- Da Ulderico Pesce Facebook -
Ulderico Pesce
18 h
“Buon compleanno maestro. Sei nato il 5 marzo del 1922. Dopo qualche mese i fascisti con le armi presero il Parlamento. Con questo inizio, maestro, avresti dovuto capire che finiva male per te.
Ti sei innamorato del mondo puro dei contadini e dei lavoratori delle periferie delle città. Dei paesaggi rurali e Marini. Poi la fuga da Casarsa con tua mamma. “Ninuta mia”. Hai scritto tanto. Senza nessuna esibizione. Un ascolto interiore, una profonda verità e un coraggio da leone, hanno animato la tua vita. Tua mamma ti guardava attenta come guardava Cristo crocifisso sulla Gravina di Matera. Poi la scoperta delle bombe fasciste. E lo Stato che partecipava alle Stragi. E la verità su Mattei e De Mauro. E Cefis, Fanfani, Andreotti, Restivo, Mancini, i fascisti esecutori. La manodopera. Vado al finale maestro. Qualche giorno prima di essere ucciso, nel 1975, eri in Svezia. Incredibile ma oggi, giorno della tua nascita, io sono a pochi metri dalla Svezia. L’aria è la stessa della Danimarca. Eri preoccupato per te. Lo confessasti a Tajani, un italiano che viveva a Stoccolma. Ascoltato in Tribunale con grande ritardo. E infatti appena tornato a Roma ti hanno ucciso. Mentre eri nella neve della Svezia, hanno progettato la tua fine. Doveva sembrare una storia di omosessualità. Ucciso dal diciassettenne Pino Pelosi dopo un rapporto sessuale. E così è sembrato. Ma ad ucciderti non era un ragazzino minorenne gracile gracile. Ad ucciderti con tavole di legno e catene, era lo Stato. La parte marcia del nostro Stato. Quella parte marcia che oggi, 5 marzo 2026, ancora vive.” Ulderico Pesce @fanpiùattivi.

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