giovedì 31 dicembre 2020
mercoledì 30 dicembre 2020
LA STORIA DI DUE FRATELLI
L'Autore, Giorgio Panariello, comico, cabarettista, attore, imitatore, conduttore televisivo, regista, è nato a Firenze il 30 settembre 1960.
Nelle pagine del libro egli rivive la commovente storia del suo rapporto con il fratello Franco, morto il 26 dicembre del 2011 "tra le braccia gelide della strada che per troppo tempo era stata la sua compagna".
«Crescere senza affetto è come stare senza un tetto sopra la testa, non ci si sente mai protetti, difesi, mai a casa. È stata solo una questione di culo. Potevo nascere un anno dopo di lui e mio fratello sarei stato io. E invece è toccato a lui sentirsi addosso un anno di meno, un anno di troppo. Se la mia vita si stava incanalando sui binari giusti, quella di Franco a un certo punto ha deragliato».
Giorgio e Franco, entrambi abbandonati alla nascita dalla madre, non hanno mai conosciuto il loro padre. Il primo ha, per così dire, la fortuna, di crescere presso la casa dei nonni materni, a quali è stato affidato, mentre il secondo, Franco, di un anno più piccolo, si ritrova presso un Istituto...e segue un percorso ben diverso...
Con questo libro Giorgio, custode di una storia triste, ci rende partecipi dei suoi sentimenti più profondi e riesce a coinvolgerci fino ...a farci piangere con lui.
![]() |
Francesco (Franco) Panariello, 1961-2011 |
martedì 29 dicembre 2020
LUMINARIE...NEL DESERTO
- Da www.marateawebradio.it -
MARATEA ZONA ROSSA
Sono le immagini di una Maratea spettrale che avevamo già visto nel mese di Marzo quando la pandemia imponeva misure restrittive e scenari apocalittici e francamente speravamo di non documentare mai più quello che poi invece, abbiamo dovuto vivere e raccontare. Città vuote, negozi chiusi e chiese con pochi fedeli, che ci ricordano purtroppo che il virus ancora è tra noi e che ci vorrà del tempo prima che tutto questo diventi un brutto ricordo. L’albero e le luci montate nel centro storico di Maratea ci ricordano che è Natale, un Natale che quest’anno per ovvi motivi è stato diverso, non ci sono state le manifestazioni che ogni anno associazioni e privati cittadini organizzavano, festa che anche a capodanno sarà ridimensionata con le chiusure di negozi, ristoranti bar e senza la possibilità di cene e veglioni. Per concludere questo servizio, a ognuno di voi giunga il mio saluto e gli auguri per l’anno che sta per arrivare. Anno nuovo che porti salute lavoro e benessere e che con la certezza e la speranza che il vaccino che anche in Basilicata è arrivato sia di tutti e per tutti e che presto possa sconfiggere questo brutto virus.
lunedì 28 dicembre 2020
domenica 27 dicembre 2020
LETTURA CONSIGLIATA
Alessandro d'Avenia, scrittore, blogger e docente, è nato a Palermo il 2 maggio 1977 e "L'Appello" è il suo ultimo romanzo.
Omero Romeo, professore di Scienze, cieco come il celebre Omero greco, è chiamato a sostituire una insegnante improvvisamente mancata in una classe quinta liceo. Si tratta di una classe problematica e Romeo non è un professore tradizionale. I ragazzi, dapprima timorosi, saranno via via affascinati dal nuovo professore, che farà lezione in modo nuovo e diverso, a cominciare dall'appello quotidiano.
Non mancherà la disapprovazione del Preside e della maggioranza dei colleghi ma Omero procederà in sintonia con i suoi allievi, Elisa, Cesare, Achille, Stella e gli altri, che cresceranno nel corso del romanzo. Ed anche il Prof. Romeo, come ogni bravo insegnante, cambierà e migliorerà nel corso del tempo, come egli stesso riconoscerà nell' epilogo:
“in questi anni sono loro che mi hanno costretto, a volte in modo doloroso, a guardare dove io non sapevo o non volevo guardare, perché avevo le mie idee, le mie convinzioni, le mie ipocrisie”.
sabato 26 dicembre 2020
venerdì 25 dicembre 2020
giovedì 24 dicembre 2020
mercoledì 23 dicembre 2020
UNA INCOMPRENSIBILE E DANNOSA ELIMINAZIONE
è quella decisa dal Governo della nostra Regione che ha ritenuto di azzerare la figura del Garante dell'infanzia, prevista per legge statale e chiesta dall'Unicef a tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, dei minori tutti.
