SANTO JANNI
venerdì 10 luglio 2026
giovedì 9 luglio 2026
mercoledì 8 luglio 2026
UNA PROPOSTA DA SOSTENERE
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| Isola di Lampedusa |
L'ISOLOTTO DI SANTO JANNI A MARATEA...SI INCHINA...
- Da Noi Donne <info@noidonnenews.org> -
L'idea è importante e condivisibile e, se la si porta avanti, bisogna essere consapevoli del ‘fallimento’ delle precedenti proposte
Martedi, 07/07/2026 Come non prendere in considerazione l’idea di rilanciare la candidatura di Lampedusa al Nobel per la Pace. Accogliere l’idea e sperare possa trovare risposta non è certo “un’avventura" semplice e ha bisogno di determinazione e impegno per divenire idea concreta su cui lavorare e dedicarsi, con grande energia e motivazione, tenendo conto dei trascorsi della stessa proposta, già più volte presentata.
Vale la pena, allora, di ripercorrerla rapidamente, nella sua storia- approdata a un completo dossier inviato a Oslo nel 2013 per l’appuntamento dei premi 2014.
Conoscere e riflettere sul passato è necessario proprio per rafforzare e valutare il da farsi per cercare la maniera migliore per rilanciare i perché della bontà dell’idea reiterata e quali le voci e alleanze da mobilitare in una fase in cui gli emigrati davvero hanno pochi amici e in cui ci troviamo a confrontarci con quel concetto deprecabile di remigrazione, progetto sempre più considerato programma da organizzare e portare a buon fine, iniziando, come noto dal Presidente Usa Donald Trump ma con grandi consensi in Europa e, non ultimo, in Italia.
UNA LETTERA PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
- Da https://ristretti.org -
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 luglio 2026
"La denuncia dall’istituto di Opera a Milano: al quarto piano acqua razionata, un solo medico e malori tra i detenuti per il caldo. L’avvocato Roberta Zarcone, del Foro di Como, ha scritto direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per denunciare le condizioni “inumane e degradanti” in cui vivono alcuni detenuti della Casa di reclusione di Milano Opera. La stessa segnalazione è finita sulle scrivanie del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Al centro c’è il quarto piano del secondo reparto, sezioni A, B e C, dove l’avvocato assiste diversi reclusi che, scrive, sono arrivati a un punto di non ritorno. La missiva che Il Dubbio ha potuto visionare è partita qualche giorno fa e, oltre al Quirinale, al gabinetto di Nordio e al Dap, è arrivata anche alla direzione che al Dipartimento segue proprio i detenuti e, per conoscenza, all’associazione Yairaiha ets.
Durante i colloqui difensivi la legale racconta di aver visto con i propri occhi detenuti presentarsi con le magliette bagnate di sudore, accaldati e con il volto arrossato. Molti hanno accusato malori. Per l’intero istituto, sottolinea, è presente un solo medico. La condizione, si legge nella missiva, “è ormai arrivata allo stremo, causando davvero un grave rischio per la salute fisica e mentale dei soggetti ristretti”. Zarcone chiede un intervento immediato e mette in fila un dato significativo: molti dei suoi assistiti hanno pene sotto i sei anni e avrebbero i requisiti per accedere alle misure alternative al carcere. Le udienze, però, vengono fissate a mesi di distanza dalle istanze, anche quando arrivano dopo il rigetto di una misura chiesta in via d’urgenza.
MARATEA IERI.....
| Maratea - Largo Monastero |
- Da www.calderano.it - C'era una volta...! (Piccole storie marateote...!)
