ONORE AI NOSTRI CADUTI, mentre riecheggia la loro giovane voce:
PRESENTE, PRESENTE, PRESENTE, PRESENTE, PRESENTE.....
ONORE AI NOSTRI CADUTI, mentre riecheggia la loro giovane voce:
PRESENTE, PRESENTE, PRESENTE, PRESENTE, PRESENTE.....
- Da www.noidonne.org -
L’umanità non avrà pace fino a quando resterà in piedi il sistema patriarcale a dettare leggi e comportamenti
Dopo sono arrivate le parole, poche, cariche di dolore e disperazione le sue. Le mie, come donna e come femminista, portano in aggiunta il peso di una sconfitta politica, difficile da sopportare.
La radice di ogni guerra svela infatti l’impianto patriarcale della struttura sociale/culturale/politica e del simbolico che la sorregge.
Come mai è ancora in piedi? E quanto tempo ancora ci vorrà per un suo superamento verso rapporti di pacifica convivenza tra persone e stati?
Sono decenni che in tante ce lo chiediamo ormai in ogni parte del mondo, non solo di fronte a discriminazioni, violenze, femminicidi, ma anche al puntuale ripresentarsi di conflitti armati.
Nel caso dell’aggressione russa all’Ucraina la vicinanza geografica e culturale, le nuove tecnologie comunicative, l’uso diffuso dei cellulari, hanno reso possibile far entrare il quotidiano di questa tragedia nelle nostre case, ora dopo ora, minuto per minuto attraverso i canali televisivi, ovunque ci trovassimo: siamo dentro, accanto alle voci, ai corpi, alla fatica, alla paura, ai tanti disagi, agli innumerevoli orrori. L’esibizione del dolore e della disperazione, immagini così nitide e forse inutilmente ripetitive, prossime alla spettacolarizzazione, hanno impregnato a lungo tanta parte di informazione: la fame, il freddo, i rifugi affollati, gli smembramenti delle famiglie, le case squarciate, la morte di civili tra cui tanti minori, madri in fuga con figlie e figli piccoli e animali che non si ha avuto cuore di lasciare, padri che restano per difendere e piangono senza ritegno nel salutare i propri cari ammassati nei pullman in cerca di salvezza.
Il riconoscimento è arrivato il 3 luglio scorso con la bella cerimonia in piazza Buraglia, cui Eugenio Ragni ha potuto partecipare con collegamento on line da Roma.
![]() | |
| Immagini ed articolo da WWW:TALENTILUCANI.IT |
by Leonardo PisaniTempo fa invitai a votare Venosa quale
borgo più bello d’Italia promosso dalla trasmissione Alle falde del
Kilimangiaro. Qualcuno mi disse : “ovvio sei lucano e per campanile lo
fai!” . Certo sono nato, vivo ed amo la Basilicata, la mia terra, la
terra dei miei antenati ma non è solo questo. Ho riflettuto dopo il
tormentone scatenato da Sorgi; da tempo sia nel mio blog, che su
giornali o radio parlo di Lucania, cercando semmai di mettere sotto i
riflettori particolari che a volte tendiamo a dimenticare o poco
conosciuti. L’appello al voto per l’antica Venusia lo trovo ancora più
attuale ora. Io adoro Venosa, per quello che rappresenta; un luogo
eccezionale dove si fonde storia, arte, cultura, dove si trovano
particolarità, dove la presenza dell’uomo ha lasciato tracce per
millenni, dove sono transitati popoli di culture diverse.
Amo Venosa perché è bella, perché è ospitale, perché fa viaggiare la fantasia quando la si visita; perché nei suoi vicoli c’è poesia, c’è storia, c’è il fascino; perché nelle sue Chiese si percepisce la spiritualità, perché nei suoi musei si attraversa il cammino della civiltà, La gente è cordiale, si mangia bene, ci si rilassa. Voto ed invito a votare Venosa soprattutto ai non lucani; e li invito a venire in questo angolo di Lucania che Orazio cantava e ricordava. Venosa è la città di Orazio, è la città di Manfredi di Svevia, è la città del genio musicale di Carlo Gesualdo.
