mercoledì 8 luglio 2026

MARATEA IERI.....

 

Maratea - Largo Monastero

-  Da  www.calderano.it  - C'era una volta...! (Piccole storie marateote...!)


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"Fine anni ’50. Nella Pretura di Maratea si svolgeva un processo per ‘lesioni personali’ a causa di un litigio, sfociato poi in colluttazione, tra due vicini di casa. Aveva assistito al diverbio una terza persona, che chiameremo ‘Giovanni’, voluto a testimoniare a favore di uno dei litiganti dall’Avvocato Giovanni Leonasi. Ad un certo punto del dibattimento il Giudice-Pretore chiama ‘Giovanni’ ad avvicinarsi e dopo gli espletamenti di rito gli chiede: "Lei, Giovanni, ha sentito e visto il Signor Rossi parlare e minacciare il Signor Bianchi?" e Giovanni: "Signor Giudice, aggiu vistu tuttu e no aggiu vistu nenti!" (Signor Giudice, ho visto tutto, ma non ho visto niente!); "Signor Giovanni si spieghi meglio: ha sentito e visto che il Rossi ha minacciato il Bianchi?" chiede il Giudice e Giovanni: "Sacciu sti cazzi, Signor Giudice!" (Non conosco questi caxxi, Signor Giudice!). A questo punto il Giudice interrompe il dibattito e vuol procedere immediatamente contro Giovanni per offese alla Corte e l’avvocato Leonasi interviene a favore del suo teste spiegando al giudice che Giovanni è un uomo di campagna e così è il modo di esprimersi; il Giudice capisce e continua il dibattimento precedente tralasciando l’intervento del testimone Giovanni, il quale rivolgendosi all’Avvocato Leonasi: "Tavia dittu chi non eri cosa e no me vulutu sta a senti e mo ta futtisi tu!" (Ti avevo detto che non era cosa (buona) e non mi hai voluto ascoltare ed ora fregati!)"

 

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"Metà anni '50 a Napoli. Francesco Brando, alias Ciccillo 'i Capurali, si recava nella città Partenopea per acquisti di merce da rivendere a Maratea e incontra un mio zio, Giulio Calderano, che in quel tempo era lì a lavorare. Dopo i saluti e i convenevoli di rito, Giulio chiede: "Ciccì, chi si diciti a Maratia?" (Francesco, cosa si dice a Maratea?) e Ciccillo lo informa sugli ultimi avvenimenti del Paese: "Giù, è saputu ca è mortu Giuanni?" (Giulio, hai saputo della morte di Giovanni?) "Oh! come mi dispiace"; "e po' 'i 'nDoniu ca s'è rutta na' gamma" (e dopo di Antonio che si è spezzata una gamba?) "Oh! come mi dispiace"; "e po' a' 'u patri i Nicola addavutu nu 'nzurtu?" (e dopo il padre di Nicola ha avuto un malanno?) "Oh! come mi dispiace" e via di seguito l'incontro si intensificava di informazioni delle 'disgrazie' Marateote che rattristarono Giulio, al chè salutò Francesco dicendo: "Ciccì, ma' fattu tantu piaciri 'i ti vidi, ma si non t'ascuntavu eri megliu!" (Francesco, mi ha fatto tanto piacere vederti, ma se non ti incontravo era meglio!)"

 

 

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