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LA LEGGE FONDAMENTALE DEL NOSTRO STATO
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PROSIEGUO CHIUSURA
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di Gianni Rodari
Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduja, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta”.
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Busto di Cicerone Arpino, 3-1-106 a.C. - Formia, 7-12-43 a.C. |
E' una celebre esclamazione di Cicerone, vissuto prima di Cristo, con riferimento alla corruzione e alla decadenza morale del suo tempo, ancora oggi ripetuta per criticare usi, comportamenti e malcostume dell'epoca attuale.
E non sono pochi i casi, più o meno gravi, a fronte dei quali la si pronuncia o quantomeno la si pensa per commentare negativamente degrado e cambiamenti sociali, maleducazione, mancanza di valori o situazioni scandalose.
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COMUNE DI MARATEA
NO ALLA PENA DI MORTE NEL MONDO !
- Da Nessuno Tocchi Caino newsletter <noreply@nessunotocchicaino.it> del 14/02/2026 -
OCCHIO PER OCCHIO IN SOMALIA: GIUSTIZIATA UNA
DONNA, ERA UNA SERVA
Domenico Bilotti
Il 3 febbraio scorso la somala Hodan Mohamud è stata giustiziata nella città contesa
di Galkayo nel territorio federale del Puntland. Erano oltre dieci anni che una
donna non veniva giustiziata nel Puntland, dopo quella fucilata nel 2013
insieme a una dozzina di militanti al-Shabaab accusati di aver assassinato un
noto studioso islamico. La donna era accusata dell’omicidio di una
collaboratrice domestica minorenne, Sabirin Saylaan Abdille. In realtà, al
rapporto degli stessi atti di causa, Hodan non si sarebbe macchiata di una
condotta omicidiaria specificamente individuabile (lesioni inferte con arma da
taglio o da fuoco, strangolamento o altro). L’evento mortale sarebbe bensì
maturato in conseguenza di maltrattamenti e deprivazioni continuative. Un clima
di sevizie di questa natura troverebbe riscontro in video riprodotti su utenze
di telefonia mobile della donna.
TRA MARATEA E TORTORA
La frana risale al 30 novembre 2022. Attualmente è consentta la circolazione a senso unico alternato dalle 7.00 alle 22.00 con costi notevoli per il momitoraggio. Proseguono i lavori per la bretella (by pass) provvisoria (apertura prevista prima della prossima estate) in attesa della galleria che rappresenterà la soluzione definitiva.
Non si comprende perchè, a fronte del rilevante esborso di denaro pubblico fin qui per soluzioni provvisorie e precarie, non si sia dato ancora inizio, ad oltre tre anni dalla frana, ai lavori per la galleria di meno di un chilometro, per la quale ci sono già progetto e stanziamento per 60 milioni di euro.
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- Da https://www.basilicata24.it -
LA BASILICATA DEL DECLINO, DEGLI SPRECHI E DELLE TRUFFE.
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Pietro Simonetti, del Centro Studi e Ricerche Economiche e Sociali
IL “DE PROFUNDIS” DI MELFI E LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE ASSISTITA Mentre la politica festeggiava il “polo dell’elettrico”, lo stabilimento Stellantis di Melfi veniva smantellato. Macchinari caricati sui camion e trasferiti all’estero, indotto abbandonato a un’agonia di cassa integrazione. Si è scambiata la deindustrializzazione di un intero distretto con “scivoli’ pensionistici e ammortizzatori sociali, eliminando l’unica alternativa reale alla rendita petrolifera sotto gli occhi complici di alcuni sindacati e istituzioni. Lo stesso accade con la farsa dei tavoli per la Smart Paper.
FOIBE, OGGI E' IL "GIORNO DEL RICORDO": bandiere a mezz'asta e cerimonia alla Camera.
Cos'è il Giorno del Ricordo
Istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra. In quelle zone, dopo l'oppressione fascista e l'occupazione nazista, si instaurò la dittatura comunista di Tito che inaugurò una spietata stagione di violenza nei confronti di uomini, donne, anziani e bambini italiani.
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