Prossima tappa: CAGLIARI
- Da www.rainews.it/tgr/basilicata -
Ambiente 12 luglio 2022
La foce del Canale Toccacielo a Nova
Siri, quella del Basento a Metaponto, la spiaggia di Policoro in
località Bosco Pantano. E poi la spiaggia di Castrocucco e quella di
Fiumicello a Maratea.
Sono i cinque punti della costa lucana da cui i volontari di Legambiente
hanno prelevato dei campioni d'acqua da analizzare. Dappertutto i valori sono risultati entro i limiti di legge.
“È la prima volta che in Basilicata i campionamenti non mettono in
evidenza punti di criticità - spiega Katiuscia Eroe, portavoce di
Goletta Verde - Segno sicuro di un lavoro svolto, come per il fiume
Fiumicello. Ma è importante non abbassare la guardia: l’Italia rimane
sempre un Paese con grandi problemi di depurazione che nella maggior
delle volte hanno conseguenze nei corpi fluviali".
I campionamenti di Goletta Verde naturalmente non sostituiscono i dati
ufficiali, ma integrano il lavoro svolto dalle autorità competenti. Solo
i dati dell'Arpab infatti possono determinare la balneabilità di un
tratto di costa. Le analisi svolte da Legambiente invece puntano a
individuare le criticità dovute a una cattiva depurazione dei reflui in
punti precisi, principale causa dell'inquinamento dei mari.
Se dunque i risultati delle analisi sono rassicuranti, ci sono altri
dati che destano preoccupazione. Come quelli emersi dal report Mare
Monstrum, sui reati che riguardano il mare, presentato sempre da
Legambiente: la Basilicata è al primo posto in Italia per
violazioni all’ecosistema marino per chilometri di costa. Sono 1.844 gli
illeciti penali e amministrativi registrati, in media 29,6 ogni
chilometro. Vale a dire uno ogni 33,8 metri.
E' QUELLA DELLE FAMIGLIE SFRATTATE DAL RIONE GIARDELLI.
- Da ivl24.it -
Qui la nota integrale
MARATEA (PZ) – Nel ringraziare S.E. il Prefetto di Potenza dott. Michele Campanaro che, con la Sua riconosciuta sensibilità nei confronti delle persone bisognose di attenzione ed aiuto, con nota del 23 giugno u.s. ha dato riscontro alla nostra lettera del 13/06/2022, dobbiamo con amarezza constatare che nè Regione, nè Comune, nè Ater, nonostante il sollecito prefettizio hanno dato segni di vita e di attenzione alle problematiche esposte.
A distanza di tre mesi dal rilascio del permesso di costruire all’ Ater di Potenza e successiva rinuncia dell’Impresa, che nel lontano 2019 aveva vinto la gara di appalto per la realizzazione dei nove alloggi in piazza Europa, niente ancora è stato fatto da Regione Basilicata ed Ater per individuare una nuova impresa disponibile a portare a conclusione i lavori.
- Da www.legambiente.it -

Sempre più complicato trovare una spiaggia libera: aumentano del +12,5% le concessioni balneari. A preoccupare anche l’avanzare dell’erosione costiera e i tratti di costa non balneabili. Ecco i dati della situazione e dei cambiamenti in corso lungo i nostri litorali.
