venerdì 21 marzo 2025
IN RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE
- Da www.quirinale.it -
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Il 21 marzo rappresenta un giorno solenne di ricordo e di impegno civile per affermare valori essenziali per la salute della nostra comunità.
LAVORI IN CORSO
A LARGO MONASTERO - PIAZZA EUROPA PER LA RICOLLOCAZIONE DELL'ANTICA COLONNA CON LA CROCE.
DA QUESTO BLOG UN PLAUSO PER QUANTI SI SONO ADOPERATI AFFINCHE' TANTO POTESSE REALIZZARSI.
E' PRIMAVERA !
21 MARZO
di Gianni Rodari
La prima rondine
venne iersera
a dirmi: “È prossima
la Primavera!
Ridon le primule
nel prato, gialle,
e ho visto, credimi,
già tre farfalle”.Accarezzandola
così le ho detto:
“Sì è tempo, rondine,
vola sul tetto! ”Ma perché agli uomini
ritorni in viso
come nei teneri
prati il sorriso
un’altra rondine
deve tornare
dal lungo esilio,
di là dal mare.La Pace, o rondine,
che voli a sera!
Essa è per gli uomini
la primavera.
giovedì 20 marzo 2025
IL MANIFESTO DI VENTOTENE
"Per un'Europa libera e unita" Ventotene, agosto 1941
I - LA CRISI DELLA CIVILTA' MODERNA
La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l'uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita. Con questo codice alla mano si è venuto imbastendo un grandioso processo storico a tutti gli aspetti della vita sociale che non lo rispettino:
1.Si è affermato l'eguale diritto a tutte le nazioni di organizzarsi in stati indipendenti. Ogni popolo, individuato nelle sue caratteristiche etniche geografiche linguistiche e storiche, doveva trovare nell'organismo statale, creato per proprio conto secondo la sua particolare concezione della vita politica, lo strumento per soddisfare nel modo migliore ai suoi bisogni, indipendentemente da ogni intervento estraneo.
L'ideologia dell'indipendenza nazionale è stata un potente lievito di progresso; ha fatto superare i meschini campanilismi in un senso di più vasta solidarietà contro l'oppressione degli stranieri dominatori; ha eliminato molti degli inciampi che ostacolavano la circolazione degli uomini e delle merci; ha fatto estendere, dentro il territorio di ciascun nuovo stato, alle popolazioni più arretrate, le istituzioni e gli ordinamenti delle popolazioni più civili. Essa portava però in sé i germi del nazionalismo imperialista, che la nostra generazione ha visto ingigantire fino alla formazione degli Stati totalitari ed allo scatenarsi delle guerre mondiali.
La nazione non è più ora considerata come lo storico prodotto della convivenza degli uomini, che, pervenuti, grazie ad un lungo processo, ad una maggiore uniformità di costumi e di aspirazioni, trovano nel loro stato la forma più efficace per organizzare la vita collettiva entro il quadro di tutta la società umana. E' invece divenuta un'entità divina, un organismo che deve pensare solo alla propria esistenza ed al proprio sviluppo, senza in alcun modo curarsi del danno che gli altri possono risentirne. La sovranità assoluta degli stati nazionali ha portato alla volontà di dominio sugli altri e considera suo "spazio vitale" territori sempre più vasti che gli permettano di muoversi liberamente e di assicurarsi i mezzi di esistenza senza dipendere da alcuno. Questa volontà di dominio non potrebbe acquietarsi che nell'egemonia dello stato più forte su tutti gli altri asserviti.
In conseguenza lo stato, da tutelatore della libertà dei cittadini, si è trasformato in padrone di sudditi, tenuti a servirlo con tutte le facoltà per rendere massima l'efficienza bellica. Anche nei periodi di pace, considerati come soste per la preparazione alle inevitabili guerre successive, la volontà dei ceti militari predomina ormai, in molti paesi, su quella dei ceti civili, rendendo sempre più difficile il funzionamento di ordinamenti politici liberi; la scuola, la scienza, la produzione, l'organismo amministrativo sono principalmente diretti ad aumentare il potenziale bellico; le madri vengono considerate come fattrici di soldati, ed in conseguenza premiate con gli stessi criteri con i quali alle mostre si premiano le bestie prolifiche; i bambini vengono educati fin dalla più tenera età al mestiere delle armi e dell'odio per gli stranieri; le libertà individuali si riducono a nulla dal momento che tutti sono militarizzati e continuamente chiamati a prestar servizio militare; le guerre a ripetizione costringono ad abbandonare la famiglia, l'impiego, gli averi ed a sacrificare la vita stessa per obiettivi di cui nessuno capisce veramente il valore, ed in poche giornate distruggono i risultati di decenni di sforzi compiuti per aumentare il benessere collettivo
Gli stati totalitari sono quelli che hanno realizzato nel modo più coerente la unificazione di tutte le forze, attuando il massimo di accentramento e di autarchia, e si sono perciò dimostrati gli organismi più adatti all'odierno ambiente internazionale. Basta che una nazione faccia un passo più avanti verso un più accentuato totalitarismo, perché sia seguita dalle altre nazioni, trascinate nello stesso solco dalla volontà di sopravvivere.
