domenica 4 ottobre 2026

IN BASILICATA UN CASTELLO SOGGIORNO PREFERITO DI FEDERICO II...

...IN  POESIA

IL  CASTELLO  DI  LAGOPESOLE

                                         di   Letizia  Labanchi

 

Giunsi al Castello

al tramonto

nella limpida luce

d'un pomeriggio d'estate.

        Eran meco

cavalieri cortesi,

damigelle, poeti,

e bellissime dame

co' lor paggi leggiadri.

       Il Castello s'ergeva

là, sul poggio, solenne,

del color della pietra

contro il cielo sereno

e parlava di forza,

malinconico e austero,

di potenza, di gloria.

 

        Nell'ingresso profondo

sotto l'arco robusto

eran uomini d'arme:

-un vociare confuso

d'una lingua lontana

che nessuno comprende

più ormai-

ma calato era il ponte

levatoio ed offriva

l'ospitale saluto

de' superbi signori.

       Nel cortile spazioso

quache donna era al pozzo

e un cavallo bardato

attendeva in un canto

impaziente e batteva

sul selciato le zampe

con lo zoccolo forte.

       Occhieggiavano

dalle eleganti bifore

bionde fanciulle

dallo sguardo altero;

ma un improvviso fluttuar di veli

solo rispose

al nostro

sorridente saluto.

       E fummo avvolti

dall'aura densa di secoli andati

che d'intorno aleggiava.

Un suon di corno

rimbombava tra' monti;

certo a la caccia

intento il Sire

ne' dintorni sostava.

      Ascoltammo sospesi:

...veniva dalle stanze

della Regina

mesto

suo di mandòle,

e là nella Cappella

salmodiavano i frati in sulla sera?

...salutavano il vespero vermiglio

squilli di tromba...

tocchi di campana...?

        Guardammo la gran Torre

volta al sole, massiccia,

e guardammo la valle:

...il sol calava

sull'ampio piano

e dalle spighe d'oro

co'suoi raggi infuocati

un barbaglio traèa

d'antiche spade.






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