Ritratto di Niccolò Copernico, 1580
LORENZO DI NAPOLI
SCHEGGE
N. 6 LE GRANDI RIVOLUZIONI
N. 7 PARALLELISMO TRA LEONE XIII E LEONE XIV. INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LAVORO (in preparazione)
6) LE GRANDI RIVOLUZIONI
Le grandi rivoluzioni scientifico-filosofiche del passato hanno tutte tolto la centralità dell’uomo e hanno dimostrato che la realtà è diversa da quella che appare. La Chiesa, che ha quasi sempre contestato tali scoperte, ormai da tempo non si oppone più alla scienza sebbene questa avesse capovolto alcuni dei suoi antichi principi ma fa, a suo modo, una giusta rivisitazione dei propri principi rivolgendoli a favore dei valori dell’uomo, soprattutto contro l’emarginazione.
Andando per gradi mi pare opportuno passare in rassegna sommaria chi è stato protagonista delle maggiori rivoluzioni che hanno segnato più recentemente la storia del mondo mettendo a raffronto la scienza con la Chiesa.
Copernico (1473/1543). Toglie la terra dal centro del cosmo. Dal sistema geocentrico di Tolomeo - in cui la terra era al centro dell’universo quale centralità cosmica in cui gli altri pianeti (sole compreso) le giravano attorno - si passò al sistema eliocentrico, dimostrando che mettendo il Sole al centro le orbite dei pianeti diventano più semplici da studiare. Peraltro, un universo così vasto gli faceva sentire Dio sempre più immenso (era un sacerdote). I suoi scritti furono presentati alla Chiesa come modelli matematici utili per semplificare l’astrologia. Inizialmente il rapporto non fu conflittuale.
Giordano Bruno (1548/1600). Andò oltre Copernico difendendo l’infinità dell’universo, l’esistenza di altri mondi e, per giunta, negò alcuni dogmi; tutte cose che per la Chiesa non erano scienza ma eresia. Mentre Copernico esprimeva le sue teorie come un modello matematico per calcolare i moti dei pianeti senza negare Dio, Bruno invece predicava l’infinità dell’universo, l’infinità di mondi e pianeti, negando la divinità di Cristo in quanto per lui Dio è in tutta la natura. In pratica Copernico ha spostato la terra dal Centro cambiando l’astronomia, Giordano Bruno ha cambiato il modo di pensare l’uomo nell’universo e, per questo, ha pagato con la vita il suo modo di pensare.
Galileo (1564/1642). Il problema però sorse con Galileo che, mediante l’osservazione astronomica tramite telescopio, rilevò inequivocabilmente che la terra non è ferma. E qui la Chiesa protestò sia perché con la riforma protestante in corso (1616) temeva di perdere autorità, sia perché la Bibbia dice che “il Sole si ferma”; quindi l’eliocentrismo non poteva che essere falso in quanto contrario alle Sacre Scritture. Galileo fu condannato per eresia dal Sant’Uffizio per aver sostenuto e chiarito il sistema eliocentrico, il libro di Copernico fu messo all’indice (da cui venne tolto solo nel 1835); Galileo fu riabilitato ai tempi di Papa Giovanni Paolo II:”… i teologi di allora hanno confuso il senso della Bibbia con l’astronomia…”. La Chiesa alla fine mantiene l’uomo al centro dei “valori”, giustamente accettando che la scienza possa spostare la centralità dell’uomo.
Rivoluzione industriale (1760/1840). L’economia basata sull’agricoltura viene sopraffatta dal sistema fabbrica, si assiste al fenomeno dell’urbanizzazione, alla rivoluzione nei trasporti, nasce la classe operaia. Si sviluppano in modo esponenziale il tessile e il siderurgico grazie all’invenzione della macchina a vapore ed all’uso massiccio del carbone. Ecco alcune sintetiche connotazioni: a) dal lavoro a mano fatto in casa si passa al lavoro in fabbrica (vapore, carbone, ferro, i nuovi punti di riferimento); b) assistiamo a grandi invenzioni: motore a vapore (energia senza muscoli), locomotiva (distanze che crollano), acciaio, grattacieli, treni, armi, ecc.; c) tutto cambia, dalla campagna ci si trasferisce in città, nascono i grandi poli, l’artigiano diventa operaio, si fabbrica in serie per pezzi e non per intero; non comanda più solo il padrone ma il “padrone e la macchina”. La risposta della Chiesa con Leone XIII fu favorevole alle macchine ma non all’uomo visto come oggetto; Leone predicò il giusto salario e il riposo domenicale, sostenne la nascita dei sindacati. Il cuore della Rerum novarum: le macchine sono un dono, moltiplicano il pane, fanno crescere i popoli (così come oggi possiamo dire che l’AI è un dono da usare per curare, insegnare, ricercare, scoprire), ma non possiamo pensare solo al profitto trattando l’uomo come merce; l’operaio è una persona, prima del salario aveva ed ha una sua dignità. Leone XIII non ha combattuto le fabbriche, ma ha affermato l’idea che l’uomo vale alla stregua di una macchina e più di una macchina, così come oggi Leone XIV dice che l’intelligenza artificiale deve essere a servizio dell’uomo e non il contrario.
