fatto Quotidiano ha pubblicato una serie di articoli che mettono in dubbio i presupposti del provvedimento, e lunedì il Quirinale ha chiesto approfondimenti e chiarimenti in merito alle rivelazioni del giornale.

25 APRILE 1945: UNA DATA DA RICORDARE

                                           IL  DOVERE  DELLA  MEMORIA

Studenti dell'I.I.S. "Giovanni Paolo II" e scolari dell'Istituto comprensivo "Casimiro Gennari" di Maratea hanno partecipato ieri mattina , a partire dalle ore 11.00 presso la sala Mar@congress, ad incontro sul tema, come da locandina. Hanno potuto così assistere, coinvolti, al ricordo di una data e di fatti degni di memoria oggetto, dopo introduzione del Prof. Sisinno, di appassionante ed appassionata rievocazione da parte dei Relatori, nelle persone della Dirigente scolastica, Carmela Cafasso, del Sindaco di Maratea, Cesare Albanese, del Consigliere del Centro culturale, Emanuele Labanchi, del rappresentante dell'Associazione nazionale "Divisione Acqui", Francesco Mandarano, e del rappresentante dell'A.N.P.I -Sezione di Lauria Valle del Noce, Antonio Cosentino. Vi è stato anche breve intervento di Elvira Scorza (A.N.P.I- Sez. di Lauria ) e Roberto Scorza, quest'ultimo già studente presso l'I.I.S. di Maratea.

Tanto è stato reso possibile anche grazie al lavoro di ricerca effettuato dalla Sez. A.N.P.I. di Lauria, Presidente Germano Fauceglia, circa il contributo della Basilicata e del lagonegrese alla lotta di Liberazione dal nazifascismo, sì da poter indicare nominativi di giovani, ufficialmente riconosciuti come Partigiani o Patrioti benemeriti nati in Comuni lucani con particolare riferimento al lagonegrese.

sabato 25 aprile 2026

OGGI A SAN SEVERINO MARCHE

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha celebrato il 25 aprile, Anniversario della Liberazione, a San Severino Marche, città insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile.

 -  Da  www.quirinale.it  -

Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione

Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese.

A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera.

Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche.

A muoverci è amor di Patria.

Quello che, con immenso sacrificio, ebbero a testimoniare i militari lasciati allo sbando, in assenza di ordini dopo l’8 settembre 1943.

I giovani che fuggivano i bandi della sedicente Repubblica Sociale Italiana e che si unirono nelle formazioni partigiane.

I contadini che venivano strappati alla terra per essere comandati a lavorare alla cosiddetta Linea Gotica, ultimo tentativo del Reich hitleriano di ritardare la disfatta.

Le donne, le famiglie verso cui si scatenò, anche in queste contrade, una cieca violenza.

I sacerdoti, trucidati per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni, Medaglia d’oro al Merito civile, parroco di Braccano di Matelica.

I Carabinieri, che dettero la vita, come il vice brigadiere Glorio Della Vecchia, Medaglia d’argento al valor militare, al quale venne intitolata la Caserma dei Carabinieri di San Severino e il maggior Pasquale Infèlisi, Medaglia di bronzo al valor militare, al quale è intitolata la Caserma della Legione Carabinieri d’Abruzzo e Molise a Chieti.

Questa la storia, scritta con la loro vita.

Da questi italiani.

.....SENZA PASSAPORTO

 


BUONA FESTA !

 


venerdì 24 aprile 2026

AD AIETA




LA VOCE DI PAPA LEONE XIV

                                                                                                       Gaetano  FIERRO

              L'appello del Santo Padre ai giovani africani: una visione che sfiora la statura dello Statista.

 

      Una voce che rompe gli schemi

L’appello rivolto dal Santo Padre ai giovani africani, “non abbandonate la vostra terra per perseguire fini illusori”, si colloca fuori dal coro dominante. In un tempo in cui la mobilità è spesso presentata come unica via di riscatto e la migrazione come destino inevitabile, questa esortazione appare, a prima vista, quasi dissonante. Eppure, proprio in questa apparente dissonanza si annida la sua forza.

Non è un invito a chiudersi, né tantomeno una negazione della libertà individuale di scegliere il proprio cammino. È piuttosto un richiamo alla consapevolezza: partire non è sempre sinonimo di emancipazione, così come restare non è necessariamente segno di rassegnazione.

In un mondo che tende a semplificare, questa voce restituisce complessità, e con essa dignità. 

IN MEMORIA DI GINA GALEOTTI BIANCHI

 Da  www.gruppolaico.it  -

Il 24 aprile del 1945 morì a Milano uccisa da una raffica di mitra sparata da un gruppo di soldati tedeschi GINA GALEOTTI BIANCHI, coraggiosa Partigiana, (32 anni, nome di battaglia Lia). Era una Ragioniera e morì proprio nelle ore della Liberazione di Milano. Era incinta di otto mesi del primo figlio, si stava recando in bicicletta ( insieme con l’amica Partigiana STELLA VECCHIO (1921- 2011, nome di battaglia Lalla) a cui Gina sempre diceva che “suo figlio sarebbe nato in un Paese libero“) all’ospedale di Niguarda dove doveva incontrare alcuni partigiani feriti.

Fu uccisa mentre transitava lungo il viale dell’ospedale Maggiore a Milano, da una raffica di mitra sparata da un camion carico di soldati tedeschi in fuga e incappati in un posto di blocco partigiano. Stella rimase illesa.

Il Comando Generale delle Brigate Garibaldi assegnò a Lia la Medaglia d’oro alla Memoria.

 

IL 25 APRILE A GATTATICO

 A  CASA  CERVI

 

La Festa del 25 aprile a Casa Cervi è il più grande evento pubblico organizzato dall’Istituto Alcide Cervi insieme alla Pastasciutta Antifascista del 25 luglio. Negli ultimi anni hanno preso parte grandi nomi del mondo della politica, delle istituzioni, della cultura e della musica. Sono migliaia i visitatori che, da tutta Italia, arrivano per celebrare insieme a noi la Festa della Liberazione. 

V E D I :