NOTA DI DON MARCELLO COZZI - LIBERA BASILICATA
ALLE MANI CHE NASCOSERO ELISA
Tante domande e una speranza
In quanti
eravate sotto il tetto di quella chiesa a occultare il corpo di Elisa? Chi vi commissionò quello sporco lavoro?
Vi
pagarono o era semplicemente un favore in cambio di un altro favore?
Voi siete stati gli ultimi a vedere Elisa
quel 12 settembre: com'era il suo volto? Vi
parlava dell'orrore vissuto o trasmetteva la tristezza per l'inferno che
stava iniziando per la sua famiglia?
Che cosa
pensaste quando vi rendeste conto che il cadavere da far sparire era quello di
una ragazzina innocente? Non vi venne in mente che vi poteva essere sorella o
anche figlia?
Alla sua vista
provaste rabbia, pietà, o invece indifferenza, apatia o addirittura un senso di
abitudine visto che forse non era la prima volta che avevate a che fare con dei
morti?
Sapevate chi
era l'autore di quello strazio o la cosa non vi interessava più di tanto? E vi
chiedeste il perché di quell'atroce accanimento?
Chi di voi si
rese conto che era più semplice lasciarlo lì quel povero cadavere? Comunicaste
a qualcuno la decisione presa? E a chi vi ordinò il lavoro quale bugia
raccontaste per dire che Elisa l'avevate fatta sparire per sempre?
Nei giorni, nei mesi, negli anni che inesorabilmente sono passati avete
mai avuto timore che prima o poi qualcuno avrebbe potuto trovare quei poveri
resti? O eravate certi che quel segreto inconfessabile sarebbe rimasto lì sopra
per sempre? E cos'è che vi ha dato così tanta sicurezza: il fatto che chi ne
era a conoscenza nel frattempo è morto o che il prezzo così alto di quel
silenzio dipendeva da qualcosa di molto più inconfessabile?
E cosa ci può
essere di così inconfessabile per cui senza alcuna pietà si condanna una
famiglia ad un inferno perpetuo e
un'intera comunità a perdere per sempre la propria innocenza?
In questi lunghi anni vi è mai venuto in mente che prima ancora che
quelle dell'assassino sono state le vostre mani a condannare questa città a
quella voragine di sospetto e di astio che l'ha divorata per tutto questo
periodo? E vi viene mai in mente che siete proprio voi i custodi del riscatto
di questa comunità dal marchio infame dell'indifferenza e dell'omertà che
ingiustamente l'hanno marchiata sin dal principio?
Noi, imperterriti, continuiamo a credere che ogni coscienza ha una
propria dignità, così come non abbiamo mai smesso di pensare che in questi anni
dinanzi ai ripetuti appelli di mamma Filomena chissà quante volte vi siete
morsi le labbra per una verità che in fondo avreste voluto gridare ma non
potevate, e non smetteremo di credere che prima o poi, pur restando nell'ombra
e nel segreto come avete fatto da
quel 12 settembre, in un modo o nell'altro ci direte finalmente i volti e i
nomi dei protagonisti di quel giorno che ha cambiato la storia di Potenza.
In fondo
avete già iniziato a farlo – ne siamo convinti – quando quel 17 marzo avete
trovato il modo per portarci finalmente in quel sottotetto.
don Marcello Cozzi