Di seguito, da www.regione.basilicata.it, la condivisibile dichiarazione del Consigliere regionale Luca Braia, capogruppo "Italia Viva":
23 Dicembre 2020
“Un regalo peggiore a Natale per i bambini e le bambine lucane questo governo regionale non poteva fare. Eliminare il Garante specifico, previsto per legge nazionale e chiesto dall’Unicef a tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, dei minori tutti, è un gesto sconsiderato che va a creare ancora più sconforto e destabilizzazione, in queste feste a bambini e famiglie. Una aberrazione amministrativa ma soprattutto civile.
Quella che invocano come una vittoria, ritengo sia la più brutta delle sconfitte per la nostra comunità.
Chiederò con forza, anche a nome di Italia Viva, il ripristino di questa figura che riteniamo fondamentale, soprattutto in questo momento in cui l’emergenza Covid-19 accresce ancora di più l’emergenza educativa e il divario sociale. Il Garante infanzia ha un ruolo di sostegno alla popolazione Lucana tutta, pertanto mi farò promotore anche di una petizione on line per il ripristino immediato, in Basilicata, del Garante dell’infanzia, già nei prossimi giorni.
martedì 22 dicembre 2020
RIFLESSIONI SU MEDICINA E POLITICA IN TEMPO DI PANDEMIA
Cercate mani pulite e “Fate presto”
Valerio Mignone
La filosofia ippocratica, dopo tanti secoli, e tanti cataclismi sociosanitari, si riconferma la via maestra per chi ha scelto di svolgere il suo lavoro in camice bianco, singolarmente, o in gruppo con figure professionali affini. Il lungo corso di studi e di formazione nelle sale di degenza, o nei rispettivi laboratori, plasmano la personalità degli operatori sanitari, il cui fine è la tutela della salute dell’uomo, e della Comunità. E tuttavia non si può non riferire che nel dare applicazione ai principi ippocratici, sempre si sono incontrate, e si incontrano, difficoltà sul piano organizzativo, la cui soluzione spetta alla Res pubblica, alla Politica.
Il nuovo virus Covid-19, assolutamente sconosciuto al mondo della scienza, ha dimostrato grande diffusibilità, interessando tutti i continenti, ove è giunto con l’uomo, dalla Cina. Il virus si è diffuso prevalentemente tra le persone anziane delle Residenze Sanitarie Assistite e delle Case di riposo, provocandone, nella maggioranza dei casi, il decesso in sede, o nelle Terapie intensive degli ospedali, per insufficienza respiratoria, e complicanze di altri apparati.
Purtroppo, a fronte della contagiosità tumultuosa, di questo virus, e della letalità, il Servizio sanitario è apparso ovunque inadeguato, e non soltanto in Italia! In alcuni Stati e Regioni il livello di inefficienza è stato totale, con un rimpallo delle responsabilità tra Istituzioni, Ordini professionali e singoli medici. In Italia, in particolare, l’assistenza medica territoriale ha mostrato criticità, dovute al taglio di risorse finanziarie che ha dovuto subire.
Nello stesso tempo, sulla scena radiotelevisiva c’è stata la irruzione di scienziati, e sedicenti tali, a proporre analisi, terapie, prospettive epidemiche. Erano infettivologi, epidemiologi, immunologi, virologi, biologi, statistici. Gli spettatori spesso erano frastornati da loro analisi contrapposte, mentre rianimatori erano impegnati, in silenzio, nei reparti di terapie intensive a tentare di salvare vite. Questi confronti tra scienziati, per la difformità di vedute, di analisi, di prospettive nella soluzione dei problemi attuali e dell’immediato futuro, hanno richiamato alla mente la Torre di Babele per il suo caotico destino. Il fenomeno ha interessato Stati di tutto il globo terrestre. Tra l’altro, il numero dei decessi da Covid-19 è stato sottostimato, perché, nella impossibilità di eseguire tamponi faringei, tante complicanze infettive risultano non ad esso attribuite.
