- Da Comitato di Quartiere del Porto di Maratea Facebook -
TANIA FORMICA
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TANIA FORMICA
- Da Nessuno Tocchi Caino newsletter del 19/11/2022 -
KUWAIT: SETTE GIUSTIZIATI NELLE PRIME ESECUZIONI DAL 2017 Le autorità del Kuwait il 16 novembre 2022 hanno giustiziato sette persone, ha confermato l'agenzia di stampa statale KUNA, nelle prime esecuzioni nel Paese dal 2017.
I detenuti impiccati erano quattro kuwaitiani, un pakistano, un siriano e un etiope. Due dei sette erano donne.
Si tratta delle prime esecuzioni dal 25 gennaio 2017, quando furono impiccate altre sette persone, tra cui un membro della famiglia reale Al-Sabah, che governa il Paese da due secoli e mezzo.
Amnesty International aveva chiesto il 15 novembre di fermare le esecuzioni, affermando che si trattava di una "violazione del diritto alla vita e di una punizione crudele, disumana e degradante" e che il Kuwait dovrebbe abolire "completamente" la pena di morte.
"Le autorità [del Kuwait] devono stabilire immediatamente una moratoria ufficiale sulle esecuzioni", ha dichiarato in una nota il vicedirettore regionale di Amnesty, Amna Guellali.
Il Kuwait ha introdotto la pena di morte a metà degli anni '60 e da allora ha giustiziato decine di persone, principalmente condannate per omicidio o traffico di droga.
Nel 2013, ad aprile, le autorità kuwaitiane hanno impiccato tre uomini riconosciuti colpevoli di omicidio. Due mesi dopo furono messi a morte due egiziani riconosciuti colpevoli di omicidio e rapimento.
(Fonti: Aljazeera, 16/11/2022)
- Da Legambiente Maratea Facebook -
- Da www.basilicata24.it -
La Basilicata non merita tutto questo. I lucani, invece, se lo meritano senza alcun dubbio
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- Da www.regione.basilicata.it -
“Una sanità allo sbando e senza prospettiva” è il motivo alla base
della manifestazione unitaria organizzata per sabato prossimo, 19
novembre, a Potenza, dinanzi alla sede della Regione Basilicata alle ore
10, organizzata da Cgil, Cisl e Uil.
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| Stefano Rivetti |
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| Pier Niccolò Berardi |
- Da www.calderano.it - Storia e storie.
Pier Niccolò Berardi
e lo sviluppo turistico della Basilicata nei primi anni Cinquanta
CAROLINA DE FALCO
Università della Campania Luigi Vanvitelli
Introduzione
Nei primi anni Cinquanta la Basilicata vive un’eccezionale stagione storica che grazie al conte industriale Stefano Rivetti, si traduce in un progetto di sviluppo turistico a Maratea. Meno noto è che ne sia stato l’interprete Pier Niccolò Berardi, autore del museo Ginori, nel 1964, e inserito tra l’élite culturale e imprenditoriale italiana. Alla mostra di Pagano Architettura rurale in Toscana, si segnala per la qualità delle fotografie. Cogliendo la stessa sintonia tra l’insediamento umano e il paesaggio, realizza nel dopoguerra gli scatti a Maratea, così come progetta il lussuoso hotel Santavenere, nel 1955, precedente dell’insediamento a Punta Ala.
Nei primi anni Cinquanta del Novecento la Basilicata vive un’eccezionale stagione storica, al centro dell’attenzione politica, con ricadute economiche e sociali, basti ricordare il caso di Matera, da poco al centro dell’attenzione europea, dove la decisione di sfollare le abitazioni rurali dei Sassi, diviene il volano per la realizzazione dei rioni popolari: uno straordinario laboratorio che coinvolse la migliore cultura italiana, offrendo l’occasione anche per la circolazione delle idee, in particolare tra i professionisti romani e napoletani [De Falco 2019].