Oltre il 50% delle nostre aree costiere sabbiose è sottratto alla libera e gratuita fruizione. A pesare su ciò, in prima battuta, è l’aumento esponenziale in tutte le Regioni delle concessioni balneari che nel 2021 arrivano a quota 12.166 (contro le 10.812 degli ultimi dati del Demanio relativi al 2018) registrando un incremento del +12,5%. Tra le regioni record ci sono Liguria, Emilia-Romagna e Campania con quasi il 70% dei lidi occupati da stabilimenti balneari. Altri decisi incrementi si registrano in Abruzzo con un salto degli stabilimenti da 647 nel 2018 a 891 nel 2021 e nelle regioni del sud a partire dalla Sicilia dove le concessioni per stabilimenti balneari sono passati da 438 nel 2018 a 620 nel 2021, con un aumento del +41,5%; seguita da Campania che registra un aumento del +22,8% e dalla Basilicata (+15%). Tra i comuni costieri, il record spetta a Gatteo (FC) è quello che ha tutte le spiagge in concessione, ma si toccano numeri incredibili anche a Pietrasanta (LU) con il 98,8% dei lidi in concessione, Camaiore (LU) 98,4%, Montignoso (MS) 97%, Laigueglia (SV) 92,5%, Rimini 90% e Cattolica 87%, Pescara 84%, Diano Marina (IM) con il 92,2% dove disponibili sono rimasti solo pochi metri in aree spesso degradate. Per non parlare dei canoni che si pagano per le concessioni, ovunque bassi e che in alcune località di turismo di lusso risultano vergognosi a fronte di guadagni milionari. Ad esempio per le 59 concessioni del Comune di Arzachena, in Sardegna, lo Stato nel 2020 ha incassato di 19mila euro l’anno. Una media di circa 322 euro ciascuna l’anno.
Ma a pesare sulle poche spiagge italiane è anche il problema dell’erosione costiera che riguarda circa il 46% delle coste sabbiose e che si sta accentuando a causa della crisi climatica.
E poi c’è la questione legata alle coste non balneabili: complessivamente lungo la Penisola il 7,7% dei tratti di coste sabbiose è di fatto interdetto alla balneazione per ragioni di inquinamento. Sicilia e Campania contano in totale circa 55 km su 87 km interdetti a livello nazionale.
- Articolo di Nicola SAVINO* -
Pubblicato oggi su ControSenso Basilicata
Avrà suscitato ironia nel Settentrione l’esposizione del Rosario tra le mani del Capo; ha però incrementato emozioni e consensi qui, da noi, specie quando si considera la “processione” del Santo come una possibile sconfitta di questa persistente siccità! Sicché, mentre calano i voti a Nord, cresce il consenso in Basilicata, con i Santi a spalla che battezzano il <potere che conta>.
Del resto, non si era già notato qualche parroco in giro per le case a far propaganda? Come ai tempi della Prima Dc, quella delle Mani sulla Città, quando- non soltanto si monopolizzavano le “processioni” - ma si celebrava ogni giorno qualche costruzione: taluna come quella che deturpa Torre Guevara (peraltro con soldi pubblici), più spesso quelle nate da capitali speculativi, che hanno soffocato e svuotato i Centri storici.
Ora i Capi calano dal Nord, di dove si son costituiti in Lega per la secessione da <Roma ladrona>. Novello Alberto da Giussano, è arrivato da Vizzolo Piedabissi (??), un viceministro che dirigeva Radio Padania. Che, insomma, un tempo era attivo contro la Terronia ma che ora viene ad accreditare- volta a volta- l’Eletto leghista come autore di opere decise invece da Draghi e da un Governo di “quasi unità”, che tuttavia Salvini attacca quotidianamente!
- Da ivl24.it -
Da tutti conosciuto come Lino, Orrico, 60 anni, da poco aveva riavuto il trasferimento nella sua amata Compagnia di Lauria dopo dieci anni di onorato servizio presso la Tenenza di Maratea, che celebrò il suo saluto con una cerimonia commossa e partecipata.
Persona affabile, generosa, sempre sorridente e disponibile, il Luogotenente Orrico si è distinto anche per il suo essere ligio al dovere, con operazioni importanti portate a termine soprattutto nella lotta al lavoro nero e contro le truffe nell’ambito del reddito di cittadinanza.
Lascia un vuoto importante nelle comunità di Lauria e Maratea, per la sua schiettezza d’animo, la sua propensione al dialogo e al confronto e al suo estro sempre ironico, intelligente e scherzoso.