lunedì 21 dicembre 2020
SOLSTIZIO D'INVERNO 2020
- Da www.ilfattoquotidiano.it -
Scienza
Stella di Natale, il 21 dicembre la congiunzione di Giove e Saturno fa brillare “la luce che guidò i Magi”
Un ravvicinamento di tale portata tra i due pianeti è stato osservato l’ultima volta nel 1623, e per poter vedere un evento simile bisognerà aspettare quasi 60 anni, fino al 15 marzo del 2080. I due pianeti saranno così vicini da poter essere osservati insieme nel campo di un telescopio. Naturalmente è un avvicinamento apparente che è visibile dalla Terra. Secondo alcune teorie, questo fenomeno è essere quello raccontato nei Vangeli: “Nel 7 a.C – ha spiegato Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope – la congiunzione tra i due pianeti è avvenuta addirittura tre volte in pochi mesi, e fu Keplero a suggerire che i Magi si siano ispirati alla congiunzione tra Giove e Saturno”. Per osservare lo spettacolo, ha detto Paolo Volpini della Unione Astrofili Italiani (Uai), “bisogna aspettare che il Sole tramonti e guardare nella direzione del tramonto. Verso le 17:00 si potranno cominciare a vedere i due pianeti vicinissimi”.
sabato 19 dicembre 2020
PENA DI MORTE - Risoluzione ONU
- Da Newletter a cura di Nessuno tocchi Caino -
Anno 2020 - n. 48 - 19/12/2020
PENA DI MORTE, ALL’ONU CRESCE IL FRONTE DEL NO -Elisabetta Zamparutti su Il Riformista del 18/12/2020
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha chiesto a gran voce la moratoria delle esecuzioni capitali. Lo ha fatto mercoledì sera (16 dicembre) quando 123 Stati, sui 193 membri dell’ONU, hanno votato la Risoluzione che chiede siano sospese impiccagioni, fucilazioni e decapitazioni in modo da andare verso l’abolizione definitiva della pena di morte. I rimanenti Stati sono andati in ordine sparso: 38 contrari, 24 astenuti e 8 assenti. Positivo che, per la prima volta, due Paesi mediorientali, la monarchia di re Abd Allāh II di Giordania e il Libano, abbiano votato a favore. Lo hanno fatto insieme a Gibuti e Corea del Sud.
E poi, come un magnete, la Risoluzione ha richiamato a sé il voto favorevole di 4 Stati – le Filippine del “cattivo” Rodrigo Duterte, il Congo, la Guinea e Nauru – che la volta precedente avevano votato contro. Va apprezzato anche chi ha voluto andare incontro alla Risoluzione passando da un voto contrario all’astensione, come lo Yemen e lo Zimbabwe del Presidente Mnangagwa con cui tanto abbiamo dialogato. Certo, alcuni Stati, 6, sono passati a un voto contrario nonostante si fossero precedentemente astenuti o avessero votato a favore. Ma sono certa che si recupereranno. Perché l’abolizione della pena di morte è un processo inesorabile e ogni volta che la Risoluzione va al voto guadagna consensi. Questa volta, l’ottava, ne ha guadagnati due rispetto al 2018 quando 121 Paesi votarono a favore. Ne ha guadagnati una ventina rispetto al 2007 quando per la prima volta il testo fu approvato con 104 sì.
Questa Risoluzione è una pietra miliare dell’abolizione della pena di morte e un fiore all’occhiello dell’Italia che nel mondo è riconosciuta per questa battaglia grazie alla quale brilla ancora un riflesso di patria e culla del diritto. Una battaglia nella quale anche il Ministro Di Maio si è riconosciuto e si è impegnato, con la Vice Ministra Marina Sereni, per assicurarne il successo.
DEPRECABILE ATTO
in danno della "Massimi Eco Soluzioni s.r.l.", del Comune e della collettività di Maratea.
Questo Blog condivide la Nota del PD - Circolo di Maratea-, di seguito riportata:
venerdì 18 dicembre 2020
A PROPOSITO DEL NATALE
- Da www.italialaica.it -
PILLOLE NATALIZIE DI SCIENZA E DI STORIA ANTI PANDEMIA
Di Alessandro Giacomini | 17.12.2020
L’usanza di decorare l’abete ma soprattutto di festeggiare il Natale sono sempre state usanze pagane dalla notte dei tempi e il forte annacquamento religioso, non ha il diritto di derubare questa festa laica, matematica e astronomica.
