che ha, purtroppo, anche indisturbata, conservato e fortificato la sua...
- Da www.gruppolaico.it -
IL DOVERE DELLA MEMORIA
9 maggio 2023
IL GIOVANE CHE NON VOLEVA ABITUARSI:
PEPPINO IMPASTATO
Il 9 maggio 1978 muore a Cinisi (PA) ucciso dalla mafia GIUSEPPE IMPASTATO (30 anni, detto Peppino) attivista giornalista e poeta.
Era membro di Democrazia Proletaria (candidato al consiglio comunale di Cinisi) e notissimo per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra fatte attraverso una radio privata articoli di giornali e straordinarie drammatizzazioni di strada: tutto questo lo portò ad essere ucciso a colpi di pietra in un casotto di campagna e poi con il suo cadavere venne inscenato un attentato per distruggerne anche l’immagine in cui la stessa vittima apparisse come suicida ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia.
Verranno recuperati pochissimi resti del suo cadavere. Pochi giorni dopo gli elettori di Cinisi voteranno ancora il suo nome riuscendo ad eleggerlo simbolicamente al consiglio comunale.
Peppino era nato a Cinisi e proveniva da una famiglia mafiosa: il cognato di suo padre per esempio era il boss Cesare Manzella (coinvolto nel traffico di droga e che sarà ucciso negli anni Sessanta in un agguato). Anche il padre di Giuseppe è coinvolto nella criminalità (durante il periodo fascista era stato spedito al confino) e proprio per questo i due rompono presto: Giuseppe quindi ancora ragazzo viene cacciato di casa.





















