venerdì 17 luglio 2026

IL CASO MARIO ROGGERO

TRA  GIUSTIZIA  E... POLITICA 

Faccio mie le parole del Prof. Vittorio Manes, Docente di Diritto penale presso l'Università di Bologna:

"Sparare a chi fugge non è mai legittima difesa perchè manca l'aggressione".

-  Da   https://www.ilpost.it  -

  • Mercoledì 15 luglio 2026 
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  • LA CASSAZIONE HA CONFERMATO la condanna del gioielliere che nel 2021 uccise due rapinatori
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  • Il caso di Mario Roggero fece molto discutere sui limiti della legittima difesa e ancora oggi genera grande indignazione nella destra

"La Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la condanna in appello a 14 anni e 9 mesi per il gioielliere Mario Roggero, che il 28 aprile 2021 uccise a colpi di pistola due rapinatori che avevano appena derubato il suo negozio a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. In primo grado Roggero era stato condannato a 17 anni per l’omicidio dei due uomini, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli. È stato confermato anche l’anticipo del risarcimento da pagare ai loro familiari, pari a 780mila euro.

 

Roggero sostenne di avere sparato per legittima difesa durante un tentativo di rapina. Nei giorni successivi però si scoprì che li aveva inseguiti e che sparò loro quando già stavano scappando dal negozio. I rapinatori erano in tutto tre (oltre ai due che sarebbero stati uccisi ce n’era un altro che venne ferito ma sopravvisse, Alessandro Modica), entrarono nel negozio di Roggero verso le 18:45 e minacciarono lui, la moglie e la figlia con dei coltelli e con delle pistole che poi si rivelarono finte. Dopo aver svuotato la cassaforte i ladri stavano salendo in macchina per scappare quando Roggero sparò contro di loro, e poi colpì con calci alla schiena e alla testa Spinelli, che morì poco dopo.

Roggero è sempre stato molto difeso dai leader dell’estrema destra italiana, che lo hanno preso come simbolo delle loro posizioni massimaliste sulla legittima difesa. I giudici hanno sempre negato che le azioni di Roggero fossero definibili di legittima difesa, dato che i rapinatori non costituivano più un pericolo.

Tra chi lo ha sostenuto ci sono la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il segretario della Lega Matteo Salvini e, più recentemente, anche il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci. Dopo la sentenza della Cassazione sono intervenuti nuovamente sul caso: fra gli altri Salvini ha detto che si impegnerà per chiedere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di concedere a Roggero la grazia.

Mercoledì sera Roggero ha pubblicato un video su Instagram in cui ha detto di considerare la pena come un ergastolo (ha 72 anni e quando la pena finirà ne avrà oltre 86) e che si sarebbe consegnato in carcere poco dopo, ha ringraziato le persone che lo hanno sostenuto e ha chiesto una legge che tuteli i casi come il suo". 

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                                                             MA   QUALE   GRAZIA ???


-  Da  https://www.ildubbio.news  -

 
GRAZIA AL GIOIELLIERE, il Colle ferma Nordio: "Spetta solo al presidente"
 
La condanna di Roggero diventa un caso politico, il ministro convocato al Quirinale. E Salvini: «Valutiamo di candidarlo in Parlamento»

"In attesa dell’ordine di esecuzione, ancora non si sa dove sconterà la pena definitiva a 14 anni e 9 mesi Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni che nell’aprile 2021 uccise con la sua pistola calibro 38 due rapinatori in fuga dal suo negozio e ne ferì un terzo. La condanna, confermata due giorni fa dalla Cassazione, è per omicidio volontario e tentato omicidio, «un ergastolo» secondo l’anziano.

In primo grado la condanna a 17 anni, pena ridotta in appello a poco meno di 15 anni. Nel determinare il numero di anni da trascorrere dietro le sbarre i giudici sono partiti dalla pena base minima per l’omicidio, 21 anni, e hanno riconosciuto le attenuanti generiche, in misura prossima al massimo, oltre a quella della provocazione. Inoltre il reo ha usufruito di quanto previsto dall’articolo 81 c.p. (concorso formale e il reato continuato).