Una persona perbene che ci lascia, tra la nostra incredulità e tristezza.
I funerali si svolgeranno domani mattina, sabato 9 luglio, alle 10,30, presso la Chiesa Madre di San Giacomo Apostolo di Lauria.
*********************************************
Maratea - Cerimonia di saluto al Luogotenente Orrico (maggio 2022)
![]() |
alla Regione Basilicata e al Comune di Potenza
- Da www.talentilucani.it -
Ormai
sono stati consumati tutti gli aggettivi per descrivere il vuoto
politico che circonda le due Giunte di centrodestra, alla Regione ed al
Comune di Potenza, entrambe sottoposte al vento della contestazione
interna che invano si è provato ad arginare con il rimpasto degli
esecutivi. La guerra fratricida è così riassumibile. Siamo al primo e
forse ultimo giro di questa esperienza politica, si ha la sensazione che
una riedizione degli stessi schieramenti non porti alla vittoria,
ognuno, partiti o persone , cerca di trovarsi la sua scialuppa di
salvataggio pretendendo posizioni che consentano un minimo di vantaggio
personale o postazioni per I propri fedelissimi che possano contribuire
allo scopo. In questo “si salvi chi può”, il punto in comune delle
forze politiche, alla Regione ,è la messa in discussione di
quell’accentramento di potere personale che il Presidente, sulla scia
del successo elettorale, si è riservato . Dato per acquisito che quei
vantaggi non si sono riverberati nè sul partito del presidente nè
tantomeno sulla maggioranza, ma hanno costituito fattore a se stante,
slegato perfino dagli interessi generali della Basilicata, questa ultima
crisi innestata non casualmene dai consiglieri tagliati fuori
dall’ultimo rimoasto, ha costituto il primo nucleo di una valanga che si
è andata ingrossando e che invano,e troppo tardi, il Presidente ha
cercato di fermare. Il ragionamento che all’interno della maggioranza
regionale sta venendo fuori è che , per trovare l’accordo sull’ultima
parte della legislatura, bisogna rimettere in discussione tutto:
l’assetto interno e le postazionie esterne, a cominciare da quelle che
hanno un peso elettorale pari ad un assessorato, e cioè l’acquedotto
lucano, l’Arpab e via via scendendo per li rami del sottopotere. Proprio
la poltrona lasciata libera alla direzione generale di A.L rilancia la
rimessa in circolazione da parte del senator Pepe di quell’Antonio
Altomonte al vertice dell’azienda di distribuzione dell’acqua
inaspettatamente bruciato all’ultimo metro dall’arrivo. Ma da allora la
composizione delle forze è cambiata e chi ha pagato lo scotto è stata
Forza Italia che si è vista rimaneggiata da uscite, spontanee e indotte
, fino a perdere tutto quel vantaggio elettorale conquistato. Ed è per
questo che l’alto là di Moles si è alzato di tono, facendo capire che o
si trova un riequilibrio generale oppure si va allo scontro definitivo
con conseguenze imprevedibili che possono portare anche ad elezioni
anticipate. Ipotesi che non è affatto campata in aria, perchè, a fronte
di probabili resistenze interne da parte di consiglieri che non vogliono
perdere nemmeno un centesimo dei compensi, c’è un calcolo di interesse
politico che maturerebbe mettendo insieme elezioni politiche e
regionali, con la possibilità di provare un nome nuovo per la stessa
compagine di centrodestra e di stoppare in tempo un possibile processo
di aggregazione del centrosinistra che ancora è lungi dal dispiegarsi.
Una sorta di attacco preventivo all’opposizione, prima che trovi il
tempo di organizzarsi. Non è diversa la situazione al Comune di Potenza,
dove il braccio di ferro del Sindaco con Fratelli d’Italia e con Idea,
che hanno alzato le loro richieste fino a renderle inaccettabili, ha
oltrepassato i limiti della decenza e sta ponendo il Sindaco in una
posizione mlto delicata , costretto, suo malgrado, ad offrire uno
spettacolo di ingovernabilità all’indomani di un intervento di
salvataggio finanziario della Regione motivato, manco a farlo apposta,
da una esigenza di governabilità della città che non è dato di vedere.