OGGI E' LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA FELICITA'
- Da "Frammenti di un Vangelo apocrifo" di Jorge Luis Borges -
48. Felici i coraggiosi, quelli che accettano con lo stesso animo la sconfitta o la palma.
49. Felici coloro che conservano nella memoria parole di Virgilio o di Cristo, perché daranno luce ai loro giorni.
50. Felici gli amati e gli amanti e coloro che possono fare a meno dell’amore.
51. Felici i felici.
Jorge Luis Borges ci ha lasciato una vasta produzione letteraria che continua a essere fonte di ispirazione e riflessione. Uno dei suoi testi più affascinanti, Frammenti di un Vangelo apocrifo, contiene una serie di massime che, nella loro apparente semplicità, celano una visione complessa dell’esistenza umana.
I succitati frammenti 48-51 offrono un’interessante meditazione sulla felicità, il coraggio, la memoria e l’amore.
LA POLITICA DEL...DOVE CONVIENE, VADO
- Da www.talentilucani.it -
La
politica centrista nazionale , ha mostrato senza dubbio il campo
politico . Invece, il caso della collocazione di Azione e Italia Viva in
Basilicata è emblematico di un atteggiamento che sembra seguire la
regola del “dove conviene, vado”.
Proprio oggi, in Parlamento, i partiti di
Renzi e Calenda hanno preso una posizione netta contro il governo di
Giorgia Meloni sul caso Ventotene e sui padri fondatori dell’Europa,
sancendo una chiara linea di demarcazione tra il loro posizionamento
nazionale e quello dell’esecutivo di centrodestra. Un’opposizione che
stride con il quadro lucano, dove invece queste forze politiche sembrano
muoversi in modo divergente , del tutto e dovunque allineate con il
centro destra .
In Basilicata, questa distonia politica è
ormai diventata una costante. Azione e Italia Viva anche alle
amministrative, continuano a mantenere un atteggiamento ambiguo, senza
una chiara strategia di ricollocazione nell’alveo progressista. Eppure,
se esiste una reale volontà di contribuire alla costruzione di
un’alternativa al governo della destra, non si può prescindere da un
lavoro di riconciliazione con il centrosinistra.
Ma questa riconciliazione, almeno per ora,
non sembra essere all’ordine del giorno. Il centrosinistra lucano
rimane ostaggio di spinte centrifughe, frutto di populismi e di
strategie sotterranee dei cristallizzatori che puntano a dividere
piuttosto che unire. Le continue frammentazioni interne e i giochi di
potere che provengono dai “registi occulti” del fronte progressista
rendono sempre più difficile un percorso comune.
mercoledì 19 marzo 2025
BUONA FESTA DEL PAPA' !
“Al padre” di Salvatore Quasimodo
Dove sull’acque viola
era Messina, tra fili spezzati
e macerie tu vai lungo binari
e scambi col tuo berretto di gallo
isolano. Il terremoto ribolle
da due giorni, è dicembre d’uragani
e mare avvelenato. Le nostre notti cadono
nei carri merci e noi bestiame infantile
contiamo sogni polverosi con i morti
sfondati dai ferri, mordendo mandorle
e mele dissecate a ghirlanda. La scienza
del dolore mise verità e lame
nei giochi dei bassopiani di malaria
gialla e terzana gonfia di fango.
martedì 18 marzo 2025
IERI A LARGO MONASTERO - PIAZZA EUROPA
INIZIO LAVORI PER LA RICOLLOCAZIONE DELL'ANTICA COLONNA IN PIETRA CON CROCE E IL RIFACIMENTO AIUOLA SOTTOSTANTE.
UN INNO AL CORAGGIO E ALLA DIFESA DEI PROPRI IDEALI
“TERMOPILI”
di Konstantinos Kavafis
Onore a quelli che nella loro vita
decisero di presidiare le Termopili.
Mai mancando al dovere:
giusti e retti in tutte le loro azioni,
ma con pietà, e con misericordia:
valorosi se ricchi, e se poveri
non certo meno arditi,
danno il loro contributo, per quel che possono:
dicendo sempre il vero, senza odio
nei confronti dei mentitori.E ancora più onore gli è dovuto
se prevedono (e molti lo prevedono)
che alla fine arriverà Efialte
e i persiani, alla fine, passeranno.
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E' la battaglia delle Termopili che si svolse nel 480 a. C. , durante la seconda guerra persiana, a fare da sfondo alla bella poesia di Kavafis.
Il re spartano Leonida e trecento dei suoi uomini affrontarono l’enorme esercito di Serse in un passo montano stretto, cercando di rallentare l’avanzata persiana. Nonostante la loro straordinaria resistenza, furono infine sopraffatti grazie al tradimento di Efialte, che rivelò ai Persiani un passaggio segreto per aggirare i Greci.
