E LA SPEDIZIONE DI SAPRI
V E D I in www.calderano.it :
Giugno 1857 - Carlo Pisacane e la spedizione di Sapri
E LA SPEDIZIONE DI SAPRI
V E D I in www.calderano.it :
Giugno 1857 - Carlo Pisacane e la spedizione di Sapri
GAETANO FIERRO
*Quando il dolore non diventa insegnamento*
*Il terremoto che scuote la terra e quello che scuote le coscienze*
Ogni volta che un terremoto colpisce una parte del mondo, la prima sensazione è sempre la stessa: sgomento.
Non importa dove avvenga. Davanti alle immagini di edifici crollati, famiglie spezzate, persone che scavano tra le macerie con le mani nude nella speranza di ritrovare un figlio, un genitore o un amico ancora vivo, ogni distanza geografica si annulla.
Resta soltanto il volto della fragilità umana.
Ma accanto al dolore emerge inevitabilmente una domanda che, da decenni, continua a ripresentarsi senza trovare una risposta convincente: era davvero inevitabile che tutto questo accadesse con una tale devastazione?
Un terremoto è un fenomeno naturale.
Le vittime di un terremoto, molto spesso, sono invece il risultato di scelte umane. La terra può tremare senza chiedere il permesso a nessuno; ciò che determina la portata della tragedia è il modo in cui una società decide di prepararsi a quell’evento.
La differenza tra una calamità naturale e una catastrofe umanitaria, nella maggior parte dei casi, è racchiusa nella qualità della prevenzione, nella serietà delle istituzioni e nella responsabilità collettiva.
Quando interi quartieri costruiti con materiali inadeguati si accartocciano in pochi secondi, quando ospedali, scuole, ponti, viadotti e infrastrutture strategiche collassano proprio nel momento in cui dovrebbero garantire soccorso, non siamo più soltanto davanti alla forza della natura. Siamo davanti alle conseguenze dell’imprevidenza, della superficialità, della corruzione, dell’assenza di controlli, della mancanza di programmazione o, semplicemente, dell’incapacità di attribuire il giusto valore alla vita umana.
Ritratto di Niccolò Copernico, 1580
LORENZO DI NAPOLI
SCHEGGE
N. 6 LE GRANDI RIVOLUZIONI
N. 7 PARALLELISMO TRA LEONE XIII E LEONE XIV. INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LAVORO (in preparazione)
6) LE GRANDI RIVOLUZIONI
Le grandi rivoluzioni scientifico-filosofiche del passato hanno tutte tolto la centralità dell’uomo e hanno dimostrato che la realtà è diversa da quella che appare. La Chiesa, che ha quasi sempre contestato tali scoperte, ormai da tempo non si oppone più alla scienza sebbene questa avesse capovolto alcuni dei suoi antichi principi ma fa, a suo modo, una giusta rivisitazione dei propri principi rivolgendoli a favore dei valori dell’uomo, soprattutto contro l’emarginazione.
Andando per gradi mi pare opportuno passare in rassegna sommaria chi è stato protagonista delle maggiori rivoluzioni che hanno segnato più recentemente la storia del mondo mettendo a raffronto la scienza con la Chiesa.
- Da https://www.quotidianodelsud.it/basilicata -
LAGONEGRO, IL TRIBUNALE RISCHIA LO SVUOTAMENTO
GIANFRANCO AURILIO | 29 Giugno 2026 10:49
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| Tribunale di Lagonegro |
Il Tribunale di Lagonegro rischia lo svuotamento. I fallimenti della spending review: mancano giudici e pm. Ritardi processuali e quindici anni di tagli penalizzano i cittadini.
"LAGONEGRO (POTENZA) – Dopo la proposta di chiusura per carenza di giudici e pm avanzata dall’Associazione Nazionale Magistrati, immediatamente stigmatizzata dal Consiglio dell’ordine e dalla Camera penale, il tribunale di Lagonegro torna ad animare il dibattito politico. Nel prossimo futuro, di fatti, potrebbe esserne ridotta la giurisdizione. È quanto sta tentando di ottenere Domenico Cartolano, sindaco di Sala Consilina, che sta spingendo affinché il palazzo di giustizia del proprio Comune riapra i battenti dopo quasi 15 anni. Il primo cittadino è stato ascoltato in Commissione giustizia della Camera dove è all’esame il disegno di legge dell’esecutivo nazionale di revisione delle circoscrizioni giudiziarie.
La riforma del 2012 soppresse diversi tribunali tra cui quello di Melfi e, appunto, di Sala Consilina che fu accorpato a quello di Lagonegro che però è in una regione diversa dalla Campania. Cartolano, accompagnato dal deputato di Azione Antonio D’Alessio, ha puntato su questo ma anche su altri argomenti.
- Da https://www.quirinale.it/ -
Dichiarazione del Presidente Mattarella nell’80° anniversario dell’elezione di Enrico De Nicola a Capo provvisorio dello Stato
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Nell’ottantesimo anniversario dell’elezione di Enrico De Nicola a Capo provvisorio dello Stato, desidero commemorarne la figura di significativo esponente della vita pubblica del nostro Paese, protagonista del processo di strutturazione e consolidamento della democrazia italiana e dello stesso ordinamento repubblicano.