***
"Fine anni ’50. Nella Pretura di Maratea si svolgeva un processo per ‘lesioni personali’ a causa di un litigio, sfociato poi in colluttazione, tra due vicini di casa. Aveva assistito al diverbio una terza persona, che chiameremo ‘Giovanni’, voluto a testimoniare a favore di uno dei litiganti dall’Avvocato Giovanni Leonasi. Ad un certo punto del dibattimento il Giudice-Pretore chiama ‘Giovanni’ ad avvicinarsi e dopo gli espletamenti di rito gli chiede: "Lei, Giovanni, ha sentito e visto il Signor Rossi parlare e minacciare il Signor Bianchi?" e Giovanni: "Signor Giudice, aggiu vistu tuttu e no aggiu vistu nenti!" (Signor Giudice, ho visto tutto, ma non ho visto niente!); "Signor Giovanni si spieghi meglio: ha sentito e visto che il Rossi ha minacciato il Bianchi?" chiede il Giudice e Giovanni: "Sacciu sti cazzi, Signor Giudice!" (Non conosco questi caxxi, Signor Giudice!). A questo punto il Giudice interrompe il dibattito e vuol procedere immediatamente contro Giovanni per offese alla Corte e l’avvocato Leonasi interviene a favore del suo teste spiegando al giudice che Giovanni è un uomo di campagna e così è il modo di esprimersi; il Giudice capisce e continua il dibattimento precedente tralasciando l’intervento del testimone Giovanni, il quale rivolgendosi all’Avvocato Leonasi: "Tavia dittu chi non eri cosa e no me vulutu sta a senti e mo ta futtisi tu!" (Ti avevo detto che non era cosa (buona) e non mi hai voluto ascoltare ed ora fregati!)"
martedì 7 luglio 2026
lunedì 6 luglio 2026
IL DOVERE DELLA MEMORIA
NOME DI BATTAGLIA: ELIO.
- Da https://www.gazzettadimodena.it/ -
“Elio”, il partigiano dell’Azerbaigian che combattè nella Resistenza al fianco dei modenesi
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| Xanbala Aliyev |
Il figlio: «Sto cercando di ricostruire la sua incredibile storia»
"CARPI. Xanbala Aliyev, nome di battaglia Elio. E’ stato un partigiano di origini azere. Già, avete capito bene: un uomo nato nel 1916 a Baku in Azerbaigian si è ritrovato a combattere fianco a fianco con i modenesi durante la Resistenza nel nostro territorio.
L’appello del figlio
Ma la storia che vi stiamo raccontando non arriva da una semplice ricerca d’archivio, piuttosto da un appello. Un appello che arriva direttamente da Radil Alizade, figlio del partigiano che oggi, a 80 anni di distanza da quei fatti e a 25 dalla morte del padre, sta cercando di ricostruire il percorso di vita dell’amato papà. «Mi chiamo Radil Alizade e vivo a Sumqayit, in Azerbaigian. Da molti anni porto avanti una ricerca molto personale: ricostruire il periodo trascorso in Italia da mio padre, Xanbala Aliyev, nato a Baku il 15 maggio 1916 e scomparso nel 2001 – ci scrive il figlio, che si è fatto aiutare da un traduttore in quanto parla solo russo e turco – Mio padre era un soldato dell'Armata Rossa, appartenente alla 55ª Divisione Fucilieri. Durante la Seconda guerra mondiale fu fatto prigioniero dai tedeschi, ma riuscì a fuggire. Da quel momento iniziò una nuova fase della sua vita: raggiunse l'Italia e si unì alla Resistenza, combattendo come partigiano nel territorio di Carpi tra il 1944 e il 1945».
domenica 5 luglio 2026
LUTTO NEL MONDO DEL GIORNALISMO LUCANO
E' morto Renato Cantore, nato a Potenza nel 1952, voce autorevole del giornalismo lucano, fondatore e primo presidente dell’Associazione della Stampa di Basilicata, che ne dà notizia in un comunicato stampa.
Veniva con piacere a Maratea, dove è stato spesso ospite del Centro culturale "José Mario Cernicchiaro", al quale non ha fatto mancare il suo positivo, intelligente apporto.
Da questo blog giungano sincere, sentite condoglianze alla famiglia !
FAUNA E TUTELA AMBIENTALE
COME ARGINARE L'INVASIONE DI SCOIATTOLI E CINGHIALI ?
Il problema è noto e la domanda, con il trascorrere del tempo, esige un'adeguata risposta con interventi operativi ad hoc idonei al controllo e riduzione del fenomeno, prima che diventi un flagello sul territorio lucano con danni in ciascun Comune, Maratea compresa.
