venerdì 4 settembre 2026

DA UN QUADERNO DIARIO DI UN RAGAZZO DI 19 ANNI


-  Da   https://millepiroette.com  -

 

Il Blog MILLEPIROETTE propone: presentazione e recensione del libro “Una strada blu verso il futuro: diario di viaggio di Biagio Ignacchiti” – 26/08/2026 – a cura di Maria Carmela Brandi.

 

 

 

DA UNA MEMORIA PRIVATA A UNA MEMORIA CONDIVISA

Ci sono libri che nascono da un progetto e altri che, prima di diventare libri, hanno attraversato una vita.

Una strada blu verso il futuro. Diario di Biagio Ignacchiti. Maratea – Venezuela 1953, Casa Editrice PAV, appartiene forse a questa seconda categoria.

All’origine c’è un quaderno e un ragazzo di diciannove anni. È il 1953 e Biagio Ignacchiti lascia Maratea per il Venezuela. Durante la traversata sulla Marco Polo annota ciò che vede e ciò che vive: il mare, le persone incontrate, le giornate di navigazione, le piccole scoperte, i pensieri di chi si sta allontanando da casa e, nello stesso tempo, guarda verso qualcosa che ancora non conosce. Biagio scrive mentre la vita accade. Non conosce ancora il finale della propria storia. Ed è forse proprio qui che risiede uno degli aspetti più autentici del diario: nelle sue pagine rimane lo sguardo del ragazzo del 1953, non quello dell’uomo che oggi conosce ciò che sarebbe avvenuto dopo. Quando Biagio mi ha affidato i suoi appunti, ho compreso progressivamente che quelle pagine non raccontavano soltanto una vicenda personale. Attraverso una storia individuale affiorava un frammento della storia di Maratea, della Basilicata e di quella grande esperienza collettiva che è stata l’emigrazione lucana. Da qui è nato il lavoro di curatela e di riscrittura narrativa. Ho cercato di ricostruire ambienti e contesti, verificare luoghi, date e avvenimenti, approfondire il paesaggio storico e culturale degli anni Cinquanta, dalla musica al cinema, e soprattutto tornare insieme a Biagio sui suoi ricordi, attraverso lunghe conversazioni. Con una regola che mi ha accompagnata dall’inizio alla fine: la scrittura poteva accompagnare la memoria, mai sostituirla. Perché romanzare una storia vera, in questo caso, non ha significato inventarla. Ha significato prendersi cura della forma perché quella realtà potesse arrivare al lettore, conservando la voce e lo sguardo di chi l’aveva vissuta. Ma Una strada blu verso il futuro parla anche al presente. Il ragazzo che parte nel 1953 porta con sé domande che, in forme diverse, appartengono ancora ai giovani: avere il coraggio di cambiare, mettersi in gioco, costruire il proprio futuro, confrontarsi con ciò che non si conosce. E accanto a questo emergono valori forse meno rumorosi ma altrettanto importanti: i legami familiari, l’amicizia, la solidarietà, il mutuo aiuto, il senso della comunità e la capacità di andare lontano senza perdere le proprie radici. È questo il significato che ho ritrovato anche nella serata di presentazione del volume: una storia nata da un’esperienza individuale è tornata nel luogo dal quale era partita ed è stata condivisa con una comunità. Il mio primo grazie, perciò, non può che essere a Biagio, per la fiducia con cui mi ha affidato non soltanto un quaderno, ma una parte importante della sua vita, e a sua moglie Lina, che ha accompagnato con discrezione e partecipazione questo percorso. Grazie a Pierfranco De Marco, Presidente della Pro Loco Maratea La Perla APS, per aver creduto nel progetto e per aver condotto la serata; al Sindaco di Maratea Cesare Albanese; a dott. Luigi Scaglione, Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo; e a Marcello Pittella, Presidente della Commissione Regionale Lucani nel Mondo, per l’attenzione riservata a una storia che, partendo da Maratea, incontra la più ampia memoria dell’emigrazione lucana. Un ringraziamento particolare al dott. Lorenzo Di Napoli, che ha saputo leggere e valorizzare con sensibilità il significato del lavoro svolto; alla dott.ssa Giuseppina Esposito, dell’Associazione Gruppo Interuniversitario GECOAGRI, per il prezioso contributo e per la riflessione dedicata al fenomeno dell’emigrazione in Basilicata; a Emanuele Labanchi, per il sostegno e l’incoraggiamento; e al presidente Marianna Trotta e  Vicepresidente Paolo Schettino del Centro Culturale José Cernicchiaro, per la loro vicinanza.

Grazie a PAV Edizioni, che ha creduto nel progetto e ha pubblicato il volume, e grazie soprattutto agli amici e a tutte le persone che hanno partecipato alla presentazione e hanno scelto di condividere con noi questa storia. Il libro può essere ordinato sulle principali piattaforme editoriali e attraverso il sito di PAV Edizioni.

Sono cresciuta ascoltando racconti del Venezuela, di partenze e ritorni, di lontananze e speranze. Forse anche per questo ho sentito così vicina la storia di Biagio. Ma oggi quella storia non appartiene più soltanto a lui, né a chi ha contribuito a trasformarla in un libro. Perché salvare una storia individuale significa, qualche volta, salvare una piccola parte della memoria di tutti. E quel quaderno scritto nel 1953 da un ragazzo di diciannove anni è oggi proprio questo: una memoria privata diventata memoria condivisa.

Maria Carmela Brandi

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