V E D I in www.calderano.it :
Luigi De Magistris - Attuare la Costituzione - domenica 21 giugno 2026
V E D I in www.calderano.it :
Luigi De Magistris - Attuare la Costituzione - domenica 21 giugno 2026
V E D I :
LORENZO DI NAPOLI
SCHEGGE N. 5 LE DIVERSE POSIZIONI TRA SCIENZA E CHIESA FINO A LEONE XIV
N. 6 LE GRANDI RIVOLUZIONI (in preparazione)
N. 7 PARALLELISMO TRA LEONE XIII E LEONE XIV. INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LAVORO. (in preparazione)
N. 5) LE DIVERSE POSIZIONI TRA SCIENZA E CHIESA FINO A LEONE XIV (sintesi)
Opportuno rivedere, sempre in ima sintesi, il succedersi dei Papi che si sono maggiormente distinti per essere contrari o favorevoli all’innovazione negli ultimi duecento anni.
|
Contrari all’innovazione |
|
Gregorio XVI (1831/1846). Ebbe a temere che la modernità potesse distruggere la fede |
|
Pio IX (1846/1878). Papa all’epoca della Repubblica Romana. Tornato a Roma, si chiuse in sé stesso dopo aver perso lo Stato a seguito dell’Unità d’Italia. Condannò il progresso, il liberalismo e la civiltà moderna. |
|
Pio X (1903/1914). Al contrario del suo predecessore, ebbe a temere il modernismo, ritenendo che la scienza e la filosofia potessero svuotare la fede. |
|
Favorevoli all’innovazione |
|
Leone XIII (1878/1903). Capì che la rivoluzione industriale andava regolata non fermata, aprì ai lavoratori consentendo i primi sindacati (bianchi); difese il salario, la dignità del lavoro aprendo la Chiesa al mondo moderno con l’enciclica Rerum Novarum |
|
Pio XI (1922/1939) recupera lo Stato Vaticano grazie ai Patti Lateranensi. La piccola scienza allontana da Dio, la grande scienza riporta a lui. Fondò l’Accademia Pontificia della Chiesa. |
|
Giovanni XXIII (1958/1963). Mise il Vaticano in contatto con il mondo. Volle la Chiesa in dialogo con il mondo e non arroccata su sé stessa, fu favorevole ad aggiornarsi col tempo. |
|
Giovanni Paolo II (1978/2005) riabilitò Galileo. Affermo che fede e scienza non si contraddicono, è stato il primo Papa ad usare Internet. |
|
Benedetto XVI (2005/2013), teologo, difese il ruolo della ragione, parlò di etica della scienza. |
|
Francesco (2013/2025) dialogò di lavoro e di Intelligenza Artificiale (AI), affrontò clima e tecnologia; a proposito dell’AI affermò che deve restare strumento non padrone. |
|
Leone XIV (2025/oggi), al pari di Leone XIII sta affrontando con determinazione la Rivoluzione digitale in corso, affrontando direttamente il problema del lavoro. L’AI è la sfida del secolo per la difesa della dignità dell’essere umano. Vuole unire la dottrina sociale al mondo digitale. Il centro resta sempre Dio, ma cambiamo il linguaggio per arrivare all’uomo di oggi. Ha pubblicato l’enciclica Magnifica Humanitas. |
La Chiesa non ribalta le basi ma le rilegge per restare fedele al mondo che cambia, il centro è sempre Dio, ma cambia il modo di parlarne “mettendosi al passo con i tempi”.
- Da Ulderico Pesce Facebook -
QUESTA MATTINA A MARATEA - Villa Tarantini.
"Prevenzione e sicurezza non solo scelta sanitaria ma atto di responsabilità collettiva per un futuro sano e sostenibile".
- Da Nessuno Tocchi Caino newsletter <noreply@nessunotocchicaino.it> del 20/06/2026 -
LA STORIA DELLA SETTIMANA
IL CARCERE È IN COMA E LA MALATTIA SEMBRA IRREVERSIBILE. SALVIAMO ALMENO DOMENICO PAPALIA DALLA MORTE PER PENA.
L’autore di questo articolo è il biografo di famiglia di Giovanni XXIII, il “Papa buono”, suo prozio. È iscritto anche a Nessuno tocchi Caino, come Domenico Papalia, che ha conosciuto in qualche colonia penale del nostro Paese. Insieme a Gabriele Moroni, Emanuele ha curato il libro “Una suora all’inferno”, un florilegio straordinario di lettere inviate dai carcerati a suor Gervasia Asioli, la “mamma dei detenuti”, come la chiamavano in tanti, detenuti comuni e detenuti speciali, gli uni e gli altri testimoni della spiritualità e umanità che possono albergare nelle celle italiane.
