A PROPOSITO delle segnalate chiazze in mare.
mercoledì 15 giugno 2022
FESTA DELLA MUSICA A MARATEA
- Da Comune di Maratea Facebook -
Comune di Maratea
LAGONEGRO E IL LAGONEGRESE
NEL LIBRO DI FRANCESCO COSTANZO
Questa sera il prezioso volume è stato presentato a Maratea presso la sede del Centro culturale "Josè Mario Cernicchiaro", alla presenza dell'Autore che, con il suo lavoro, ha contribuito a richiamare alla nostra memoria una significativa pagina di storia locale, grazie anche alla sua esperienza come maturata durante la lunga attività politica e amministrativa, peraltro senza mai abbandonare l'insegnamento.
Nella premessa il Prof. Costanza, tra l'altro, evidenzia:
"Seguendo, dunque, il filo della storia del movimento dei cattolici-democratici, non potevo scrivere di Guida, di Rossi, di Picardi, senza scrivere di Colombo, di Mattei, di De Gasperi; il tessuto è il medesimo".
Non possiamo che essergli grati per averci offerto la possibilità di rivivere significativi momenti riferiti a "Società e Politica nel lagonegrese dal dopoguerra al miracolo economico", condividendo pienamente le citazioni richiamate nella prima pagina, come di seguito riportata:
lunedì 13 giugno 2022
PREVEDIBILE FLOP DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
promosso dalla Lega e dai Radicali
Quorum necessario per la validità della consultazione popolare: 50% + 1 degli aventi diritto al voto - Affluenza al di sotto del 21%.
CHE IL PARLAMENTO ESERCITI PIENAMENTE LA SUA FUNZIONE LEGISLATIVA CON LE OPPORTUNE, URGENTI RIFORME !
domenica 12 giugno 2022
NO ALLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MINORILE
- Da www.quirinale.it -
Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della XX Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della XX Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«È sconcertante pensare che le bambine e i bambini coinvolti nel lavoro minorile, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e dell’Unicef, siano nel mondo più di 160 milioni e che la pandemia abbia esposto quasi 9 milioni di bambini in più al rischio di sfruttamento lavorativo.
Il richiamo che ci viene dalla Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile si nutre del fatto che, per la prima volta in 20 anni, si registra un aumento del fenomeno.
Ancora una volta, cioè, sono le condizioni di maggior fragilità a subire le conseguenze delle avversità che si manifestano.
È una piaga odiosa che va contrastata garantendo una protezione sociale che assicuri a ciascun bambino le stesse opportunità.
Questa situazione così drammatica non risparmia l’Italia dove alti tassi di dispersione scolastica presenti in alcune aree ostacolano per i giovani la ricerca di un lavoro adeguato, aumentando il rischio di disagio sociale ed economico nonché di devianza minorile.
Dobbiamo fare di più, come comunità, come singoli, come istituzioni, per restituire il sorriso a tutti quei bambini e quelle bambine obbligati a rinunciare troppo presto alla loro infanzia».
Roma, 12/06/2022 (II mandato)
sabato 11 giugno 2022
POLITICA DA..."CANTINA"...?
- Articolo di Nicola SAVINO* -
Siamo dunque ridotti così ..a questi livelli..?
Se così fosse, sarebbe un’altra prova che, da noi, non é più rinviabile il “trasferimento” del governo! Se un “eletto” del popolo usa la carta intestata dell’Istituzione per conferire attestati di merito ad un cittadino (che magari lo ricambi con un po’ di voti) e nessuno gli ricorda con garbo che commette abuso perché assume per sé una rappresentanza nient’affatto personale (come fossimo nel medioevo feudale)….; se anzi fioccano espressioni genuinamente “popolari”, di quelle che un tempo circolavano nelle cantine…; se cioè un Collega- non proprio amico- gl’indirizza risposta pubblica nel senso “cantinesco” di cui sopra (degli svaghi del tempo in cui si asciugavano i sudori della zappa, dell’aratro o di altro),…ebbene, se questo avvenisse negli ambienti di Via Verrastro , necessità sarebbe ricordare che quel tipo di cantine non esistono più in alcun angolo della Basilicata! Che nei Borghi del suo Nord esse sono ormai riservate all’Aglianico, protagonista moderno del circuito del vino nelle migliori fiere nazionali e non. Sicché- ora- le donne lucane non tremano più come le nonne per il marito avvinazzato che baldanzoso rincasi per il “dovere coniugale”, con i figli svegliati e spaventati a piè del letto! Ora anche da noi bar e snack in compiuto stile internazionale, luccicanti attraenti senz’alcun richiamo né alle sbornie compensative , né quindi ai risentimenti primordiali!
