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MONNA LISA È PASSATA DA LAGONEGRO
Di Agnese Belardi
La storia, la leggenda e il mistero della Gioconda nella città lucana
Ci sono storie che non appartengono soltanto al passato, ma continuano a vivere nella memoria di un popolo, tramandate di generazione in generazione, come un segreto che il tempo non è riuscito a cancellare.
Lagonegro, antica città della Basilicata, custodisce una di queste storie: una vicenda affascinante che collega il suo borgo medievale a una delle donne più celebri della storia dell'arte, Lisa Gherardini, conosciuta in tutto il mondo come Monna Lisa, la donna che Leonardo da Vinci avrebbe reso immortale con il suo enigmatico ritratto.
Si racconta che nel 1506 Monna Lisa sia passata da Lagonegro, ospite della nobile famiglia Carafa, durante un viaggio verso la Calabria insieme al marito Francesco, mercante di pelli. Un viaggio che, secondo la tradizione locale, avrebbe avuto un epilogo drammatico proprio in questa cittadina, dove Lisa si sarebbe ammalata e sarebbe morta, trovando sepoltura in una chiesa nella parte più alta dell'antico castello.
Da allora, la leggenda non ha mai smesso di vivere. È entrata nella memoria degli abitanti, nei racconti degli anziani, nella storia del borgo e nell'identità stessa della comunità, tanto che Lagonegro è conosciuta anche come la città di Monna Lisa.
Ma come nasce questa storia? E quali luoghi custodiscono ancora oggi il fascino di un mistero che attraversa cinque secoli?
LA MADONNA DELLA GROTTA ANCHE IN FONDO AL MARE NELLA GROTTA AZZURRA DELL'ISOLA DI DINO.
...MA ERA PROPRIO NECESSARIO COLLOCARE A 8 METRI DI PROFONDITA' UNA LASTRA DI FERRO ALTA DUE METRI IN QUELLA SPLENDIDA GROTTA ?

Installata a otto metri di profondità nella Grotta Azzurra, sull’Isola di Dino, una lastra di ferro alta circa due metri raffigura la Madonna della Grotta. Ai microfoni di Rlb, nella trasmissione Fatti Vivi, l’istruttore subacqueo Stefano Gallico racconta le emozioni dell’installazione e il significato di un’opera che unisce fede, tradizione marinara e tutela dell’ambiente
Pubblicato il
- Da https://www.ildubbio.news -
Riepilogo
GARLASCO, la fabbrica che macina colpevoli da vent’anni
Valentina Stella
19 ottobre 2026
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Carabinieri del RIS di Parma a Garlasco «Credo che abbiano ucciso una persona, forse è viva». Sono queste le parole pronunciate il 13 agosto 2007 da Alberto Stasi al centralino del 118. Era il fidanzato di Chiara Poggi, ritrovata poco dopo sulle scale della villetta della sua famiglia in via Pascoli 8 a Garlasco (Pavia), con il cranio sfondato probabilmente da un martello. L’arma del delitto infatti non è mai stata ritrovata. Da quel giorno inizia uno tra i casi di cronaca nera più dibattuti nel nostro Paese. Le indagini si concentrano subito sullo studente della Bocconi, che dopo una settimana dall'omicidio viene formalmente indagato. |
Gaetano FIERRO
*POTENZA SOTTERRANEA, IL FASCINO DI UNA REALTÀ DA SCOPRIRE. COME NAPOLI CON ÖZPETEK*
*LA CITTÀ CHE NON SAPPIAMO PIÙ GUARDARE*
Ferzan Özpetek, raccontando Napoli, ha mostrato come una città possa diventare un incontro con noi stessi.
Nel suo sguardo convivono mistero e quotidianità, bellezza e ferite, razionalità e passione. Napoli non pretende di essere perfetta per farsi amare.
Ti entra dentro, perfino quando vorresti discutere con lei.
E Potenza?
Noi potentini, talvolta, sembriamo aver sviluppato un talento particolare: riconoscere ogni difetto della nostra città e dimenticarne ogni possibilità. Conosciamo le buche, i parcheggi, le scale mobili, le promesse rimaste in ascensore. Sappiamo lamentarci con una competenza che meriterebbe almeno un riconoscimento accademico.
Ma quando è stata l’ultima volta che abbiamo guardato Potenza con curiosità?
Non chiedo applausi obbligatori. Chiedo qualcosa di più difficile: tornare a scoprirla.
Da https://www.lanuova.net -
Rischio idrogeologico e viabilità
SP3 DI MARATEA: progetto consegnato, si punta alla riapertura
Dopo la frana in località Colla, tra la Per la del Tirreno e Trecchina, completato il progetto per la messa in sicurezza. Lavori stimati in 40 giorni dall’avvio del cantiere
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- Da Nessuno tocchi Caino <info@nessunotocchicaino.it> - 17/10/2026
I tribunali iraniani hanno condannato a morte almeno 106 persone arrestate durante le proteste del gennaio 2026, 35 delle quali sono già state giustiziate. Altre 63 persone corrono un rischio grave e imminente di esecuzione, mentre le condanne a morte di altre otto sono state revocate, secondo i risultati documentati e verificati dall’Organizzazione Hengaw per i diritti umani.
Hengaw pubblica questi risultati in un rapporto speciale in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte, il 10 ottobre. Basandosi sulle prove raccolte e verificate dal proprio Centro di statistica e documentazione fino al 9 ottobre 2026, il rapporto descrive in dettaglio le condanne a morte inflitte ai detenuti coinvolti nelle proteste, le esecuzioni effettuate, nonché i procedimenti giudiziari e lo stato attuale dei loro casi.
Il rapporto presenta i seguenti risultati chiave:
Esecuzioni effettuate: le autorità iraniane hanno giustiziato 35 di questi detenuti nelle province di Alborz, Isfahan, Khorasan Razavi, Qom, Hamadan, Semnan e Chaharmahal e Bakhtiari.
Condanne a morte annullate: i tribunali hanno annullato le condanne a morte di otto detenuti nella provincia di Teheran. Tutti e otto, tuttavia, rimangono a rischio di ricevere nuove condanne a morte durante i procedimenti di nuovo processo.
Detenuti a rischio di esecuzione: altri 63 detenuti continuano a essere esposti a un rischio grave e imminente di esecuzione.
Casi in fase di verifica: gli esperti legali di Hengaw stanno esaminando i casi di altri 40 imputati detenuti nelle prigioni di Shiraz, Arak, Isfahan, Ardabil, Semnan, Yasuj e Mashhad per accertarne lo stato giudiziario e determinare se siano state emesse condanne a morte.
(Fonte: Hengaw, 09/10/2026)
A CURA DEL CENTRO CULTURALE "JOSE' MARIO CERNICCHIARO".
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RIPRENDONO GLI APPUNTAMENTI DEL NOSTRO SALOTTO LETTERARIO! 🌷📚
✨ “Una stanza tutta per noi” ✨
Ci sono incontri che diventano piacevoli abitudini, momenti di condivisione che
arricchiscono la mente e il cuore.
Il Centro Culturale José Mario Cernicchiaro è lieto di annunciare la ripresa
degli appuntamenti del nostro Salotto Letterario “Una stanza tutta per noi”.