Negli stessi anni, anche Maratea si presta a una riscoperta e a un rilancio ed è noto che l’artefice dello sviluppo industriale e turistico sia stato il conte Stefano Rivetti di Val Cervo.
a seguito del pendente Ricorso al TAR Basilicata da parte dei sei Consiglieri comunali di minoranza dimissionari
- Da Comune di Maratea - Albo pretorio digitale
Documenti:
- Da www.regione.basilicata.it -
14/11/2022 15:08 [AGR]
con revoca in Consiglio regionale delle dimissioni dapprima comunicate come irrevocabili
- Da https://radionorba.it
13 Novembre, 2022
Francesco Piro, consigliere regionale della Basilicata di Forza Italia, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità lucana e attualmente sottoposto a obbligo di dimora a Lagonegro non parteciperà alla riunione del Consiglio regionale in programma domani a Potenza. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari, respingendo la richiesta presentata dal suo legale, Sergio Lapenna. Secondo l’avvocato, Piro “per sua scelta non parteciperà alle sedute dell’assise regionale fino alla pronuncia del tribunale del Riesame”.
Vincenzo Murgolo
Da https://dimenticatidistato.com/2017/02/05/i-potentini-sepolti-nei-cimiteri-militari-italiani-in-austria-germania-e-polonia/ -
DE ROSA ROCCO MICHELE, NATO IL 9 OTTOBRE 1919 A OPPIDO LUCANO (POTENZA) – DECEDUTO A GROßWEI-SMANNSDORF (BAVIERA) IL 4 APRILE 1945 – SEPOLTO NEL CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) – POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO H – FILA 4 – TOMBA 16. FONTI: 1A, 1B, 10 – CATERINA LANCELLOTTI (NIPOTE).
ELENCO IMI MARATEA DECEDUTI NEGLI STALAG
di Francesco Mandarano
1) BRANDO GENNARO,
NATO A MARATEA (PZ) IL 14 NOVEMBRE 1916 APPARTENENTE AL 208° REGGIMENTO FANTERIA
DECEDUTO L'8 LUGLIO 1944 - SEPOLTO A MAUTHAUSEN CIMITERO MILITARE ITALIANO.
2) CERNICCHIARO GIULIO,
NATO A MARATEA (PZ) IL 12-4-1915 - APPARTENENTE AL 26° REGGIMENTO FANTERIA- CATTURATO A SPALATO (CROAZIA) IL 27-9-1943 - DECEDUTO IL 2-4-1944 A WEHRSDORF (GERMANIA) –INTERNATO NEGLI STALAG IV B E IV A -ARBEITS KOMMANDO ZITTAU HIRSCHFELDE - SEPOLTO NEL CIMITERO DI MARATEA.
Nicola SAVINO*
I nostri Intellettuali di Sinistra si son visti al Grand’Albergo di Potenza con il De Magistris in corsa per il 25/9.
”Mani pulite pensanti ma non giudicanti”, alla ricerca di sbocchi per l’egualitarismo sociale e lo sviluppo del Sud, passioni civili mai represse ed impegni morali coerenti; tuttavia raminghi tra piccole Formazioni, che, nuove, ad ogni consultazione si pongono in alternativa alle Grandi.
Perché queste considerate “voglie di potere” e senza idee, in cerca di “clienti” e di protezioni dall’ Alto. Spesso inquinate dal malaffare e da spregiudicata indifferenza alle idee ed ai programmi; avvezze al mutar di casacca secondo convenienza personale o di clan; annegate anzitutto nel clientelismo. Pur convinti che richieder aiuto da chi cerca lavoro o cure o un trasferimento o la pensione costituisca comunque un’esigenza sociale ancora non eliminata, Essi non accettano né che di questo si faccia un uso “organizzato” a danno altrui, né che sia imposto in cambio di voti! Una prassi tanto dilagante da fondare il “successo” sulla fidelizzazione di robusti “pacchetti” di voti: persino più validi dei risultati d’interesse generale!