Non si è trattato di legittima difesa in quanto, come si legge nella sentenza di primo grado, «i colpi non sono stati sparati per la necessita di salvare sé o altri da un pericolo attuale ed imminente mentre la rapina era in corso; i colpi sono stati esplosi quando la rapina era finita e i malviventi stavano salendo in macchina per darsi alla fuga». Quando Roggero ha sparato ai rapinatori «non l’ha fatto perché uno di questi gli stava puntando contro un’arma e, pertanto, in presenza di un – anche presunto e per errore ritenuto esistente – pericolo imminente per la propria incolumità».

L’imputato, «una volta resosi conto che i rapinatori avevano lasciato il suo negozio portando via alcuni preziosi avrebbe dovuto astenersi dal rincorrerli brandendo un’arma da fuoco ma si sarebbe dovuto limitare a chiamare le Forze dell’Ordine». Al contrario, «ha deliberatamente deciso di affrontare i rapinatori con il precipuo fine di assicurarli, lui, alla giustizia o, meglio, alla sua giustizia privata, con immediata “esecuzione” della pena nei confronti dei colpevoli». Di diverso avviso l’interessato che non ha mai mostrato segni di pentimento per il suo gesto: «E adesso dovrò passare il testimone per portare avanti una legge che sia veramente contro le ingiustizie e contro la criminalità sempre più dilagante» ha detto l’uomo in un video su Instagram. Un testimone che la politica ha afferrato immediatamente. 

È stato il vice premier della Lega Matteo Salvini a chiedere la grazia subito dopo la sentenza. E l’appello è stato raccolto con una raccolta firme da tutti gli altri partiti di centrodestra: Fratelli d’Italia, Forza Italia, con il ministro Tajani in prima fila, e Noi Moderati. «Riteniamo – hanno scritto in una nota congiunta i quattro azionisti di Governo – che al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto».

Poi nel pomeriggio, a meno di ventiquattro ore dall’ultimo grado di giudizio e senza ancora che il condannato entrasse in carcere, è stato proprio il Ministro della Giustizia Nordio ad avviare l’istruttoria per la grazia a Roggero. Su tale iniziativa è intervenuto poco dopo il Quirinale con una nota dove si chiariva che Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio Nordio «per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006». Non dunque una semplice telefonata ma una convocazione sul Colle per chiarire limiti e ricordare i poteri del presidente della Repubblica.

Resta comunque una domanda: si può prescindere, per valutare la possibilità di concedere la clemenza, da un aspetto giuridico rilevante ossia, come riportato pure in sentenza, dalla «mancata resipiscenza» di Roggero? Intanto dall’avvocato Sergio Novani è arrivata una doccia fredda su tutto il centrodestra e la richiesta di grazia: «La grazia – ha detto il legale – rappresenta un atto di clemenza del Presidente che necessita di una complessa istruttoria e tempi conseguentemente lunghi. Mentre Roma discute, Roggero andrà in carcere a causa della mancata riforma sulla legittima difesa che questo governo poteva già fare, accogliendo l'emendamento Ziello di Futuro Nazionale all'ultimo decreto sicurezza che prevedeva una seria valutazione della percezione del pericolo, il superamento del concetto di proporzionalità tra difesa e offesa e l'eliminazione dei risarcimenti a favore dei parenti dei delinquenti che costringono la persona perbene a difendersi».

Dunque l’altra battaglia politica diventerà proprio quella sulla legittima difesa, anche in vista delle prossime elezioni. Non a caso il senatore di Fdi Sergio Rastrelli ha subito rivendicato: «In merito alle norme che disciplinano nel codice civile e penale la legittima difesa va chiarito subito che è Fratelli d'Italia ad averne proposta modifiche che ora sono incardinate al Senato, tutti ora cercano di appropriarsi della primogenitura di queste proposte che però, in realtà, sono nostre». Al termine di una giornata convulsa, ci ha pensato nuovamente Matteo Salvini a spostare l’asticella ancora più in alto, ventilando in un’intervista radiofonica la possibilità di poter candidare Roggero alle prossime elezioni: «Stiamo valutando», ha detto, «se la normativa permette una candidatura». ".

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A seguito di ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, a firma del Procuratore, Dott. Biagio Mazzeo, Mario Roggero si è costituito presso il carcere di Bollate (condanna in via  definitiva: 14 anni e 9 mesi).

Presso il Tribunale di Asti si era tenuto il processo di primo grado.

 

Il Procuratore della Repubblica di Asti, Dott. Biagio Mazzeo



 

 


 

 

 

   

   

                                 

 

 

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