Soprattutto quest’anno che in piena ondata pandemica i vari riferimenti storici legati alla religione, le processioni, l’estensione di crocifissi miracolosi, le svariate benedizioni per debellare il covid 19 sono stati sostituiti dalle indicazioni della scienza.
Lo si evince pure dalla morbosa curiosità dei cittadini italiani alle indicazioni dei vari Dpcm come se gli stessi fossero i vetusti anatemi religiosi, laddove i nostri concittadini recepiscono come dettami civili imprescindibili.
Le mascherine, i tamponi, la distanza fisica e le limitazioni varie hanno sostituito le storiche superstizioni, preghiere, processioni, segni della croce etc.
Anche l’ostensione del famoso crocefisso ligneo del xv secolo, custodito presso la chiesa di S. Marcello a Roma pseudo legato a due eventi del 1519 e 1522 ritenuti miracolosi, ripreso per l’occasione il 27 marzo da Papa Francesco con tanto di benedizione Urbi et Orbi per chiedere la fine della pandemia, non ha avuto riscontro sulla coscienza della gente, che al contrario ha venduto la propria “anima” alle indicazioni dell’istituto superiore della sanità.
Con ciò non si vuole provocare nessuno ma al contrario fare solo chiarezza sulle origini del cosiddetto natale.
giovedì 17 dicembre 2020
FINALMENTE LIBERI
dopo 108 giorni i pescatori sequestrati in Libia, 18 persone, equipaggio di due pescherecci di Mazara del Vallo
RIFLESSIONI SULL' ART. 1 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE
- Da www.talenti lucani.it -
L’ITALIA (NON) E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO
Dott.ssa Margherita Marzario
“L’Italia è
una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Bisognerebbe cominciare
a riflettere già dalla proposizione iniziale “L’Italia è” e chiedersi
ma l’Italia veramente è? E cos’è? Riflettendo sul sempre più discusso
significato della festa della Liberazione e su altri risultati del
revisionismo storico, ci si dovrebbe interrogare sul fondamento
dell’incipit del primo articolo della Costituzione: “L’Italia è o era?”.
Sembra che l’Italia sia sempre più bistrattata, tra l’altro, dalla
politica (chiamarla così è quasi un eufemismo) e dallo scarso impegno
generale. Bisogna credere nell’art. 1 e educarsi e educare in tal senso.
Il fatto che la Costituzione cominci con “l’Italia” dovrebbe essere
l’obiettivo di tutto ciò che è pubblico o si dice pubblico. Peccato
dover dire quello che l’Italia non è. Per ri-costruire qualcosa di
buono, occorre cominciare a dire e a dirsi quello che l’Italia è, o
quello che le rimane di essere o potrebbe essere. L’art. 1 comincia con
“L’Italia”, nome che è ripetuto solo nell’art. 11, il penultimo dei
“Principi fondamentali”. Mettendo insieme gli incipit dei due articoli
si può ricavare: “L’Italia è una e ripudia la guerra”, ogni guerra,
soprattutto “italianicida”, ovvero contro l’Italia stessa e
l’italianità. Come ha scritto il giornalista Antonio Caprarica: “Gli
Inglesi sono più cittadini che sudditi, gli Italiani sono più sudditi
che cittadini. Negli alberghi inglesi è sufficiente dichiarare la
propria identità, negli alberghi italiani bisogna rilasciare la propria
carta d’identità”. A cosa si sono ridotte la sovranità del popolo e
tutta l’italianità contenuta nella Costituzione? Bisogna risalire a quel
2 giugno 1946: tornano alle elezioni i partiti politici, dopo la
sospensione fascista, e, per la prima volta, votano le donne italiane.
