giovedì 3 settembre 2026

IL RACCONTO FOTOGRAFICO DI BIAGIO CALDERANO

  
                             AGNESE  BELARDI  
 
           - Presidente Salotto  "Donata Doni" Lagonegro -
                                 

Biagio Calderano, Maratea raccontata attraverso la fotografia 

Volti, paesaggi, scorci, vita quotidiana e politica: un prezioso volume raccoglie decenni di storia della “Perla del Tirreno” attraverso gli scatti di un fotografo che ha saputo raccontare la sua città con passione e sensibilità.

Ci sono luoghi che si possono raccontare con le parole e altri che hanno bisogno delle immagini per restituire fino in fondo la loro anima. Maratea appartiene certamente a questa seconda categoria.

Biagio Calderano, attraverso la sua macchina fotografica, ha raccontato per decenni la sua città, fermando volti, paesaggi, scorci, avvenimenti e momenti della vita quotidiana. Un lungo percorso fatto di passione e attenzione, oggi raccolto in un volume che rappresenta una preziosa testimonianza della storia marateota.

Le fotografie, alcune in bianco e nero e altre a colori, attraversano epoche diverse e mostrano una Maratea che nel tempo è cambiata, senza perdere il suo fascino. Ci sono le feste, le tradizioni, la vita sociale e culturale, gli scorci più suggestivi, ma soprattutto le persone: protagoniste di una storia che, grazie a queste immagini, continua a vivere.

Anche la vita politica e amministrativa della città trova spazio nell'archivio di Calderano. I suoi scatti documentano così momenti importanti della comunità e diventano testimonianza di un'epoca, restituendoci volti e situazioni che altrimenti rischierebbero di essere dimenticati.

È proprio questo uno dei grandi meriti del suo lavoro: aver trasformato la fotografia in uno strumento capace di conservare la storia di una comunità e di consegnarla alle generazioni future.

 

La presentazione del volume si è svolta a Maratea, in una location diversa da Piazza Buraglia, alla presenza dell'Amministrazione comunale e del sindaco Cesare Albanese. Un'occasione importante per celebrare il lavoro di un fotografo che ha dedicato tanti anni a raccontare, attraverso le immagini, il volto più autentico della città.

Io ho avuto il piacere di ricevere personalmente il volume qualche sera fa, proprio nella suggestiva Piazza Buraglia, in compagnia della mia amica Tina Polisciano, già presidente del Centro Culturale José Cernicchiaro.

È stato un momento particolarmente piacevole, anche per il significato di amicizia che ha accompagnato questo dono. E quale luogo migliore per ricevere un libro che parla di Maratea? Piazza Buraglia, con la sua atmosfera raccolta e i suoi scorci, è uno degli angoli più affascinanti della città, tanto da sembrare quasi un piccolo scorcio di Capri.

Il volume mi ha fatto davvero piacere: sfogliandolo si compie un viaggio attraverso il tempo, tra fotografie che raccontano persone, luoghi e avvenimenti e che permettono anche a chi non ha vissuto quelle epoche di avvicinarsi alla storia della città.


Mi piace ricordare, inoltre, un riconoscimento che considero particolarmente significativo. Nel 2025 il Salotto Donata Doni aveva premiato Biagio Calderano, riconoscendone l'esperienza, la passione e la dedizione alla fotografia.

Quel premio rappresentò un'importante testimonianza di stima nei confronti del suo lavoro e, a distanza di tempo, assume un valore particolare: fu anche un modo per accendere i riflettori sulla sua attività e aprire la strada ad altri riconoscimenti da parte di associazioni e realtà culturali.

Quando il valore di una persona viene riconosciuto, infatti, si crea anche l'opportunità perché altri possano conoscerne e apprezzarne il percorso.

Il libro di Biagio Calderano rappresenta oggi molto più di una raccolta di belle fotografie. È un documento che racconta una città attraverso i suoi abitanti, i suoi luoghi e i suoi cambiamenti. Il bianco e nero dialoga con il colore, il passato con il presente, e ogni immagine restituisce un frammento di vita.

Guardando queste fotografie si ritrovano persone care, volti del passato, angoli conosciuti e paesaggi che il tempo ha modificato. È un patrimonio che appartiene a Maratea e alla sua comunità.

Per questo il lavoro di Calderano merita di essere apprezzato e custodito: perché attraverso i suoi scatti Maratea non viene soltanto fotografata, ma raccontata.

E quella sera, nella splendida Piazza Buraglia, insieme a Tina Polisciano, davanti a uno scorcio che sembra quasi Capri, ho avuto la piacevole sensazione che quel libro fosse molto più di un semplice volume fotografico: era un pezzo di Maratea da tenere tra le mani, da sfogliare e da tramandare.
 
 

Agnese Belardi e Tina Polisciano in piazza Buraglia a Maratea

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

                                                                                                  

                                            



 

                                                                                                                                      

                                                 

 

 

 

3 commenti:

  1. Blog Santo Janni03/09/26, 13:50

    Ringrazio la Prof.ssa Belardi per suo articolo dedicato al prezioso racconto fotografico di Biagio Calderano a Maratea e ritengo opportuno evidenziare che il libro e la sua pubblicazione sono stati resi possibili grazie all'idea ed all'impegno del Dott. Lorenzo Di Napoli, Presidente onorario dell'Associazione "Amici di Maratea", alla stessa Associazione con il suo Presidente, Avv. Angelo D'Orlando, e al Comune di Maratea con il Sindaco, Avv. Cesare Albanese, che ha sostenuto l'iniziativa anche con erogazione di contributo economico. Tanto ha consentito la realizzazione del volume in distribuzione gratuita, nel quale sono confluite parte delle tante immagini fotografiche già raccolte nel pregevole sito web www.calderano.it di Biagio Calderano.

    RispondiElimina
  2. Congratulazioni al dottore Di Napoli per il pregevole lavoro svolto e a tutti coloro che hanno sostenuto l'iniziativa.

    RispondiElimina
  3. Blog Santo Janni03/09/26, 17:24

    Ringrazio la Prof.ssa Agnese Belardi anche per le congratulazioni come qui espresse.

    RispondiElimina