Anche qui ,gli aggettivi sono stati usati tutti. Senza che abbiano
minimamente scalfito la pelle dura degli interessati.
Luigi Manconi insegna Sociologia dei fenomeni politici presso
l’università Iulm di Milano. È parlamentare e presidente della
Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato. Nel 2001 ha
fondato A Buon Diritto. Associazione per le libertà.
Stefano Anastasia
è ricercatore di Filosofia e sociologia del diritto presso il
dipartimento di Giurisprudenza dell’università di Perugia, dove coordina
la Clinica legale penitenziaria. È stato presidente dell’associazione
Antigone.
Valentina Calderone è direttrice di A Buon Diritto. Associazione per le libertà e autrice di saggi sul tema della detenzione.
Federica Resta è avvocato, dottore di ricerca in Diritto penale e funzionario del Garante per la protezione dei dati personali.
Il libro indica dieci proposte, già oggi attuabili, per provare a diventare un paese civile e lasciarci alle spalle decenni di illegalità, violenze e morti.
*****************************************************************
"Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri" - Voltaire
- Da www.talentilucani.it -
Il Pnrr non solo è la prova del nove della distanza che separa le Regioni del Nord da quelle del Sud, per capacità di risposta e consistenza organizzativa, ma anche della debolezza cronica delle regioni meridionali che non riescono neanche a far valere i loro diritti. C’è il decreto legge 77 del 2021 che ,per il PNRR, su volere dell’Europa ha previsto la riserva del 40 per cento degli stanziamenti per le regioni in deficit di sviluppo, e cioè quelle del Sud Italia, ma su 22 centri decisionali ( Ministeri e aziende statali, ben 13 non rispettano questo vincolo di destinazione, col risultato di dirottare le risorse al Nord. La riserva- è bene precisarlo- esplicitamente deve riguardare ogni singolo Ministero o Dipartimento o Agenzia, e non può essere calcolata cumulativamente per l’intero ammontare del PNRR. Se si analizza la ripartizione per singolo centro decisionale, emergono evidenze importantissime,anche dal punto di vista politico. Si scopre ad esempio che i due ministri della Lega, Giorgetti e Garavaglia, hanno destinato al mezzogiorno solo il 25,1% delle risorse, a fronte del 66 per cento dei Ministri di forza Italia ( con la Carfagna che sta tenendo ben dritta la barra verso un riequilibrio territoriale), del 43 per cento dei Ministri indipendenti, il 40 per cento dei ministri d cinque stelle e liberi ed uguali,e il 37,6 per cento dei ministri del pd. Quello che fa più scandalo è la disparità messa in atto dal più importante Ministero dal punto di vista economico: il MISE, diretto appunto da Giorgetti.Questo Ministero gestisce qualcosa come 25 miliardi di euro ( Tra PNRR e PNC) e, di queste risorse, il 97 per cento è a destinazione territoriale, la qual cosa obbligherebbe a calcolare il 40 per cento come riserva per il Sud. Oggi siamo al 24,8 per cento, e la gran parte delle risorse sono state già impegnate,nel silenzio colpevole di una classe di governo meridionale che si è fatta trovare impreparata all’appuntamento, troppo impegnata a gestire le risorse di cui dispone, al punto da non portare il conto delle risorse che gli toccano di diritto. Se poi al Nord parlano di incapacità del Meridione di camminare con le proprie gambe ,non è che gli si può dare torto. Rocco Rosa
- Da www.talentilucani.it .