Gl’intellettuali lucani conoscono la loro Società e perciò rifiutano non soltanto il suddetto scambio, ma anche l’eliminazione della preferenza, che, invece di bloccare il clientelismo, Li ha infine sia privati dell’apprezzamento diretto degli Elettori, sia esposti al vassallaggio verso un Capo, colui che confeziona le liste e sceglie gli eletti!
Poteva questa morsa anti- democratica- tra vassallaggio e clientelismo- incoraggiarli a rientrare?
Si aggiunga la difficoltà di reggere in “pratica” quel che Formica definì <merda e sangue>: quel mondo di trame e tradimenti (talvolta nemmeno coerenti con gli scopi), di “machiavellismi” purtroppo ineliminabili e non più prevenuti da alcun filtro. Un mondo intessuto non soltanto di relazioni inaffidabili e difficili, ma anche della fatica d’interminabili riunioni spesso notturne, inconciliabili con una vita sana, normalmente familiare e civile, e con la necessità di studiare i rapporti storici… e non solo i singoli dossier.
Forse, presto o tardi, le procedure informatiche consentiranno una più facile applicazione del “metodo democratico” di cui all’art 49 CC (indispensabile ai vari livelli); e gl’Intellettuali avranno più tempo per studiare scrivere ricercare e star in Politica. Per contribuire a renderla più vicina alla realtà ed incisiva sui problemi!
“La partecipazione dei più poveri è sacrificata sull’altare del realismo…si opera su fasce sociali con forte senso di deprivazione (per istigarle col populismo, e non per) riportare a votare le componenti disagiate” (Dario Tuorto -il Mulino del 27/10).
Dunque il fenomeno non giova alla Democrazia: perché semplicemente non consente Loro di essere eletti e dunque alle Assemblee di utilizzarne il contributo per qualificare la ricerca delle strade che portano all’interesse della Polis : per elevare, nella dialettica, anche le prestazioni di chi gode di altre esperienze e magari tende a chiudersi in prospettive anguste!
Non si tratta di squalificare i nostri attuali Rappresentanti, ma di seguire il cammino della ..logica: per non insistere nel “turarci il naso” come già per Montanelli!
Contro un’Autonomia differenziata
che nega eguali diritti e spacca il paese
La crisi sanitaria, economica e sociale derivante dalla pandemia ha posto in immediata evidenza le intollerabili diseguaglianze, accresciute progressivamente nel tempo e aggravate oggi dalla crisi conseguente alla guerra in Ucraina, nel godimento di diritti fondamentali come la salute, l’istruzione, la mobilità, il lavoro. Si è segnalata da più parti la necessità di rafforzare il ruolo dello Stato a tutela dell’eguaglianza e dei diritti, con la formulazione e implementazione di politiche pubbliche forti finalizzate a ridurre i divari territoriali e consolidare l’unità del paese. L’urgenza di una iniziativa così indirizzata è in specie sottolineata dalla necessità di attuare il Piano nazionale di ripresa e resilienza secondo le indicazioni e i tempi dati dall’Europa. Mentre una pericolosa spinta in senso contrario si ricava dalle persistenti richieste di autonomia differenziata avanzate da alcune Regioni senza tenere conto delle esigenze di un’Italia unita e solidale. Spinta che potrebbe oggi concretizzarsi con il Governo Meloni, il cui programma prevede l’autonomia differenziata, affidata per l’attuazione al ministro leghista Calderoli.
In questo quadro, il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale propone una legge costituzionale volta alla modifica dell’art. 116, comma 3, e dell’art. 117, commi 1, 2 e 3 della Costituzione. (Allegati il testo e la Relazione illustrativa).