Ed allora, come si spiega questa inclinazione al duello rusticano? Com’è che quasi si mette mano al ferro? Che i protagonisti si sentano non rappresentanti del popolo, come eletti, ma come fini a se stessi; e ritengano dar libero corso alla loro “istintualità ”, allo sfogo in uso nelle antiche caverne?
Questa caduta di civiltà dipende forse dallo sfarinarsi dei Partiti, dalla fine del loro lavoro di selezione ..,il costume gentile essendo fondamentale per collaborare a comporre l’interesse collettivo? Nei fatti, le Istituzioni sembrano come risucchiate in un processo di decadenza che coinvolge non soltanto la parte oggi in sella : nulla infatti cambierebbe se al posto dell’una ci fosse l’altra ( come parte e nulla più, perché l’identificazione con Destra o Sinistra-in “quest’ aiuola che ci fa tanto feroci”- è ormai priva di senso!).
Non c’è più il filtro del Partito e nemmeno delle organizzazioni studentesche, che facevano da pedana di lancio; né c’è chi allevi il “pupillo”, come Craxi da Nenni o Andreotti da De Gasperi.
Ora tutto si gioca sul rapporto individuale, sulla personalizzazione anche rispetto alle Amministrazioni comunali : liddove il Sindaco o un suo incaricato gira le case per “dare il nome” di questo o quel candidato, secondo i fatti loro o i favori all’Ente (nell’ipotesi migliore) : dunque, a questo o quel candidato per fedeltà personale. Proprio come nel sistema feudale; sicché la competizione- e dunque la conflittualità- si sviluppano all’ interno stesso della stessa parte (scelta per convenienza); e diviene più acuta primordiale ed acre, anche nel linguaggio e nelle stesse posture, quasi un ritorno alla caverna in cui era ubicata la cantina!
NO ALLA PENA DI MORTE NEL MONDO
IRAN: DETENUTO GIUSTIZIATO DAL PROPRIO FIGLIO. Un uomo, non identificato, è stato giustiziato dal proprio figlio in Iran il 1° giugno 2022.
La notizia è stata riportata il 7 giugno da Iran Human Rights, che cita come fonte originaria l’agenzia di stampa filogovernativa Rokna, che ha aggiunto solo che l’uomo era accusato di aver accoltellato a morte la moglie il 20 marzo 2019. Mancano ulteriori informazioni. IHR ritiene che l’esecuzione possa essere avvenuta il 1° giugno, quando diverse esecuzioni sono state effettuate all’interno della prigione centrale di Gohardasht, più nota come prigione di Rajai Shahr.
Iran Human Rights sta proseguendo le indagini per confermare le esecuzioni nel carcere di quel giorno. In Iran, una volta che un imputato è stato condannato per “qisas” (omicidio), la famiglia della vittima è tenuta a scegliere tra tre alternative: morte, diya (letteralmente “prezzo del sangue”, ossia un risarcimento) o perdono. Inoltre, i familiari della vittima non solo sono incoraggiati ad assistere alle esecuzioni, ma a realizzarle personalmente. In questo caso, i parenti più prossimi erano suo figlio e i genitori della moglie, i quali hanno scelto la morte.
venerdì 10 giugno 2022
LA PESTE DEL 1656 IN BASILICATA
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| L'annotazione originale dell'inizio del contagio a Maratea |
Caro Direttore,
nella Rubrica “Studi e ricerche” dell’ultimo numero della rivista quadrimestrale Leukanikà, la Prof.ssa Antonella Santagata, già docente al Classico di Potenza, pubblica-anche con riferimento a L’antica terra di J. Cernicchiaro e V. Perretti- un documentatissimo articolo su “La peste del 1656 a Maratea”, che mi permetto segnalare all’eventuale interesse dei tuoi Lettori.
L’ epidemia, iniziata a Napoli per un contagio pare derivato da un’imbarcazione sarda, produsse un “flagello . .nella fase più violenta con oltre 4 mila morti al giorno.. ed un calo demografico di circa il 21% , di circa 100 mila fuochi rispetto alla rilevazione del 1648...