Chi vuole una prova di quanto fossero lungimiranti i governanti di una volta non può che dare un’occhiata alla tabella degli invasi lucani ,per rendersi conto di quanto una programmazione accorta delle risorse abbia contribuito a rendere vivibile questa regione. La capacità di accumulo organizzata da molteplici investimenti nel tempo consente ancora oggi di tirare fuori la Basilicata dall’elenco delle regioni in emergenza , anche adesso che la questione è diventata nazionale e che sta mettendo in ginocchio l’economia agricola del Paese. A fine giugno 2022 , se si esclude la diga del “Basentello” che passa da 17,7 a 7,0 milioni di mc di acqua, e “San Giuliano” da 50 a 40 ml/mc., per il resto gli invasi lucani stanno reggendo all’urto climatico. Non è un miracolo, è semplicemente il frutto di una capacità politica di pensare al bene collettivo, alle priorità generali e alle cose che servono.
- Articolo di Nicola SAVINO* -
Cosa pensa la nostra Regione di quel che la Ministra Gelmini (FI) sta “rifinendo” circa l’”autonomia differenziata”? Si tratta di una <legge quadro> che autorizzerà accordi bilaterali tra Regioni richiedenti e Governo sugli ulteriori trasferimenti da decidere (persino l’istruzione ..una serie sterminata di competenze ..sottratta al “limite” dell’ Interesse nazionale”, sottolinea V. Viti su Il Quotidiano del 24 giugno).
Nel Nord le scuole funzionano, gli asili nido coprono quasi tutto il fabbisogno, Università ed Ospedali sono di un livello che attrae anche noi, autostrade ed aeroporti sono multipli…così l’alta velocità ferroviaria ecc.
Una differenza di civiltà che si aggravò nell’età dei Comuni, quando da noi nasceva lo Stato accentrato di Federico II. < Nel 1861,..a scuola il 90% dei bambini in Lombardia e Piemonte, mentre a Sud l’Istruzione era privilegio del 15%,.. di meno del 5% degli analfabeti , il resto della sterminata massa …al lavoro ..il 93% in Calabria ..l’86% in Basilicata (E. Felice-Perché il Sud>); con la caduta delle nascite, il Sud non può ora nemmeno richiedere i fondi per costruire gli asili (E. Esposito –il Mattino del 3/3)- Eccetto che nella prima fase della Cassa, il Mezzogiorno non ha ridotto il gap; ed ora non dispone nemmeno di Amministrazioni (apparati o Classi dirigenti) capaci di utilizzare i fondi europei (Fers etc), il Pnrr o i futuri Lep e Lea, perché il divario è di tipo culturale, riguarda cioè la mentalità prevalente: un circolo vizioso alimentato-di regola- da clientelismo e mafia!
Anche le poche volte che il Sud ha avanzato rivendicazioni, caso per caso e giorno per giorno, il Nord lo ha neutralizzato in Parlamento, tutelando i maggiori finanziamenti ai suoi EELL legge per legge , anzitutto per infrastrutture e servizi primari. Ha così anche forgiato e selezionato la sua classe dirigente sulla base di credibilità e “rendimento”, attivando il circolo virtuoso che ha creato ulteriori vantaggi. Talvolta--persino con trucchi alla “meridionale”- come per l’autostrada BreBeMi, figlia di un Consorzio di Enti Locali mascherati da privati e grandi banche, per la quale (eludendo il Decreto Tremonti del 2007 appunto contro i crediti agli EELL) si attinsero alla Cassa DD PP ben 20 miliardi: per una struttura superflua, sembra di recente ceduta ad una Società spagnola!