A suor Gervasia
si è rivolto anche Domenico Papalia, “una persona affidabile sulla cui lealtà a
seguire dettagliatamente le giuste imposizioni della legge non ci sia da
dubitare”, ha scritto di lui la religiosa in una lettera del 1991 al tribunale
di Sorveglianza di Brescia. Una sorta di “amicus curiae” che, dopo trentacinque
anni, è ancora più attuale, in attesa della riunion e ormai vicina di un altro
tribunale di sorveglianza chiamato a decidere se i suoi 81 anni di età e i 60
di pena espiata, che nel corso del tempo è diventata anche pena corporale,
siano compatibili con lo stato di detenzione. S.D.
Emanuele Roncalli*
Il sistema penitenziario è al collasso. Il carcere è in coma. E la malattia sembra irreversibile. Per carità, non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca, ma le accorate e reiterate domande che escono da questo mondo claustrofobico, fatto di gabbie su cui si accendono i riflettori a intermittenza, restano da tempo immemore senza risposte adeguate.
- Da Comune di Maratea Facebook -
Il deputato del Partito Democratico Enzo Amendola ha presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Ambiente, della Cultura, del Turismo e degli Affari Europei-PNRR per chiedere se il Governo sia a conoscenza “dello stato di abbandono dell’area ex Pa.Ma.Fi. di Maratea” e “quali iniziative intenda assumere per definirne lo stato giuridico, ambientale e urbanistico e per promuoverne il recupero e la riqualificazione ecologica”.
L’interrogazione promossa da Amendola prende atto che l’ex Pa.Ma.Fi., area di pregio ambientale, paesaggistico e turistico nel territorio di Maratea, “risulta abbandonata da anni” e che “non risulta avviato né un percorso organico di bonifica e rigenerazione né l’attribuzione di un quadro di risorse certe dedicate all’obiettivo”. Nel testo si ricorda inoltre che il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato all’unanimità una mozione per la riqualificazione del sito e che il recupero dell’area è ritenuto strategico per valorizzare la costa tirrenica lucana, promuovere un modello di sviluppo sostenibile e favorire nuova occupazione.
In questa consiliatura quel lavoro è stato ripreso in maniera significativa dal capogruppo PD Piero Lacorazza con l'obiettivo di arrivare finalmente alla restituzione alla comunità di Maratea di quest'area. Nello specifico Amendola chiede al governo “quali iniziative intenda assumere per definire lo stato giuridico, ambientale e urbanistico dell’area e per promuoverne, d’intesa con Regione, Comune ed enti interessati, il recupero e la riqualificazione ecologica attraverso un progetto unitario, anche ispirato a “Città dell’ambiente”, verificando la effettiva destinazione di risorse nazionali ed europee disponibili”.
- Da Comune di Maratea Facebook -
- Da https://www.corrieredellacalabria.it -
"La vicenda di Garlasco è tornata alla ribalta. Per la procura di
Pavia non è stato Alberto Stasi ad uccidere Chiara Poggi ma Andrea
Sempio. Stasi fu assolto in primo e secondo grado ma la Cassazione
annullò tutto. Senza citare oltremodo Stasi c’è il rischio che si
fabbrichi dal nulla in nuovo mostro. Prima il sospetto del tutto
infondato che il procuratore Venditti fosse corrotto. Poi una sorta di
traccia di personalità del tutto incongrua. Nel mezzo, la misura del
piede di Sempio che lo escluderebbe da ogni sospetto. Nel frattempo il
ragazzo da due mesi non lavora. La famiglia Poggi addirittura è stata
oggetto di intercettazioni quasi che volesse o potesse coprire chi
uccise Chiara.
Chiara Penna ha brillantemente tracciato su queste
pagine le incongruenze dell’inchiesta. Che si nutre di intercettazioni e
di brogliacci sui soliloqui di Sempio. Su diari del tutto
decontestualizzati. Su tratti di personalità che abbiamo tutti (
basterebbe leggere i lavori di grandi autori come Antonio Semerari e
Giuseppe Femia). Se tutto questo basta per azionare la colonna infame
manzoniana c’è qualcosa che non regge nel nostro impianto giudiziario.
Stasi può essere innocente? Si. E ha il diritto di chiedere la revisione
del processo. Ma se questo si basa sulla colpevolezza di Sempio è un
errore. Perché è una marea di indizi che vengono mostrati senza
contraddittorio. E che rischiano di fabbricare un nuovo inesistente
mostro. (redazione@corrierecal.it)"