Questo scontro divenne simbolo di sacrificio estremo e dedizione a un ideale, incarnando il valore dell’onore al di là della vittoria materiale.
lunedì 17 marzo 2025
L'ITALIA E LA RICORRENZA DEL 17 MARZO
- Da www.quirinale.it -
Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione del 164° anniversario della Giornata Nazionale dell'Unità Nazionale, della Costituzione, dell'Inno e della Bandiera
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 164° anniversario della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Il 17 marzo celebra la nascita dell’Italia e, con essa, l’unità
conquistata a caro prezzo con il Risorgimento, insieme alla
riappropriazione, con la lotta di Liberazione, della propria identità e
unità dopo l’occupazione nazista e la rottura istituzionale operata con
la nascita, nel Nord Italia, del regime della Repubblica Sociale.
La
“Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della
Bandiera”, richiama a ciascheduno i valori su cui si fonda la nostra
comunità e le aspirazioni che la animano per la costruzione di una
società sempre più coesa e inclusiva, che sappia guardare con fiducia al
domani, nell’orizzonte europeo.
La ricorrenza del 17 marzo sollecita
l’impegno di ogni cittadino per rendere sempre più effettiva la
realizzazione degli ideali di libertà e giustizia della Repubblica,
affrontando le sfide per rendere concreta la pace in un contesto
internazionale ove sono prevalse spinte aggressive, in Ucraina come in
Medio Oriente.
Roma, 17/03/2025 (II mandato)
domenica 16 marzo 2025
QUEL 16 MARZO 1978 A ROMA IN VIA FANI
ll 16 marzo 1978 le Brigate Rosse sequestrarono il presidente della Dc e uccisero i 5 uomini della sua scorta. Quello stesso giorno era prevista la formazione di un nuovo governo sostenuto anche dal Pci.
Il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia, lo statista Aldo Moro fu ucciso.
sabato 15 marzo 2025
L'ANTICA CROCE DEL MONASTERO TORNERA' A BREVE AL SUO POSTO
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| Dicembre 2017 | |
Con Determinazione del Responsabile del Settore Lavori Pubblici del Comune di Maratea, Ing. Ivan Volini, n. 194 del 12/03/2025 sono stati affidati alla Ditta De Filippo Rocco s.r.l., con sede in Maratea, i lavori di ricollocazione in Largo Monastero dell'antica colonna in pietra con croce (sec. XV - XVI) e rifacimento aiuola sottostante.
Tali opere erano state rimosse in occasione dell'evento "Capodanno Rai 2018", come programmato a Maratea e realizzato a Largo Monastero - Piazza Europa.
venerdì 14 marzo 2025
A PROPOSITO DEL REFERENDUM PRO MATERA ALLA PUGLIA
- Da www.talentilucani.it -
Ci
risiamo. Dopo aver usufruito di tutti i privilegi, dopo aver incamerato
stipendi, prebende e pensioni grazie all’elezione in Basilicata, dopo
aver dimostrato la totale nullità politica, ecco che alcuni ex senatori,
senza più alcuna utilità, provano a svendere Matera alla Puglia. Ma
dove è finito il loro senso di appartenenza? Dove è finito il rispetto
per la terra che ha dato loro un mandato? Matera non è merce di scambio
per tentare di rimanere a galla politicamente o, peggio ancora, per
ottenere qualche beneficio personale. L’idea di un referendum per
portare Matera in Puglia, rilanciata dagli ex senatori Tito Di Maggio e
Corrado Danzi con l’associazione “Matera terra d’Otranto”, è l’ennesimo
tentativo maldestro di chi, esaurito il proprio ruolo, cerca
disperatamente di ritagliarsi uno spazio, poco importa se a danno della
comunità materana. Non sorprende che i senatori dell’allora
centrodestra, oggi in cerca di un nuovo padrone politico, siano ben
lieti dell’ingerenza della politica pugliese in Basilicata. Del resto,
lo abbiamo già visto con le recenti nomine di trombati del centrodestra
di fuori regione in posizioni apicali lucane: una spartizione di potere
che non guarda minimamente agli interessi dei cittadini lucani. Ora, gli
stessi personaggi si propongono come primi vassalli della Regione
Puglia, sperando in un ulteriore strapuntino politico, magari in terra
pugliese, dove poter continuare a sopravvivere politicamente. Matera non
si svende, né si baratta per i giochetti di chi non ha più alcun peso
politico. Se davvero avessero avuto a cuore il destino della città,
avrebbero fatto qualcosa quando erano in carica, invece di approfittare
dei privilegi e poi voltare le spalle alla regione che li ha eletti. Chi
tradisce il proprio territorio merita solo un metaforico – ma deciso –
calcio nel sedere. I materani non si faranno prendere in giro da chi
cerca solo visibilità.






















