domenica 8 novembre 2026

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-  Da  https://www.infopinione.it  -

CALABRIA, Legambiente chiede il 50 percento di spiagge libere sulle concessioni balneari

6 Novembre 2026

Legambiente Calabria interviene sul tema delle concessioni balneari chiedendo alla Regione di mettere al centro la tutela ambientale e di garantire almeno il 50 percento di  spiagge libere e accessibili per ogni ambito comunale. La presidente Anna Parretta evidenzia i rischi legati all’erosione costiera e alla fragile condizione del litorale regionale in vista dell’applicazione della direttiva Bolkestein.

La tutela dell’ambiente e la conservazione degli ecosistemi costieri devono diventare la priorità assoluta nella gestione delle concessioni balneari in Calabria.

A chiederlo è Legambiente Calabria, insieme a Mare libero e Wwf, all’indomani della presentazione da parte della Regione delle linee guida per valutare la scarsità della risorsa  spiaggia e l’interesse transfrontaliero in vista delle gare imposte dalla direttiva Bolkestein.

 

Concessioni balneari in Calabria e tutela delle spiagge libere

Le associazioni ambientaliste chiedono di fissare una soglia minima del 50 percento di spiagge libere per ogni ambito omogeneo comunale. I tratti liberi dovranno essere attrezzati con servizi essenziali gestiti dai Comuni o da enti senza scopo di lucro e risultare pienamente accessibili alle persone con disabilità motoria.

“È inammissibile che la quota di spiaggia libera venga relegata in tratti marginali, non monitorati dalle Arpa o di difficile accesso”, si legge nella nota diffusa da Legambiente Calabria.

L’associazione contesta il peso attribuito dalla Regione alla fragilità ambientale e l’assenza di valutazioni sul fenomeno dell’erosione costiera, che interessa oltre il 26 percento della costa bassa regionale come evidenziato dal Rapporto spiagge 2026.

“La priorità deve essere la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi costieri e marini e non il mero interesse economico”, ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, invitando l’ente regionale a evitare valutazioni basate sul semplice calcolo quantitativo dei chilometri di costa.
 
 

 

 

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