"Non sono un critico d'arte, ma trovo che i quadri che Ferdinando Tasca ha dipinto grazie a una sua tecnica speciale, ed espone in alcuni vicoletti del Centro storico di Maratea, siano di una bellezza unica. Oserei dire di una bellezza artistica che più intensa e perfetta di così non sembrerebbe possibile. Tale che un paese, una comunità, dovrebbe celebrarla come uno dei suoi frutti migliori. Ma come mai, invece, i quadri stanno quasi nascosti dentro vicoli angusti come se si trattasse di oggetti mal sopportati e perfino sgraditi? Ma se un pittore di grande valore viene trascurato e dalla sua comunità quasi ignorato, non è la comunità stessa a dare di sé un pessimo giudizio?"
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Mi è recentemente capitato di leggere questo "Pensiero" e penso di poter affermare che, nel caso di specie, non ha tutti i torti Gian Carlo Marchesini, attento, spesso critico osservatore della società marateota e confesso che, da coetaneo di Ferdinando Tasca (nati entrambi a Maratea nel 1951 e qui da sempre residenti), ho ritenuto di dovergli riservare, nel mio piccolo, la meritata attenzione, se pur tardiva, con diretto riferimento al suo percorso artistico, proposto all'attenzione del Centro culturale "Josè Mario Cernicchiaro".
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Nella foto, da sinistra: Gaetano Tasca, Giuseppe Iaria, Giuseppe D'Alascio e Ferdinando Tasca.
Di seguito scatti fotografici in www.calderano.it :
Mostra pittorica Ferdinando Tasca - 26.06.2011
Ecco alcune delle sue tante opere relative al primo periodo presenti sul catalogo di Mostra a Potenza:
Il Proif. Raffaele IANNONE ha scritto :
FERDINANDO TASCA: Pittore d’istinto.
Chi ha conosciuto Tasca nella veste di musicista certo non si sorprenderà di ritrovarlo oggi come pittore. Evidentemente ha maturato questa scelta dal bisogno di ampliare la sua possibilità espressiva.
Autodidatta, ha trovato istintivo un rapporto con la pittura del tutto personale, trattando la materia con degli strumenti inusuali per i pittori. Aggredisce le superfici bruciandole, scavandole, facendo emergere i segni tormentati di una particolare struttura figurativa. Volti, paesaggi, nature, immagini astratte, talora inconsce, popolano il suo mondo d’artista.
Il segno in Ferdinando trova collegamenti ancestrali con la prima esigenza dell’uomo di comunicare e di raccontare le proprie storie, come è possibile vedere dai graffiti nelle antiche caverne, delle quali pregevole esempio ne è la non lontana grotta del Romito a Papasidero; un particolare uso del colore a cera, steso a caldo sulla superficie, evoca colori caldi che sono propri della sua terra.
Questa sua prima vernice segna l’inizio di un’attività che gli auguriamo lunga e fruttuosa.
Raffaele Iannone
Maratea, 2 marzo 1984
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Il giornalista Mario TRUFELLI ha scritto:
Ferdinando, nel corso degli anni, ha partecipato a numerose Mostre in Basilicata (Maratea, Potenza, Melfi, Rionero in Vulture) e a Napoli, accompagnate da apprezzamenti, premi e riconoscimenti, ma è rimasto sempre un artista "così singolare, così innocente", "istintivo e sincero", come ha scritto Trufelli, felice di poter annualmente esporre i suoi quadri in vicolo del Centro storico della sua amata Maratea.
Ecco alcune delle sue ultime opere (pirografia su legno):
Che dire dinanzi a tanta bellezza se non fermarsi ad ammirarla !
GRAZIE, CARO FERDINANDO, ED AUGURI DI LUNGA E BUONA VITA IN COMPAGNIA DELLA TUA ARTE !
















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