NOME DI BATTAGLIA: ELIO.
- Da https://www.gazzettadimodena.it/ -
“Elio”, il partigiano dell’Azerbaigian che combattè nella Resistenza al fianco dei modenesi
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| Xanbala Aliyev |
Il figlio: «Sto cercando di ricostruire la sua incredibile storia»
"CARPI. Xanbala Aliyev, nome di battaglia Elio. E’ stato un partigiano di origini azere. Già, avete capito bene: un uomo nato nel 1916 a Baku in Azerbaigian si è ritrovato a combattere fianco a fianco con i modenesi durante la Resistenza nel nostro territorio.
L’appello del figlio
Ma la storia che vi stiamo raccontando non arriva da una semplice ricerca d’archivio, piuttosto da un appello. Un appello che arriva direttamente da Radil Alizade, figlio del partigiano che oggi, a 80 anni di distanza da quei fatti e a 25 dalla morte del padre, sta cercando di ricostruire il percorso di vita dell’amato papà. «Mi chiamo Radil Alizade e vivo a Sumqayit, in Azerbaigian. Da molti anni porto avanti una ricerca molto personale: ricostruire il periodo trascorso in Italia da mio padre, Xanbala Aliyev, nato a Baku il 15 maggio 1916 e scomparso nel 2001 – ci scrive il figlio, che si è fatto aiutare da un traduttore in quanto parla solo russo e turco – Mio padre era un soldato dell'Armata Rossa, appartenente alla 55ª Divisione Fucilieri. Durante la Seconda guerra mondiale fu fatto prigioniero dai tedeschi, ma riuscì a fuggire. Da quel momento iniziò una nuova fase della sua vita: raggiunse l'Italia e si unì alla Resistenza, combattendo come partigiano nel territorio di Carpi tra il 1944 e il 1945».
I reperti d’epoca
Alizade allega al suo racconto una serie di foto e reperti dell’epoca: tutto quello di cui è in possesso lo ha conservato gelosamente. «In famiglia abbiamo sempre custodito con grande orgoglio i documenti di quel periodo. Tra questi c'è la sua carta d'identità italiana, rilasciata dal Comune di Carpi il 28 giugno 1945 (n. 13286), dove compare con il nome di "Elio Xanbala", il nome di battaglia che utilizzò durante la lotta di Liberazione. Dai documenti risulta inoltre che abitava in via Cavalletti 4, ospite nella casa di Giuseppe Galliani. Attraverso i racconti tramandati in famiglia e i documenti che abbiamo conservato, sappiamo che mio padre operò nella rete clandestina della Resistenza insieme al comandante partigiano azero Shahbaba Majidov e collaborò strettamente con Darfo Dallai, uno dei principali dirigenti della Resistenza locale, ucciso nell'eccidio di Mirandola il 22 febbraio 1945».
La ricerca di altre fonti

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