In Basilicata ..la perdita di un quarto di abitanti, con incidenza del 34-35% ..nel Melfese, Acerenza, Tricarico ed in particolare nel Lagonegrese.. popolazione dimezzata rispetto al secolo precedente”.
“Dal maggio 1656 all’aprile del 1657, in Lagonegro mietè più di 2 mila vittime (tant’è che) rimasero in vita solo 1570 persone”. L’area attraeva molti napoletani in fuga, e Maratea- in particolare per il suo ruolo di “porto lucano unico sul Tirreno ..- aveva una testa di ponte commerciale nella capitale (i pizzicagnoli erano per eccellenza marateoti e le botteghe di formaggi): perciò fu particolar- mente esposta al contagio. “Nel 1648 (contava) circa 3150 abitanti: oltre 2700 per Maratea Inferiore e 450 per M. Superiore, ridotti (poi) a meno di 1400 anime nel 1669..// 208 fuochi per Inf e 61 per Sup, secondo il libro già citato//secondo Capano da 2730 a 1040 abitanti per Inf.”
Fonti principali dell’articolo sono sia il Libro dei defunti dell’Arciprete di S.M. Maggiore, D. Giovanni Giacomo Santoro (“la peste in città cominciò il 18 giugno 1656” e “durò un anno intero… fino al giugno ‘57, ultimi casi, 1 in città e 2 ad Acquafredda”), sia gli atti testamentari del notaio Nicola Armenia e dei religiosi stessi, che li redigevano all’atto delle funzioni conclusive.
Molti di essi furono infatti contagiati per la frequenza dei loro contatti con malati e moribondi. Numerosi anche i fanciulli e le donne rispetto ai maschi (50 a 36 in settembre), probabilmente per deficit nutritivo. “I luoghi individuati per la quarantena furono in primis il Porto e l’isola di Santo Janni, successivamente le torri del porto e della costa.. anche la torre della Caja, l’ultima delle sei ..presenti ., in prossimità di Castrocucco.. A fine giugno 1657 fu attivo anche il lazzaretto di Sant’Elia”. C’è traccia a S. Venere e ad Acquafredda. Le sepolture non avvenivano più nelle chiese per timore del contagio e si adottò <la cosiddetta “spurga”, il dare alle fiamme le suppellettili e i morti all’interno delle proprie case”.
Da tali documenti si rilevano la situazione economica abbastanza florida di una parte della cittadinanza e la consistenza dei lasciti alle chiese cappelle monasteri; le morti di cittadini provenienti dai Paesi vicini, anche campani; i marateoti deceduti altrove (15 addirittura a Napoli) ed i ricchi che investivano nella Capitale (duecento ducati ..per il palazzo della poteca a ducati otto per cento, da parte del marateota Antonio Mercadante); la morte contemporanea di molti bambini per dissenteria (che però non era collegata alla peste).
Insomma, caro Direttore, credo si tratti di vicende che aiutano a capir meglio il presente e su cui i giovani studiosi locali potrebbero ben applicarsi per concorrere ad individuare un migliore futuro per la nostra Zona! ns
giovedì 9 giugno 2022
GIUSTIZIA E LIBERTA'
- Da Gruppo Laico di Ricerca -
M E M O R I A 09/06/2022
Due fratelli per Giustizia e Libertà: CARLO e NELLO ROSSELLI
Il
9 giugno 1937 a Bagnoles-de-L’Orne (Francia) muoiono uccisi a colpi di
rivoltella e di pugnali in un agguato CARLO (38 anni) e NELLO (37 anni)
ROSSELLI. Carlo fu storico, giornalista, politico e cofondatore del
movimento antifascista “GIUSTIZIA E LIBERTA’”. Nello fu storico, giornalista e Antifascista.
I due Fratelli vennero uccisi a Bagnoles-de-L’Orne (stazione termale nella Bassa Normandia francese) da un gruppo di sicari appartenenti alla “Cagoule” un’organizzazione politica di estrema destra francese che aveva legami col fascismo italiano. L’ordine di ucciderli venne molto probabilmente soprattutto da parte di Galeazzo Ciano.
