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12 h
Per il diritto internazionale, la pace e la democrazia
Viviamo un tempo che pesa sulle coscienze. Dopo la devastazione della Seconda guerra mondiale, la comunità internazionale aveva costruito, con fatica e responsabilità, un quadro condiviso di regole, diritti e istituzioni pensate per proteggere la dignità umana e ridurre il ricorso alla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. Quel patrimonio, imperfetto ma essenziale, oggi appare seriamente messo in discussione.
In diverse aree del mondo assistiamo a conflitti armati, violazioni del diritto internazionale e crisi umanitarie che colpiscono soprattutto le popolazioni civili. Sono eventi documentati e riconosciuti dalla comunità internazionale, richiamati con preoccupazione anche da autorevoli figure istituzionali e religiose. Il rischio concreto è che si affermi un modello di relazioni basato sulla forza, sull’abuso di potere e sulla progressiva erosione delle regole condivise, con conseguenze gravi e durature.
Questa deriva non è scollegata dalle grandi sfide ambientali e sociali del nostro tempo. La competizione per le risorse naturali, la dipendenza dalle fonti fossili e il rallentamento dei processi di transizione ecologica alimentano tensioni e disuguaglianze. La tutela dell’ambiente, la decarbonizzazione dell’economia e l’uso equo delle risorse non sono solo obiettivi ambientali, ma strumenti concreti di pace e cooperazione tra i popoli.
Di fronte a questo scenario, non è possibile restare indifferenti. Difendere il diritto internazionale, rafforzare le istituzioni multilaterali e rilanciare il progetto europeo significa proteggere i diritti conquistati nel tempo e offrire alle nuove generazioni un orizzonte di sicurezza, giustizia e democrazia.
Alzare la bandiera della pace, sostenere il ruolo delle Nazioni Unite come spazio di dialogo globale e promuovere un’Unione europea più coesa e solidale non è un gesto simbolico, ma una scelta di responsabilità. È un impegno che riguarda tutti, oggi, perché ciò che è in gioco non è un’idea astratta, ma il futuro concreto delle persone, delle comunità e del pianeta.


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