Proprio così, anche Maratea assiste al progressivo aumento di tal specie di roditori e di ungulati con le ovvie conseguenze negative sul suo territorio, non esclusa la fascia costiera da Acquafredda a Castrocucco, dove sono visibili i danni (colture e piantagioni rovinate o distrutte, rami di alberi scorteggiati sino a causarne il disseccamento spesso esteso all'intera pianta). Ormai un numero crescente di alberi di ogni specie è aggredito da scoiattoli (specie aliena invasiva), la cui protezione non può e non deve comportare la distruzione del patrimonio boschivo, anch'esso oggetto di protezione.
Dunque, è il caso di provvedere con urgenza, nei modi ritenuti più opportuni, per porre un argine alla descritta invasione, allo stato, caratterizzata da evidenti segnali di crescita e...non di contenimento.
GOVERNO ITALIANO E...PAPA LEONE
- Da Ulderico Pesce Facebook -
Ulderico Pesce
sabato 4 luglio 2026
IL PAPA A LAMPEDUSA, PORTA D'EUROPA
- Da https://www.vaticannews.va/it/papa -
Leonardo: “Un pallone mi ha fatto smettere di piangere, oggi l’ho regalato al Papa"
DOMENICO PAPALIA NEL CARCERE...A VITA
- Da Nessuno Tocchi Caino newsletter <noreply@nessunotocchicaino.it> del 04/07/2026 -
DOMENICO PAPALIA È ‘INNOCENTE’: NON NUOCE PIÙ A NESSUNO
Continua la serie degli “amicus curiae” di Nessuno tocchi Caino su Domenico
Papalia, l’ergastolano più ergastolano che vive in Italia avendo già espiato
ininterrottamente mezzo secolo di pena. Ha conosciuto tutte le forme più
afflittive della detenzione previste dalla legge penitenziaria, a tal punto che
il carcere lo ha segnato nella forma più dura, quella della pena corporale e
della tortura. È sopravvissuto a tutto questo, speranza contro ogni speranza,
grazie a una forza d’animo straordinaria. Sul tavolo dei magistrati – che
devono decidere se i suoi 81 anni di età, i 50 di pena espiata e le sue condizioni
di salute siano ancora compatibili con lo stato di detenzione – sono
sicuramente giunte le cosiddette “informative della DDA” che raccontano un
altro Papalia, quello della preistoria criminale. Vorremmo che al fascicolo
siano allegate anche le “informative di NTC”, che raccontano il Papalia che
abbiamo conosciuto noi, quello che ha chiuso col suo passato ed è rinato a una
nuova vita, volta al bene e ai valori umani universali. S.D.
Elisabetta Zamparutti
Siamo soliti legare l’innocenza all’infanzia. Al punto da usare il termine
innocente come sinonimo di bambino. “Innocenti facea l’età novella” diceva in
proposito Dante. Ma questa virtù preziosa sembra sia destinata a essere
confinata lì, a questa età. Come se solo i bambini siano coloro che non commettono
il male e siano privi della malizia che insegna a nuocere o a giudicare con
cattiveria. Eppure l’origine della parola ne spalanca la porta all’uso anche
per gli adulti. Non solo per chi si proclama estraneo a un fatto che ha creato
nocumento e che gli si attribuisce. Perché innocente deriva dal latino, con il
prefisso privativo in (non) e nocere (nuocere). Innocente è dunque colui che
non nuoce, chi non crea nocumento, chi non fa danno.
Ma dove sono questi adulti innocenti? Ovunque, soprattutto in carcere!