- Da www.famigliacristiana.it -
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| Don Luigi Ciotti, 77 anni |
DON CIOTTI, DA 50 ANNI PRETE: «La mia sfida? Saldare cielo e terra»
10/11/2022 L'11 novembre 1972, a Torino, veniva ordinato sacerdote il fondatore del Gruppo Abele e di Libera. ««La Chiesa è chiamata a trasformare la fede in responsabilità, per affermare , qui e ora, i valori del Vangelo», spiega. L'intervista integrale sul numero di Famiglia Cristiana in edicola.
«Il vescovo d’allora, padre Michele Pellegrino, mi assegnò come parrocchia “la strada”: aveva compreso che la Chiesa, volendo restare fedele al Vangelo, doveva “uscire” abitando la storia». Don Luigi Ciotti ricorda così l’11 novembre 1972, giorno in cui vene ordinato sacerdote a Torino. E a cinquant’anni di distanza, si confida con Famiglia Cristiana in un’intervista che il settimanale pubblica nel numero in edicola.
«Voglio ricordare le parole di Carlo Maria Martini: “Missione della Chiesa è l’essere coscienza critica della società in cui vive e voce propositiva dei valori più alti e spirituali”», spiega il fondatore del Gruppo Abele e di Libera. «La Chiesa è chiamata a trasformare la fede in responsabilità, per affermare , qui e ora, i valori del Vangelo. Nel mio piccolo, e come sempre grazie al sostegno, alla passione, all’intelligenza e all’esempio di tanti altri, mi sono sentito interprete di questa visione. Per me la fede non è mai stata solo un fatto intimo, spirituale: la preghiera, il silenzio, l’ascolto di Dio, sono stati stimolo di un’apertura al mondo, alla storia delle persone, con le loro fatiche e speranze. Speranza, dignità, libertà sono dimensioni plurali, da coltivare “per” e “insieme” agli altri, mentre le mafie questa pluralità la disprezzano e la calpestano. Le mafie sono sinonimo di individualismo, di un potere arbitrario e violento e di una ricchezza intesa non come costruzione, ma sottrazione di bene comune. Per questo, nel desiderio di saldare il cielo e la terra, è rientrata a un certo punto anche l’urgenza di affrontare quella manifestazione dell’ingiustizia e le profonde sofferenze che causava a persone, famiglie e interi territori».
A 50 anni dall’ordinazione quale Chiesa sognare? «La Chiesa delineata dal “camminare insieme” di padre Michele Pellegrino, la “Chiesa per il mondo e non per sé stessa” di don Tonino Bello, la “Chiesa povera per i poveri” di papa Francesco, per citare tre figure che hanno profondamente segnato il mio cammino umano e spirituale. Voci diverse che esprimono un unico e impegnativo invito: vivere il Vangelo in pienezza».
- Da www.talentilucani.it -
Di Pietro Simonetti
Con una cerimonia solenne, ieri Oppido Lucano ha accolto i resti del Caporale Rocco De Rosa morto da prigioniero in Germania poco prima della fine della seconda guerra mondiale.
- Da https://dimenticatidistato.com/2017/02/05/i-potentini-sepolti-nei-cimiteri-militari-italiani-in-austria-germania-e-polonia/ -
DE ROSA ROCCO MICHELE, NATO IL 9 OTTOBRE 1919 A OPPIDO LUCANO (POTENZA) – DECEDUTO A GROßWEI-SMANNSDORF (BAVIERA) IL 4 APRILE 1945 – SEPOLTO NEL CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) – POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO H – FILA 4 – TOMBA 16. FONTI: 1A, 1B, 10 – CATERINA LANCELLOTTI (NIPOTE).
DISUMANITA' DEL GOVERNO MELONI, forte con i deboli... a fini di propaganda elettorale
“L’Italia è un Paese accogliente che deve coltivare le ragioni e le modalità delle sue tradizioni”.
- Sergio Mattarella -
- Da www.ildubbio.news.it -
APPELLO per fermare la strage