Nel giugno 1937 Carlo soggiornava a Bagnoles-de-l’Orne per delle cure termali dove fu raggiunto dal fratello Nello: il 9 giugno mentre entrambi i Fratelli erano in automobile con un pretesto vennero fatti scendere e poi colpiti da raffiche di pistola. Carlo morì sul colpo, Nello (colpito per primo) venne finito con un pugnale. I corpi vennero trovati due giorni dopo e i colpevoli dopo numerosi processi riusciranno quasi tutti ad essere prosciolti.
mercoledì 8 giugno 2022
GIORNATA MONDIALE DEGLI OCEANI
La giornata mondiale degli oceani si celebra l’8 giugno di ogni anno ed è l’occasione per riflettere su come tutelare questa preziosa risorsa.
- Da www.rainews.it -
Con riferimento ai mari italiani, ed in occasione della Giornata mondiale, il Wwf ha pubblicato la nuova edizione del “Dossier Coste, il profilo fragile dell’Italia”.
"Le coste italiane (circa 7.500 km) - spiegano gli ambientalisti - sono la porzione di territorio che, negli ultimi 50 anni, ha subito le maggiori trasformazioni. Il 51% dei paesaggi costieri italiani (circa 3.300 km) sono stati trasformati e degradati da case, alberghi, palazzi, porti e industrie. Appena 1.860 km (il 23%) di tratti lineari di costa più lunghi di 5 km nel nostro paese, isole comprese, possono essere considerati con un buon grado di naturalità". Inoltre, le attività umane hanno esacerbato l'erosione delle spiagge che riguarda 841 chilometri di litorale. Non è tutto: "Cambiamento climatico, inquinamento da plastica, specie aliene, ancoraggi indiscriminati e pesca eccessiva stanno deteriorando invece gli ecosistemi marini"
A proposito di pesca, il Wwf ricorda il fenomeno illegale della raccolta dei datteri di mare, oggetto di recenti inchieste giornalistiche di Report
su Rai3: "Nel 2020, la Guardia Costiera ha registrato 10 infrazioni
accertate e ha sequestrato 84 kg di datteri di mare. Nel 2015, i kg
sequestrati erano stati addirittura 6.762". Desta preoccupazione poi la regressione delle pianure di posidonia,
che naturalmente "attenuano la forza delle onde, mitigando gli impatti
delle mareggiate, catturano i sedimenti e contrastano quindi
l’erosione", ma immagazzinano anche grossi percentuali dell'anidride
carbonica emessa dalle attività umane. A minacciarla, "attività illegali
di pesca a strascico sotto-costa, ma anche le ancore che arano i
fondali e le loro catene".
Il Wwf sollecita dunque un "impegno
immediato e concreto" per aumentare l'estensione e "incrementare
l’efficacia di gestione delle aree marine protette", "implementare un piano di gestione dello spazio marittimo basato sull’approccio ecosistemico", proteggere "ecosistemi chiave come la Posidonia oceanica e le dune costiere attraverso azioni di restoration passiva e attiva"
Da parte loro, gli ambientalisti hanno in programma diverse iniziative tra le quali "oltre cento eventi di pulizia in tutta Italia di spiagge e anche dei fondali" e "attività di monitoraggio delle tartarughe marine".
LA SCOMPARSA DI LUIGI LOMBARDI SATRIANI
Valerio Mignone*
La onestà intellettuale di Luigi Lombardi Satriani, appare già negli anni Sessanta, quando egli, latifondista calabrese, scrisse “Il folklore come cultura di contestazione”, in cui criticava sia la cultura “conservatrice”, sia quella progressista. Furono pagine avvincenti sulle “Tarantolate” pugliesi, sulla “fascinazione”, sui riti magici e sul pianto funebre del vivere contadino.
La demo-etno-antropologia di Lombardi Satriani è l’analisi sistematica della politica, delle società locali, e delle persone che le costituiscono, in un piacevole stile letterario e rigore scientifico, in cui non manca, sui temi, qualche dissenso dalla scuola di Benedetto Croce, e dallo stesso Ernesto De Martino. Appare, invece, l’affinità di Lombardi Satriani con Antonio Gramsci, che, negli anni ’20, già aveva scritto su operai e contadini. Anche Rocco Scotellaro, poeta, scrittore, sindaco socialista di Tricarico, ingiustamente arrestato per beghe, ma pienamente prosciolto dopo alcuni giorni, aveva scritto dei Contadini del Sud; e nel 1954 gli fu assegnato il Premio Viareggio.
Il ponte di San Giacomo è l’opera in cui Lombardi Satriani, nei primi anni ’80, con Mariano Meligrana, ha descritto la morte, la ritualità sui morti, e la strategia di superamento dell’evento luttuoso. Nella sua analisi, con pathos letterario, appare che il senso della morte segna tutta la cultura dei contadini, e ne ridimensiona la vita.