Per onorare la Repubblica, ogni giorno si dovrebbe rinnovare il senso
profondo di queste conquiste sociali. Così si rende concreto il primo
comma dell’art. 1 della Costituzione, “L’Italia è una Repubblica
democratica, fondata sul lavoro”, ricordando che il significato
etimologico di lavoro è “volgere la volontà, l’intento, l’opera a
qualcosa”. Un lavoro fondamentale e insostituibile è quello
“invisibile”, quello casalingo, valorizzato dalla riforma del diritto di
famiglia del 1975, quello di molte donne che, talvolta, sono costrette
ad abbandonare il lavoro fuori casa per dedicarsi completamente ai
neonati, ai figli disabili, ai genitori anziani. Quel lavoro non
retribuito per cui si usa la parola “caregiver” (o “carer”), per il
quale le donne hanno avuto sempre “care”, cura, attenzione,
preoccupazione, sin dai tempi preistorici quando rimanevano nelle
caverne a badare ai piccoli e al cibo da preparare volgendo sempre lo
sguardo verso l’apertura della grotta per vigilare contro l’intrusione
degli animali o di estranei. L’art. 1 è una sintesi della storia
d’Italia: il nome “Italia”, attribuito all’estremità meridionale della
Calabria e poi esteso alla penisola con l’avanzare della conquista
romana; “repubblica”, di origine latina; “democratica”, di origine
greca; “popolo” di reminiscenza romana perché evoca l’espressione
“Senatus Populusque Romanus”. Italia costruita dal lavoro, da quello
degli schiavi romani nelle grandi opere pubbliche a quello dei geni,
quali Michelangelo e Leonardo, da quello delle corporazioni delle arti e
dei mestieri nel Medioevo a quello del design moderno esportato e
imitato in tutto il mondo. Il lavoro rappresenta la vera sovranità del
popolo italiano, il quale, poi, così costituito e unito può esercitare
il potere legislativo mediante proposta (art. 71) e nel cui nome è
amministrata la giustizia (art. 101) cui, in alcune forme, può
partecipare direttamente (art. 102).
mercoledì 16 dicembre 2020
INIZIATIVA DI LEGAMBIENTE
in collaborazione con il Comune di Maratea
Legambiente Basilicata
RI-Connetti
- Venerdì 18 dicembre 2020 dalle ore 10:00 alle 19:00 UTC+01
- Maratea Centro StoricoPiazza Buraglia N.1, 85046 Maratea, Basilicata
martedì 15 dicembre 2020
VICO VISSINI DELLA GARAZZA
- Da “Via Cardinale Gennari” di Letizia Labanchi-
………………………….
“Guarda nel vicolo
a destra!
Quanto verde
giù in fondo,
quanto vivace e linda
la stradicciuola
fra vecchie case,
tutte abitate!
……………………….”
Nel Centro storico di Maratea, salendo per Via Casimiro Gennari già Pendinata, subito dopo l’Edicola della Cona ed alla sua destra, ci si trova in Vico Vissini della Garazza, il cui nome ha sempre attratto la mia attenzione anche perché immediatamente confinante con l’antica abitazione dei miei bisnonni dal lato paterno, Federico Rossi e Teresa Vita, poi casa della mia famiglia.
Naturalmente percorro da sempre quella via e quel vico che, pur in qualche modo modificati nel corso del tempo, serbano il loro originario fascino e lasciano affiorare, con i ricordi, nomi, volti, voci, storie di tanti marateoti che lì avevano la loro stabile dimora.
Ancora oggi, pur con le varie ipotesi formulate circa l’origine ed il significato dello storico nome del Vico, permane in merito un alone di mistero, che spinge il pensiero lontano, indietro nei secoli, mentre lo si percorre in leggera salita e volgendo lo sguardo verso l’alto sino a intravedere il vicino monte San Biagio con l’antica, maestosa Basilica e la moderna Statua del Redentore.
domenica 13 dicembre 2020
NO ALLA PENA DI MORTE
« Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato » (Genesi 4,15)
- Da www.nessunotocchicaino.it -
APPELLO ALLE NAZIONI UNITE
Noi, sottoscritti, siamo fermamente convinti che l�abolizione della pena di morte non sia solo una necessit� dell�individuo, il rafforzamento ulteriore della sua sfera di inviolabilit�, ma sempre pi� una necessit� storica e universale, il punto di approdo della nostra epoca, il punto di incontro di civilt� diverse. �Nessuno tocchi Caino�, � scritto nel Libro, e questo antico imperativo per noi vuol dire che lo Stato non pu� disporre della vita dei suoi cittadini.
Con il voto del 18 dicembre 2007, ribadito a dicembre 2008 e dicembre 2010, all�Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla Moratoria Universale delle esecuzioni capitali, abbiamo raggiunto un obiettivo di portata storica e di grande rilievo umano e civile per il mondo intero.