LEONE XIII E LEONE XIV
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| Papa Leone XIII |
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| Papa Leone XIV |
LORENZO DI NAPOLI
SCHEGGE, AL PASSO CON I TEMPI
N. 1 - LA SOCIETA’ ATTUALE. LE GENERAZIONI CHE LA COMPONGONO
N. 2 - INTELLIGENZA ARTIFICIALE (AI). VISIONI POLITICHE
N. 3 - DIFFERENZA TRA SITO WEB E PODCAST
N.4 - INTELLIGENZA ARTIFICIALE. COME SI GENERA E COME SI APPLICA
N. 5 - LE DIVERSE POSIZIONI TRA SCIENZA E CHIESA
N. 6 - LE GRANDI RIVOLUZIONI
N. 7 - PARALLELISMO TRA LEONE XIII E LEONE XIV
N. 8 - INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LAVORO (in lavorazione)
SCHEGGIA N. 7
PARALLELISMO TRA LEONE XIII E LEONE XIV
La Scienza nel tempo evolve continuamente le certezze per trovarne di nuove, la Chiesa invece riesce sempre a conservare una certezza pur cambiando, nei secoli, il modo di esporla.
PACE E ...GUERRA
L’APE
di Trilussa
– Pur’io vorrei la pace:
– diceva l’Ape a un Grillo –
ch’er lavoro tranquillo
me soddisfa e me piace.
Ma finché su la terra
parleranno de guerra
terrò sempre, a bon conto,
un pungijone pronto:
er pungijone mio
che m’ha arrotato Iddio.
venerdì 3 luglio 2026
FIUME NOCE E...SUO INQUINAMENTO
- Da https://www.lasiritide.it/ -
2/07/2026 - Sequestrato impianto carburanti sulla costa tirrenica: gravi scarichi inquinanti nel fiume Noce
Su delega della Procura della Repubblica di Paola, i Carabinieri Forestale di Scalea hanno sequestrato un impianto di distribuzione carburanti sulla costa tirrenica cosentina. L&rs...-->continua
ELISA CLAPS : NUOVE INDAGINI ALLA RICERCA DELLA VERITA'.
- Da https://www.quotidianodelsud.it/basilicata -
Morte di Elisa Claps, ipotesi di complicità
ROCCO PEZZANO | 3 Luglio 2026 11:19
"POTENZA – Per trentatré anni la domanda è rimasta sostanzialmente immutata: che cosa accadde a Elisa Claps la mattina del 12 settembre 1993, quando entrò nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza e non ne uscì più. La risposta immediata è: fu uccisa da Danilo Restivo, come la legge italiana ha accertato con una condanna passata in giudicato a trent’anni. Sì, ma cosa avvenne attorno al quel delitto? Oggi quella domanda torna dentro un fascicolo della Procura della Repubblica di Potenza che, da circa due anni, ha riaperto le indagini sul caso ipotizzando il concorso in omicidio con Restivo.
Chi l’ha visto?
A riportare la vicenda al centro dell’attenzione è stato Gildo Claps, intervenuto nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?” (LEGGI) con la mamma Filomena Iemma. Il fratello della studentessa ha parlato di accertamenti sulle possibili complicità legate a Restivo. Le sue dichiarazioni hanno trovato riscontro in ambienti giudiziari. Gildo Claps ieri sera era alla Loggia dei Cavalieri di Treviso (annunciato come “presenza straordinaria” sulla locandina) per la presentazione del libro “Fantasmi” che tratta di persone scomparse. Di quel libro ha scritto la prefazione.
Le indagini di cui ha parlato da Federica Sciarelli – alla sua ultima conduzione del programma – attualmente sarebbe “contro ignoti”. Gli atti – secondo quanto scritto ieri dall’agenzia Ansa in un lancio pubblicato sul sito internet – ruotano attorno a un lavoro di rilettura complessiva della vicenda, anche alla luce di accertamenti tecnico-scientifici eseguiti dai Carabinieri del Ris nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. In quel luogo, il 17 marzo 2010, furono ritrovati i resti di Elisa, rimasti nascosti per quasi diciassette anni all’interno dell’edificio in cui era stata vista per l’ultima volta viva. Secondo quanto riferito dal procuratore della Repubblica di Potenza, Camillo Falvo, senza conferme né smentite sull’esistenza dell’indagine, si tratta di «casi che meritano una piena verità, al di là dell’aspetto prettamente giudiziario, per rispetto delle vittime e delle loro famiglie».

















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