TRA GIUSTIZIA E... POLITICA
Faccio mie le parole del Prof. Vittorio Manes, Docente di Diritto penale presso l'Università di Bologna:
"Sparare a chi fugge non è mai legittima difesa perchè manca l'aggressione".
- Da https://www.ilpost.it -
- Mercoledì 15 luglio 2026
-
- LA CASSAZIONE HA CONFERMATO la condanna del gioielliere che nel 2021 uccise due rapinatori
-
- Il
caso di Mario Roggero fece molto discutere sui limiti della legittima
difesa e ancora oggi genera grande indignazione nella destra
"La Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la condanna in appello
a 14 anni e 9 mesi per il gioielliere Mario Roggero, che il 28 aprile
2021 uccise a colpi di pistola due rapinatori che avevano appena
derubato il suo negozio a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. In
primo grado Roggero era stato condannato a 17 anni per l’omicidio dei
due uomini, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli. È stato confermato
anche l’anticipo del risarcimento da pagare ai loro familiari, pari a
780mila euro.
Roggero sostenne di avere sparato per legittima difesa durante un tentativo di rapina. Nei giorni successivi però si scoprì
che li aveva inseguiti e che sparò loro quando già stavano scappando
dal negozio. I rapinatori erano in tutto tre (oltre ai due che sarebbero
stati uccisi ce n’era un altro che venne ferito ma sopravvisse,
Alessandro Modica), entrarono nel negozio di Roggero verso le 18:45 e
minacciarono lui, la moglie e la figlia con dei coltelli e con delle
pistole che poi si rivelarono finte. Dopo aver svuotato la cassaforte i
ladri stavano salendo in macchina per scappare quando Roggero sparò
contro di loro, e poi colpì con calci alla schiena e alla testa
Spinelli, che morì poco dopo.
Roggero
è sempre stato molto difeso dai leader dell’estrema destra italiana,
che lo hanno preso come simbolo delle loro posizioni massimaliste sulla
legittima difesa. I giudici hanno sempre negato che le azioni di Roggero
fossero definibili di legittima difesa, dato che i rapinatori non
costituivano più un pericolo.
Tra
chi lo ha sostenuto ci sono la presidente del Consiglio, Giorgia
Meloni, il segretario della Lega Matteo Salvini e, più recentemente,
anche il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci. Dopo la sentenza
della Cassazione sono intervenuti nuovamente sul caso: fra gli altri
Salvini ha detto che si impegnerà per chiedere al presidente della
Repubblica Sergio Mattarella di concedere a Roggero la grazia.
Mercoledì
sera Roggero ha pubblicato un video su Instagram in cui ha detto di
considerare la pena come un ergastolo (ha 72 anni e quando la pena
finirà ne avrà oltre 86) e che si sarebbe consegnato in carcere poco
dopo, ha ringraziato le persone che lo hanno sostenuto e ha chiesto una
legge che tuteli i casi come il suo".
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MA QUALE GRAZIA ???
- Da https://www.ildubbio.news -
GRAZIA AL GIOIELLIERE, il Colle ferma Nordio: "Spetta solo al presidente"
La condanna di
Roggero diventa un caso politico, il ministro convocato al Quirinale. E
Salvini: «Valutiamo di candidarlo in Parlamento»
Valentina Stella
16 Luglio 2026, 19:11

"In attesa dell’ordine di esecuzione, ancora non si sa dove sconterà la pena definitiva a 14 anni e 9 mesi Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni
che nell’aprile 2021 uccise con la sua pistola calibro 38 due
rapinatori in fuga dal suo negozio e ne ferì un terzo. La condanna,
confermata due giorni fa dalla Cassazione, è per omicidio volontario e tentato omicidio, «un ergastolo» secondo l’anziano.
In primo grado la condanna a 17 anni, pena ridotta in appello a poco
meno di 15 anni. Nel determinare il numero di anni da trascorrere dietro
le sbarre i giudici sono partiti dalla pena base minima per l’omicidio,
21 anni, e hanno riconosciuto le attenuanti generiche, in misura prossima al massimo, oltre a quella della provocazione. Inoltre il reo ha usufruito di quanto previsto dall’articolo 81 c.p. (concorso formale e il reato continuato).
