domenica 15 febbraio 2026

CHE TEMPI, CHE COSTUMI !


Busto di Cicerone 

Arpino, 3-1-106 a.C. - Formia, 7-12-43 a.C.

"O TEMPORA, O MORES" !

E' una celebre esclamazione di Cicerone, vissuto prima di Cristo,  con riferimento alla corruzione e alla decadenza morale del suo tempo, ancora oggi ripetuta per criticare usi, comportamenti e malcostume dell'epoca attuale.

E non sono pochi i casi, più o meno gravi, a fronte dei quali la si pronuncia o quantomeno la si pensa  per commentare negativamente degrado e cambiamenti sociali,   maleducazione,  mancanza di valori o situazioni scandalose.

 

 

Confesso che, da ultimo, mi ritorna in mente quando, in sempre più ricorrenti occasioni, leggo o sento che per determinati comportamenti e/o fatti -reato di assoluta gravità, prima o poi, al massimo si chiede scusa e che ci si meraviglia se ciò non avviene, in assenza del "chiedo scusa" da parte di chi abbia posto in essere un comportamento o un'azione moralmente riprovevoli, addirittura con gravissima  responsabilità penale per omicidio, femminicidio, violenza sessuale e così via.

Ebbene, appartengo ad una generazione, come le precedenti, educata in famiglia ed a scuola a chiedere scusa per qualcosa, tutto sommato, di lieve entità e, comunque, non rientrante nei canoni della buona educazione e della correttezza nel rapporto umano, sì che ho finito con l'associare il chiedere scusa, ad esempio, al pestare distrattamente un piede ad una persona, ad un mancato appuntamento, ad un errore, ad una dimenticanza, ad un comportamento sbagliato e così via.

Penso sia questo il modo corretto di intendere "il chiedere scusa" e confesso di non comprendere come si sia arrivati nei nostri giorni ad associarlo a qualcosa di assolutamente INESCUSABILE dopo aver tenuto volontariamente un comportamento, con piena capacità di intendere e di volere, del tutto privo di umanità nei confronti di altro o altri esseri umani.

Credo che il mero chiedere scusa non si addica "sic et sempliciter" a tutti i casi e che per quelli gravi in danno del prossimo, al più, si potrà pensare ad un possibile perdono richiesto e/o concesso, per il quale occorrerà ben altro. Non potrà che essere necessario un sincero pentimento, accompagnato da una testimonianza di nuova vita volta al bene, dopo il male praticato ed il dolore inferto... O mi sbaglio ?

Chi non ricorda Fra' Cristoforo, personaggio dei "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni: Il suo nome di battesimo era Lodovico. La sua vita era cambiata quando, durante una rissa per futili motivi, aveva ucciso un nobile e visto morire Cristoforo, un servitore a lui molto caro. Da quel momento inizia il percorso di conversione che lo porterà a farsi frate cappuccino con il nome di Cristoforo.

Da Lodovico a Fra' Cristoforo, dunque.....,  senza che occorra necessariamente farsi frate,   altro che chiedere scusa....!

 

 

 

 


 

 

 

 


 

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