Enrico De Nicola, fin da giovane, si contraddistinse per le spiccate abilità nell’interpretare la professione forense con spirito di imparzialità e rispetto della giustizia che gli valse stima e considerazione nell’avvocatura del foro di Napoli.
Deputato del Regno, Presidente della Camera prima dell’avvento del regime fascista, fu autore di un progetto di rinnovamento della composizione assembleare con l’introduzione delle commissioni permanenti e la creazione dei gruppi parlamentari.
Parlamentare di impronta liberale, si oppose alla deriva autoritaria del fascismo, ritirandosi dalla vita pubblica in quel periodo storico, per poi intraprendere nuovamente il suo impegno istituzionale all’indomani della caduta di Mussolini.
In quella delicata fase, si deve a De Nicola la formula atta a superare la paralisi istituzionale che opponeva la monarchia al Comitato di Liberazione Nazionale, indicando la via della Luogotenenza come strumento per avviare la transizione democratica dopo il fascismo, propedeutica all’abdicazione del Re Vittorio Emanuele III.
Sostenitore della causa monarchica, membro della Consulta Nazionale, furono il suo prestigio, la sua straordinaria capacità di mediazione, a portare il giurista napoletano a essere eletto con ampio consenso Capo provvisorio dello Stato dopo la scelta repubblicana del referendum del 2 giugno 1946.
Unica personalità ad avere ricoperto gli incarichi di Presidente della Camera dei Deputati del Regno d’Italia, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Corte Costituzionale e di Presidente della Repubblica, De Nicola recò nelle rispettive funzioni caratteri di competenza, probità e austerità che gli valsero rispetto e apprezzamento.
La Repubblica ricorda la sua figura con gratitudine».
Roma, 28/06/2026 (II mandato)
- Da https://www.radiodigiesse.net -
Di Redazione Radio Digiesse Pubblicato il
Comunicato Stampa
MARATEA – Un appuntamento dedicato alla memoria storica e alla riflessione sui valori di libertà e coraggio si terrà martedì 30 giugno, alle ore 18.30, presso Villa Tarantini, sede del Centro Culturale “José Mario Cernicchiaro” di Maratea.
L’iniziativa, promossa nell’ambito delle celebrazioni del Dovere della Memoria, sarà dedicata ai tragici avvenimenti del giugno-luglio 1857, legati alla figura di Carlo Pisacane e alla storica Spedizione di Sapri, una delle pagine più significative del Risorgimento italiano.
Ad aprire l’incontro sarà il prof. Giovanni Filizzola, che offrirà un intervento introduttivo per approfondire il contesto storico e il significato culturale e civile dell’impresa pisacaniana.
A seguire è prevista la proiezione del film storico “Quant’è bello lu muriri acciso”, diretto da Ennio Lorenzini nel 1975, opera che ripercorre gli eventi della spedizione con uno sguardo attento alla memoria collettiva e ai valori che hanno ispirato il sacrificio dei protagonisti.
L’evento rappresenta un’importante occasione per riscoprire una pagina fondamentale della storia del Mezzogiorno e del processo di unificazione nazionale, promuovendo il dialogo tra memoria, cultura e cittadinanza.
- Da Nessuno Tocchi Caino newsletter <noreply@nessunotocchicaino.it> del 27/06/2026 -
CARO ALEMANNO, SPIEGA A VANNACCI COS’È IL CARCERE: NEL NOME DI ABELE PUÒ
DIVENTARE CAINO
Sergio D’Elia su l’Unità del 25 giugno 2026
Caro Gianni, appena uscito da Rebibbia, ti affido subito un compito: spiega a
Vannacci cos’è il carcere. Parlagli delle gabbie e delle chiavi, che ingoiano e
serrano esseri umani. Fagli capire che il carcere è un luogo di privazione non
solo della libertà ma anche di quelli che sono i sensi umani fondamentali,
della salute e della stessa vita.
Raccontagli le malattie “professionali” dei carcerati: quelle dei polmoni, del
cuore e della mente. Digli della perdita dell’aria e della luce, della vista e
del respiro, dell’udito e dei denti. Digli, invece, dell’enorme guadagno che i
carcerati incassano in termini di infezioni intestinali, di scabbia, di cimici.
Parlagli degli infarti e dei tumori, delle ferite da taglio e dei suicidi.
Fagli sentire il fetore di urina e di feci e del cibo mai consumato che avvolge
tutto e tutti, detenuti e “detenenti”, colpevoli e innocenti, condannati e in
attesa di giudizio.
Digli che se vuole conoscere la vera feccia deve andare lì, in carcere, a
Rebibbia. Però, digli anche che lì, dove hanno scaricato il letame della
società, la feccia della feccia, tu hai conosciuto Fabio Falbo, lo “scrivano di
Rebibbia”, avvocato legale e difensore civico, ancora di salvezza di tanti
disperati.
Parlagli di te, del “legislatore di Rebibbia” che sei stato, raccontagli come
nel luogo dei fuorilegge e della pena hai concepito riforme della legge penale.