Non si è trattato di legittima difesa in quanto,
come si legge nella sentenza di primo grado, «i colpi non sono stati
sparati per la necessita di salvare sé o altri da un pericolo attuale ed
imminente mentre la rapina era in corso; i colpi sono stati esplosi
quando la rapina era finita e i malviventi stavano salendo in macchina
per darsi alla fuga». Quando Roggero ha sparato ai rapinatori «non l’ha
fatto perché uno di questi gli stava puntando contro un’arma e,
pertanto, in presenza di un – anche presunto e per errore ritenuto
esistente – pericolo imminente per la propria incolumità».
L’imputato, «una volta resosi conto che i rapinatori avevano lasciato
il suo negozio portando via alcuni preziosi avrebbe dovuto astenersi
dal rincorrerli brandendo un’arma da fuoco ma si sarebbe dovuto limitare
a chiamare le Forze dell’Ordine». Al contrario, «ha deliberatamente
deciso di affrontare i rapinatori con il precipuo fine di assicurarli,
lui, alla giustizia o, meglio, alla sua giustizia privata, con immediata
“esecuzione” della pena nei confronti dei colpevoli». Di diverso avviso
l’interessato che non ha mai mostrato segni di pentimento per il suo
gesto: «E adesso dovrò passare il testimone per portare avanti una legge
che sia veramente contro le ingiustizie e contro la criminalità sempre
più dilagante» ha detto l’uomo in un video su Instagram. Un testimone
che la politica ha afferrato immediatamente.
È stato il vice premier della Lega Matteo Salvini a chiedere la grazia subito dopo la sentenza. E l’appello è stato raccolto con una raccolta firme da tutti gli altri partiti di centrodestra: Fratelli d’Italia, Forza Italia, con il ministro Tajani in prima fila, e Noi Moderati.
«Riteniamo – hanno scritto in una nota congiunta i quattro azionisti di
Governo – che al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto
avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire
che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua
età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto
quanto avvenuto».
Poi nel pomeriggio, a meno di ventiquattro ore dall’ultimo grado di
giudizio e senza ancora che il condannato entrasse in carcere, è stato
proprio il Ministro della Giustizia Nordio ad avviare l’istruttoria per la grazia a Roggero. Su tale iniziativa è intervenuto poco dopo il Quirinale con una nota dove si chiariva che Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio Nordio «per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia,
facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della
Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza
200 del 2006». Non dunque una semplice telefonata ma una convocazione
sul Colle per chiarire limiti e ricordare i poteri del presidente della
Repubblica.
Resta comunque una domanda: si può prescindere, per valutare la
possibilità di concedere la clemenza, da un aspetto giuridico rilevante
ossia, come riportato pure in sentenza, dalla «mancata resipiscenza» di
Roggero? Intanto dall’avvocato Sergio Novani è arrivata
una doccia fredda su tutto il centrodestra e la richiesta di grazia:
«La grazia – ha detto il legale – rappresenta un atto di clemenza del
Presidente che necessita di una complessa istruttoria e tempi
conseguentemente lunghi. Mentre Roma discute, Roggero andrà in carcere a
causa della mancata riforma sulla legittima difesa che questo governo
poteva già fare, accogliendo l'emendamento Ziello di Futuro Nazionale
all'ultimo decreto sicurezza che prevedeva una seria valutazione della
percezione del pericolo, il superamento del concetto di proporzionalità
tra difesa e offesa e l'eliminazione dei risarcimenti a favore dei
parenti dei delinquenti che costringono la persona perbene a
difendersi».
Dunque l’altra battaglia politica diventerà proprio quella sulla
legittima difesa, anche in vista delle prossime elezioni. Non a caso il
senatore di Fdi Sergio Rastrelli ha subito rivendicato:
«In merito alle norme che disciplinano nel codice civile e penale la
legittima difesa va chiarito subito che è Fratelli d'Italia ad averne
proposta modifiche che ora sono incardinate al Senato, tutti ora cercano
di appropriarsi della primogenitura di queste proposte che però, in
realtà, sono nostre». Al termine di una giornata convulsa, ci ha pensato
nuovamente Matteo Salvini a spostare l’asticella ancora più in alto,
ventilando in un’intervista radiofonica la possibilità di poter
candidare Roggero alle prossime elezioni: «Stiamo valutando», ha detto, «se la normativa permette una candidatura». ".
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A seguito di ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, a firma del Procuratore, Dott. Biagio Mazzeo, Mario Roggero si è costituito presso il carcere di Bollate (condanna in via definitiva: 14 anni e 9 mesi).
Presso il Tribunale di Asti si era tenuto il processo di primo grado.
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Il Procuratore della Repubblica di Asti, Dott. Biagio Mazzeo
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