Con questo voto, le Nazioni Unite hanno stabilito che l�abolizione della pena di morte �contribuisce al rafforzamento della dignit� umana e al progresso dei diritti dell�uomo� e hanno chiesto agli Stati che ancora la praticano di istituire una �moratoria della pena di morte in vista della sua completa abolizione.�
Occorre ora evitare che questo successo sia presto consumato e logorato e, per questo, bisogna raddoppiare gli sforzi per dare applicazione concreta alla richiesta delle Nazioni Unite e arrivare, attraverso le moratorie, al superamento definitivo dell�anacronismo della pena capitale.
A tal fine, chiediamo al Segretario Generale dell�ONU di istituire la figura di un Inviato Speciale che abbia il compito non solo di monitorare la situazione Paese per Paese esigendo che siano aboliti tutti i �segreti di Stato� sulla pena di morte che sono la causa prima di un maggior numero di esecuzioni nel mondo, ma anche di continuare a persuadere chi ancora la pratica ad adottare la linea stabilita dalle Nazioni Unite: �moratoria delle esecuzioni, in vista dell�abolizione definitiva della pena di morte.�
Perch� lo Stato cessi di essere Caino, responsabile e testimone di quella perversione secondo cui la vita si difende infliggendo la morte.
sabato 12 dicembre 2020
venerdì 11 dicembre 2020
A PROPOSITO DELLA CAMPAGNA VACCINALE ANTINFLUENZALE 2020/2021
IN BASILICATA
Ecco una interrogazione in data 11 novembre 2020 a firma dei Consiglieri regionali Cifarelli e Pittella del Gruppo "Comunità Democratiche - PD".
giovedì 10 dicembre 2020
ADDIO A PAOLO ROSSI
Attaccante imprendibile, nel 1982 fu capocannoniere del Mondiale vinto dall'Italia con memorabili suoi goals e vinse anche il "Pallone d'oro".
![]() |
Prato, 23 settembre 1956 - Roma, 9 dicembre 2020 |
- Da www.quirinale.it -
Cordoglio del Presidente Mattarella per la scomparsa di Paolo Rossi
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Sono dolorosamente colpito dalla prematura scomparsa di Paolo Rossi, indimenticabile protagonista dell’Italia campione del mondo di calcio nel 1982 e sempre seguito con affetto da tutti coloro che amano lo sport.
Ricordando il suo garbo e la sua umanità esprimo ai suoi familiari cordoglio e vicinanza».
Roma, 10/12/2020
ALLA SCUOLA MEDIA "CASIMIRO GENNARI" DI MARATEA
- Da Ivl24.it - Redazione 09/12/2020
Edilizia scolastica, genitori preoccupati per la salute e la sicurezza degli studenti della scuola ‘Casimiro Gennari’ di Maratea.
“Nella qualità di genitori dei figli frequentanti la classe terza della scuola secondaria Istituto Comprensivo “C. Gennari” espongono quanto segue:
premesso che i locali utilizzati per l’attività scolastica sono interessati da lavori edili;
l’attuale allocazione degli alunni, nella porzione di edificio adiacente alla predetta struttura, apparirebbe prima facie non idonea e confacente allo svolgimento delle lezioni in maniera sicura, inoltre gli stessi locali frequentati dagli studenti non appaiono avere le caratteristiche di salubrità;
per giungere all’interno dei locali piano interrato, gli alunni devono attraversare un’area del tutto priva di qualsiasi riparo dalla pioggia e dunque decisamente disagevole e poco idonea a permettere l’ingresso in sicurezza ed in maniera dignitosa, inoltre per entrare in aula gli alunni si trovano a dover costeggiare un transennamento precario e pericoloso perché adiacente all’area di cantiere da un lato e dall’altro fiancheggia la strada.
Tutto ciò premesso le scriventi chiedono l’accesso agli atti, propedeutici alla certificazione di idoneità dei locali anzidetti allo svolgimento dell’attività scolastica e della idoneità sanitaria degli stessi, inoltre l’idoneità della via di fuga per le classi poste a piano terra.