Questo folklore contadino è Storia passata; rivive, talvolta, con sagre, spettacoli musicali, e sfilate in costume. La stessa religiosità popolare, nella sua periodicità annuale, richiama fedeli, e laici, nei luoghi natii, ove, a margine dei riti religiosi, si svolgono fiere e mercati.
Da tempo, l’automobile ha sostituito l’asino come mezzo di locomozione, facilitando l’interscambio tra città e campagna, e innovando il modo di vivere. Anche l’antropologia del folklore è mutata in “Paesologia”, nuovo, lodevole metodo nell’osservazione, e descrizione della vita delle piccole Comunità.
martedì 7 giugno 2022
VOLONTA' DEL DEFUNTO E TUTELA AMBIENTALE E SANITARIA
PER L'ESTREMA DIMORA TERRENA...NEL MARE DI MARATEA..., POSSIBILMENTE PREVIO CONGRUO TICKET A FAVORE DEL NOSTRO COMUNE...
I E R I
lunedì 6 giugno 2022
IL GIORNALISMO SERIO ED AUTENTICO E' BEN ALTRA COSA
Dopo il clamore suscitato dal caso, oggetto di frettolosa ed ampia diffusione mediatica, la Preside del Liceo Montale di Roma, accusata di aver avuto una relazione con uno studente 19enne dell’Istituto (fatto che sarebbe privo di fondamento), ha deciso di denunciare 9 giornalisti, 7 direttori delle maggiori testate nazionali e 7 gruppi editoriali italiani.
Tanto è stato reso noto dal legale difensore della dottoressa Quaresima che, in una nota, specifica: «Chiarita la vicenda nell’ambito della istituzione scolastica rimane aperto il tema della tutela del cittadino nei suoi diritti fondamentali della privacy e delle propria rispettabilità. Per questi motivi sono state avviate le iniziative legali di tutela dei diritti gravemente lesi della dottoressa Quaresima». «Le denunce sono state depositate con l’auspicio – spiega ancora il legale della preside del Liceo Montale – è quello risposta adeguata e tempestiva della Giustizia Italiana in merito a temi così fondamentali per la vita di tutti i cittadini di questo Paese».
NO A SCIACALLAGGIO E VAMPIRISMO MEDIATICO !
domenica 5 giugno 2022
UNA SOLA TERRA
- Da www.quirinale.it -
Dichiarazione in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: Celebriamo quest’anno la Giornata mondiale dell’Ambiente nel cinquantesimo dalla Dichiarazione di Stoccolma che per la prima volta affermò in modo solenne, insieme al diritto alla libertà, all’uguaglianza e a condizioni di vita dignitose per ogni persona, anche il dovere di proteggere e migliorare l’ambiente per garantire il futuro alle nuove generazioni.
Fu l’avvio di un processo globale della responsabilità verso il domani del nostro pianeta, comune a ogni nazione, ogni società, ogni popolo.
Il percorso di questi decenni non è stato e non è tuttora lineare. Ha conosciuto battute d’arresto e colpevoli ritardi e, tuttavia, per dare futuro all’umanità dobbiamo essere capaci di governare i cambiamenti climatici, arrestare lo sfruttamento delle risorse non riproducibili, concepire lo sviluppo in termini di sostenibilità ecologica e sociale.
Lo speciale significato di questa Giornata mondiale dell’Ambiente è sottolineato dal tema scelto, “Una sola Terra”, lo stesso tema della Conferenza di 50 anni or sono.
Questo fa riflettere su quanto la società internazionale avverta la responsabilità di corrispondere ai suoi doveri.
Destino dell’uomo e destino dell’ambiente non sono mai stati così strettamente connessi come nel nostro tempo. La scellerata guerra che sta insanguinando l’Europa con l’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina sta provocando una conseguenza inevitabile sulla capacità di rispettare l’agenda degli impegni assunti per contrastare il cambiamento climatico ed evitare così, le ulteriori crisi umanitarie conseguenti.
Ecco perché la Giornata mondiale dell’Ambiente suona più che mai come severo richiamo alla assunzione condivisa di un impegno comune alla pace e alla cooperazione internazionale.
Roma, 05/06/2022 (II mandato)