Digli dei Laboratori Spes contra spem di Nessuno tocchi Caino che hanno riunito
a Rebibbia le commissioni Giustizia congiunte di Camera e Senato, il CSM,
Presidenti e vicepresidenti delle Camere, Magistrati di sorveglianza. Digli
come il luogo della pena ha supplito alle mancanze del Parlamento.
Raccontagli anche la vera storia di Caino e Abele. Che sono sempre fratelli,
vittima e carnefice, indissolubilmente legati nel male e nel lutto. Ricordagli
che il Signore pose su Caino un segno perché non lo toccasse chiunque l’avesse
incontrato, e perciò divenne costruttore di città e genitore di nuove
discendenze. Digli che sei iscritto a Nessuno tocchi Caino da almeno
venticinque anni, ininterrottamente, e che non sei diventato garantista solo
entrando a Rebibbia.
Digli che le vittime meritano ascolto, rispetto, verità e riparazione. Ma che
meritano anche uno Stato di Diritto capace di difenderle innanzitutto
prevenendo i delitti e non semplicemente e ferocemente punendo i delinquenti.
Che la forza di uno Stato di Diritto si misura nella capacità di difendere
Abele senza essere disumano con Caino. Che il rischio mortale per lo Stato è
diventare, in nome di Abele, esso stesso Caino.
- Da www.quirinale.it -
C o m u n i c a t o
È stata celebrata al Palazzo del Quirinale, alla presenza del
Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la Giornata Mondiale
contro le droghe.
Sono intervenuti: il Sottosegretario di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano; Marco Dalfovo,
già ospite della Comunità terapeutica di San Patrignano; Luciano
Giammarino, operatore della Comunità terapeutica "Nuovi orizzonti";
Serena Baldassarre e Amos Giovannini, genitori di Riccardo, ospite della
Comunità terapeutica "Il Ponte"; Gianni Giuli, Direttore del
Dipartimento delle dipendenze patologiche dell'AST Macerata; Aurora
Verona, ospite della Comunità terapeutica "Pars".
Dopo gli interventi, il Presidente Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti.
Roma, 26/06/2026 (II mandato)
Di seguito un passaggio dell'intervento del Capo dello Stato :
"Il patrimonio principale di cui il nostro come ogni altro Paese dispone è dato dalla 'generazione che sale', dai bambini, dai ragazzi, i giovani, ne vorremmo anche di più. Curarli e averne cura è un fronte decisivo", perché "il pericolo droghe e dipendenze che è stato così ben descritto dal sottosegretario Mantovano è talmente grande che richiede uno sforzo corale del Paese, pubblico, privato, Istituzioni, nelle sue varie componenti".
L'Amministrazione comunale, Sindaco l'Avv. Cesare Albanese, con Deliberazione della Giunta n. 64 del 19/6/2026, ha assegnato in concessione amministrativa al Circolo Legambiente di Maratea, Presidente Giuseppe Ricciardi, l'immobile comunale "Vecchi Mulini". sito in via Campo Mulini.
- Da https://www.francavillainforma.it/ -
“L’idolatria del profitto disumanizza”. Le parole di Papa Leone XIV non rappresentano soltanto una riflessione spirituale. Sono un richiamo potente alla realtà. Una realtà che troppo spesso preferiamo aggirare, distratti dalla rincorsa ai numeri, alle statistiche e alle promesse di crescita che finiscono per dimenticare le persone. Perché la vera domanda del nostro tempo non è quanto produciamo. La vera domanda è: che tipo di società stiamo costruendo? E questa domanda riguarda in modo particolare il Mezzogiorno d’Italia. Da decenni il Sud viene raccontato come un problema da risolvere, una periferia da assistere, una terra da cui partire piuttosto che un luogo in cui restare e costruire il proprio futuro. Eppure, osservando la realtà con onestà intellettuale, emerge una verità che appare quasi paradossale. Il Sud non è povero di risorse. È povero di fiducia.
OMAGGIO ALLA MEMORIA E LUNGIMIRANZA DEI PADRI COSTITUENTI.
- Da www.quirinale.it -
Ringrazio i Presidenti delle Camere per aver assunto l’iniziativa di rendere onore – alla presenza dei Presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale - alle donne e agli uomini che, nella Assemblea Costituente – in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori - seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, all’indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l’indipendenza.
Il percorso, il progresso che l’Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni è motivo di orgoglio per il popolo italiano e, insieme, testimonianza della saggezza e lungimiranza che le madri e i padri della Costituzione seppero esercitare in quella svolta della storia.
Non fu agevole la strada che condusse al referendum e alla elezione della Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946.
Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra.
Lo pagarono i partigiani, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, i militari lasciati allo sbaraglio e poi partecipi dello sforzo di restituire onore alla Patria con il Corpo Italiano di Liberazione e con gli oltre 600.000 militari internati in Germania, con il loro rifiuto di porsi al servizio dei nuovi invasori. Lo pagarono gli italiani di origine ebraica avviati ai campi di sterminio e quelli che nella Brigata Ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell’Italia e alla costruzione di una nuova società che non vedesse l’oppressione dell’uomo sull’uomo.