Chiede altresì che, il Comune, predisponga quanto necessario al fine di consentire agli alunni l’ingresso nei locali scolastici al riparo dalla pioggia e in sicurezza. Nell’attesa di riscontro entro sette giorni dal ricevimento della presente, stante la peculiarità del contenuto della richiesta, inerente la sicurezza degli alunni e pertanto connotata dal carattere di urgenza e confidando nell’attenzione che, l’amministrazione comunale, ha per la salute e la sicurezza dei bambini, porgono distinti saluti”.
mercoledì 9 dicembre 2020
LA QUERCIA E IL MANDORLO
martedì 8 dicembre 2020
ADDIO A LIDIA MENAPACE
Partigiana, politica e saggista
![]() |
Novara, 3 aprile 1924 - Bolzano, 7 dicembre 2020 |
LIDIA MENAPACE, UNA PACIFISTA RIBELLE
Di Mirella Sartori | 07.12.2020
"Lidia Menapace" era per me un nome mitico di una giovanissima donna ribelle. La sua indignazione nell’apprendere che alcune sue compagne di scuola non avrebbero più partecipato alle lezioni, “cacciate” perché di religione ebrea, rafforzarono la sua convinzione sulla necessità di lottare per la giustizia. E lei lottò, lo fece, già pacifista, rifiutandosi di portare le armi. E non per questo il suo agire non fu pericoloso, anzi!
Poi la conobbi. Era già avanti negli anni, ma la sua energia, che scaturiva da una enorme forza interiore e dalla certezza di agire per cause ancora da conquistare, era ancora tutta evidente. Da allora la incontrai ogni volta che mi fu possibile.
Mi conquistò la sua capacità di separare nettamente la sua Fede personale dalla necessità di laicità. Mai nei suoi discorsi pubblici o privati trasparì il suo Credere che considerava un fatto personale, intimo, sicuramente intenso.
Venne una volta a Roma su invito di Italialaica e ci affascinò con le sue lucide argomentazioni.
La sera a cena in trattoria, a Trastevere, il suo umorismo ci regalò una conversazione gioiosa. Poi la notte a casa di Vittoria. Sì, perché Lidia amava l’ospitalità casalinga degli amici e disdegnava l’offerta di pernottare in albergo.
Lidia poliedrica e sorprendente, mi hai conquistata per sempre.
Mirella Sartori
lunedì 7 dicembre 2020
L' ESEMPLARE DEDIZIONE DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO
- Da www.quirinale.it -
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, Prefetto Laura Lega, il seguente messaggio:
«Nella ricorrenza di Santa Barbara, patrona dei Vigili del Fuoco, desidero rivolgere il mio pensiero a quanti, con esemplare dedizione, operano ogni giorno per la difesa dell’incolumità delle persone e per la salvaguardia dei beni e dell’ambiente.
Insostituibile punto di riferimento nelle emergenze, durante il 2020 il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha offerto il proprio contributo a favore dell’intera comunità nazionale, colpita dall’emergenza sanitaria da Covid-19.
Fondamentale è risultato, sin dalla prima fase dell’epidemia, l’apporto del Corpo in termini di competenza tecnica, di esperienza professionale e di cultura della sicurezza e della prevenzione dei rischi, preziose risorse che i Vigili del Fuoco hanno messo a disposizione con generosità e abnegazione.
In tale contesto, in fattiva sinergia con tutte le componenti istituzionali, le donne e gli uomini del Corpo hanno assicurato il proprio determinante contributo in molteplici attività che l’emergenza sanitaria ha reso necessarie nei diversi territori, fornendo tra l’altro la propria opera nella assistenza logistica e sanificazione ambientale, nel trasporto urgente di farmaci e dispositivi sanitari, nelle campagne informative e di monitoraggio epidemiologico.
Specifica attenzione è stata sempre riservata, a tutela della salute di tutti, alle modalità di gestione del rischio operativo connesso al contagio, in situazioni spesso già delicate e drammatiche.
I Vigili del Fuoco sono intervenuti in numerosi servizi di salvataggio e soccorso tecnico a tutela dell’incolumità di persone e beni, ed anche di recente, in occasione degli eventi alluvionali che hanno interessato diverse parti del territorio nazionale.
Non meno significativa l’attività svolta, unitamente alle altre componenti preposte alla loro salvaguardia, al recupero e alla tutela dei beni storico-artistici nonché alla protezione dei beni paesaggistici, ricchezza del nostro Paese.
Con sentimenti di vicinanza e apprezzamento, esprimo a tutte le componenti del Corpo Nazionale la riconoscenza e la fiducia della Repubblica per il loro operato.
Il mio pensiero va anche ai Vigili del Fuoco toccati in prima persona dal contagio e alle famiglie di coloro che hanno perso la vita.
A ciascun vigile, ed ai loro familiari che ne condividono impegno, ansie e preoccupazioni, indirizzo un grato saluto e l’augurio di buona festa».
Roma, 04/12/2020