Freud (1856/1939). Con lui si afferma la centralità psicologica, in cui l’inconscio comanda e l’io la razionalizza. Prima di lui si pensava che la mente fosse come una stanza con una sola luce accesa, tutto era razionale, tutto era cosciente (tipo il modello razionalista di Cartesio con il suo cogito ergo sum). Dopo di lui si comprende che il comportamento e la personalità umana sono guidati da processi psichici inconsci, da motori insiti in noi ma nascosti; il conscio è solo la punto dell’iceberg, sotto c’è l’inconscio che spinge, desidera, sogna, censura. Il suo rapporto con la Chiesa fu difficile ma ci fu più dialogo che guerra. In pratica Copernico (ma anche Darwin) spostava l’uomo dal centro dell’universo, Freud lo sposta invece da sè stesso e questo forse è peggio … dentro di noi c’è l’inconscio quindi non possiamo fidarci della ragione. A queste affermazioni la Chiesa oppose Sant’Agostino (ti conosco a metà Signore, l’uomo è mistero ferito dal peccato); comunque per la Chiesa l’uomo non è solo istinto, ha anche spirito, coscienza, libertà di agire. Ma ancora, per Freud Dio era una invenzione, un padre per proteggere le nostre paure bambinesche, una nevrosi; ma la Chiesa rispose: se Dio è solo bisogno psicologico allora l’amore, il sacrificio, la santità, sono solo illusioni. In definitiva la Chiesa non ha messo all’indice Freud, ha condiviso che l’inconscio esiste e ci aiuta nell’esame di coscienza; al Dio come proiezione infantile ha opposto che Dio è un “mistero”, che la morale non è repressione, che la libertà ci distingue dalle bestie, che l’uomo non è solo “psiche e corpo” ma “psiche, corpo e anima/spirito”.
Einstein (1879/1955). Scopre la relatività, spazio e tempo si curvano non sono fissi, la gravità non tira ma curva; prima di lui spazio e tempo erano assoluti, fissi come se fossero uno sfondo, e noi attori in movimento. Per Einstein l’universo è come un telo elastico, curva il mondo e le stelle lo deformano mentre ci muoviamo; se ti muovi quasi alla velocità della luce il tempo rallenta; per esempio, se vai nello spazio a velocità folle, al rientro trovi che gli altri sono invecchiati di molti più anni di te. L’uomo è parte del sistema non il padrone. Einstein anche se non credente non fu osteggiato dalla Chiesa che intese che la scienza non ruba Dio, ma lo descrive meglio. A lui è attribuita la frase “chi è serio con la scienza si stupisce, e stupirsi è l’inizio della preghiera”. In definitiva con la sua rivoluzione scientifica si confermò che l’uomo non è centralità, cui la Chiesa oppose che l’uomo è comunque al centro del “valore” e della “dignità”.
La Rivoluzione in corso (inizi anni 2000). Le tecnologie digitali hanno ulteriormente decentrato l'essere umano, creando entità capaci di compiere azioni e prendere decisioni, dare risposte. E qui mi fa piacere parlare dell’Intelligenza Artificiale secondo Floridi, come mi ha suggerito una attenta lettrice. Luciano Floridi è una delle voci più autorevoli della filosofia contemporanea oltre che esperto di etica digitale. Per lui l’AI non pensa come l'uomo, ma agisce per l’uomo; il suo pensiero ruota attorno alla filosofia dell'Informazione e all'impatto della rivoluzione digitale sull'essere umano. E’ il filosofo dell’info-etica quello che l’AI ha preso come maestro morale. Possiamo considerarlo come la versione laica del pensiero di Leone XIV. Per lui siamo tutti onlife, siamo sempre più connessi, non più quindi online contro offline, ma onlife (cioè costantemente dentro). Per lui l’AI deve aumentare l’importanza dell’uomo non sostituirlo.
Leone XIV dice che l’AI deve essere:
- ancillare non sostitutiva,
- trasparente nel senso che devi sapere quando parli con una macchina (parla di verità e chiarezza),
- responsabile in quanto deve esserci sempre un essere umano che risponde,
- orientata alla privacy per la dignità dell’uomo (i dati sono parte della persona),
- orientata al beneficio comune e non solo profitto.
In pratica, giusto seguire la scienza ma non dobbiamo disumanizzarci. L’AI è come il fuoco può cucinare o bruciare, dipende da chi la usa e dalle regole che ci sono o ci saranno (Leone XIV afferma ancora che serve un’etica dell’AI, in quanto come il fuoco quando è senza controllo diventa un inferno).
Leone XIV, ripercorrendo in chiave attuale l’innovazione che il suo predecessore Leone XIII fece in contrapposizione alla rivoluzione industriale, sta continuando ad attuare la tesi di non opporsi alla scienza ma di difendere l’umanità ed oggi appare forse uno dei pochi che sta avviando, con un disegno graduale e concreto, un discorso sulla necessità di dare delle regole alla rivoluzione digitale in corso. La verità porta sempre a Dio, l’AI può fare tantissime cose ma l’uomo è sempre anima, spirito e coscienza; la difesa della libertà e della dignità ci portano sempre all’amore che Dio ha per la persona umana; l’algoritmo non ha queste cose non possiamo vendere l’anima per l’efficienza.

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