Al fondo, il Nord, spadroneggiando sia nel Parlamento che nel Comitato Stato –Regioni, ha incrementato il vantaggio iniziale, con espedienti come la famosa “spesa storica” (fondi percentualizzati dell’X % uguale per tutti, ma con l’aggancio all’anno precedente, al divario iniziale). Uno dei tanti consentiti dal maggior numero di Parlamentari, dalla stessa inefficacia delle contesta- zioni meridionali nei Partiti (quando c’erano) e soprattutto dal supporto tecnico fornito sempre ai “propri” rappresentanti dai “propri” apparati regionali. Altro esempio, la Legge sulla edilizia scolastica, già pronta nel 90-91 e dal relatore finalizzata a riequilibrare gradualmente il Sud: congelata fino al mutare della situazione politica, fu riportata nel 96 (art 4 della n.23) alla vecchia impostazione.Nessun parlamentare o ente locale o regione del Sud se ne adontò (forse nemmeno se ne accorse!), sebbene tutto fosse (e sia) rilevabile dai lavori parlamentari (cosa da noi in uso solo dagli storici, ma quando è ormai troppo tardi!)
- Da www.talentilucani.it -
Domenica 24 luglio si terrà la sesta edizione del Premio La Perla, un evento che ogni anno si va irrobustendo sia per la ricerca dei tempi sia per la selezione dei premiati. Si tratta di riconoscimenti a personaggi che nella regione e fuori di essa si sono distintii per impegno e professionalità nelle proprie attività. In questa direzione, dalla scorsa edizione, è, inoltre, dedicata una Menzione alla memoria del l’exS indaco di Maratea, Mario Di Trani, rivolta a giovani volti della politica e delle istituzioni che si sono messi in evidenza nel proprio mandato, con una Commissione presieduta dal Sen. Gianni Pittella.
La scaletta della serata, che vedrà, alla conduzione, le Luisa Zaccaro, prevede, dopo i saluti del Sindaco, Daniele Stoppelli e del Presidente della Pro Loco di Maratea “La Perla”, Pierfranco De Marco, la consegna del “Premio La Perla”, quest’anno, assegnato alla giornalista lucana Tatiana Lisanti, conduttrice dal 2013 dell’edizione principale del Tg3 Rai. Caposervizio della redazione Interni dello stesso tg. Conduttrice del telegiornale dei ragazzi di RaiTre e autrice del libro, edito da Teti editore, dal titolo “Le parole della memoria, le immagini della Storia. Questione di metodo e rivoluzione quantitativa delle fonti audiovisive”. Laureata nel 2003 con 110 e lode con una tesi in sociologia politica. Insignita da parte dell’allora Presidente della Repubblica Napolitano dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.
Menzioni speciali all’Associazione SVIMAR, per l’impegno nella modernizzazione del mezzogiorno, al marateota Josè Possidente, campione di “Natural Bodybuilding”, e a Pietro Ferrari Bravo, direttore della Fondazione Pro Loco Italia, per l’impegno messo in campo a favore delle Pro Loco italiane. Menzione Speciale “Mario Di Trani”, al Sindaco di Viggianello e Consigliere provinciale, Antonio Rizzo, e, novità delle premiazioni 2022, la Menzione Speciale “Lucani nel Mondo”, promossa con il Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo, a Domenico Melillo Maglione, importante figura della ricerca a Panama di origini lucane. Durante la serata sarà inoltre consegnato un omaggio alla carriera al Lgt della Guardia di Finanza Guilino Orrico.
Ad arricchire la sesta edizione del “Premio La Perla” lo spettacolo del talento locale e volto noto della tv, Pierpaolo Pretelli, che insieme al M. Claudio Di Cicco coinvolgeranno il pubblico dell’estate di Maratea in un fantastico show.
“Questa edizione del Premio – dichiara il Presidente della Pro Loco di Maratea, Pierfranco De Marco – è una sfida tesa ad offrire ad un pubblico dalle grandi attese una serata che unisce momenti di svago legati allo sport e allo spettacolo, a quelli, invece, più delicati dedicati a tematiche importanti come l’emigrazione lucana e il mondo della comunicazione”.
La manifestazione si svolgerà, come si è detto, a Maratea Porto, domenica 24 Luglio a partire dalle ore 21:00, e sarà patrocinata dalla Regione Basilicata, dalla Provincia di Potenza, dall’A.P.T. Basilicata, dal Comune di Maratea, dall’UNPLI Basilicata e dal GAL “La cittadella del sapere”.