domenica 11 ottobre 2026

ORRORE NEGLI STATI UNITI

NO  ALLA  PENA  DI  MORTE !

-  Da   https://www.ildubbio.news  -

CHRISTA  PIKE, sopravvissuta a due iniezioni letali, dimessa dall'ospedale e riportata in carcere
 
La donna, 50 anni, era sopravvissuta a due dosi di un farmaco letale ed era stata successivamente ricoverata in ospedale, un caso senza precedenti

Christa Pike, la donna sopravvissuta al tentativo di esecuzione con iniezione letale il 30 settembre scorso in Tennessee, è stata dimessa dall'ospedale ed è tornata in carcere. Lo hanno reso noto oggi, 10 ottobre, i suoi avvocati Stephen Ferrell, Luke Ihnen, Randy Spivey e Kelly Gleason in una dichiarazione. La detenuta è stata trasferita al Deborah Johnson Rehabilitation Center di Nashville, dove è rinchiusa da oltre 30 anni e dove si trovava prima della data fissata per l'esecuzione. 

 

I legali hanno spiegato che Pike è grata ai soccorritori e all'equipe medica per le cure ricevute in circostanze «straordinarie». Ha aggiunto la difesa che la donna continua a ricevere assistenza sanitaria nell'istituto e che il suo recupero sarà seguito. Pike, 50 anni, era sopravvissuta a due dosi di un farmaco letale ed era stata successivamente ricoverata in ospedale, un caso senza precedenti.

Il 6 ottobre gli avvocati avevano annunciato che aveva ripreso conoscenza e parlava dal letto d'ospedale. Il 7 ottobre aveva cominciato a fare «passi limitati» con un aiuto. L'8 ottobre i legali avevano riferito che camminava «con un po' di assistenza», che le braccia stavano guarendo e recuperavano movimento e forza, che i polmoni erano liberi e che aveva ripreso a mangiare normalmente. Secondo il Death Penalty Information Center (Dpic), Pike è l'unica persona nota negli Stati Uniti sopravvissuta a un tentativo di esecuzione.

Pike era stata condannata nel 1995 per l'omicidio della compagna di studi Colleen Slemmer, 19 anni. Dagli atti giudiziari risulta che Pike, allora diciottenne, la torturo' e la uccise in un'area boschiva del campus dell'Università del Tennessee, con l'aiuto del fidanzato e di un'amica, colpendola per quasi un'ora con un'accetta da macellaio e un taglierino.

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-  Da   https://www.ildubbio.news  -
 
PAPA LEONE XIV contro la pena di morte: «Inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona» 
 
Giacomo Puletti
 
10 Ottobre 2026 

Papa Leone XIV lancia un appello per fermare la guerra in Iran
Papa Leone XIV

«La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona. Il bene comune può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale: sono stati messi a punto sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi». Lo ha scritto su X Papa Leone XIV usando l'hashtag "#NoDeathPenalty". Il post di Prevost arriva nelle ore in cui si parla della diretta streaming dell'esecuzione di Nidal Hasan negli Stati Uniti e nel giorno in cui si celebra la Giornata Mondiale contro la pena di morte: sempre negli Usa, negli scorsi giorni, è stato al centro il caso della fallita esecuzione di Christa Pike. La donna è sopravvissuta a due dosi letali dipentobarbital.

L'Italia ribadisce la sua ferma e incondizionata condanna della pena capitale, ovunque e in qualunque circostanza. Una Pena che nega la dignità della persona. Lo rende noto la Farnesina, che in una nota celebra la giornata. «Per l'Italia una giustizia si misura anche da come tratta chi ha commesso i crimini più gravi. I diritti fondamentali valgono per tutti. Questo impegno fa parte della nostra politica per i diritti umani e la dignità della persona. Nelle sedi multilaterali continueremo a lavorare perché sempre più Stati sospendano le esecuzioni: la moratoria oggi, l'abolizione definitiva domani», ha commentato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Nel 2024 la risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla moratoria universale delle esecuzioni ha raccolto 130 voti favorevoli. Per la prima volta, due terzi degli Stati membri si sono schierati per fermare le esecuzioni. Quest'anno l'Assemblea torna al voto e l'Italia, membro del Consiglio dei Diritti Umani e storica promotrice della moratoria, punta ad allargare ancora quella maggioranza. Oggi 115 Paesi hanno abolito la pena di morte per tutti i reati e, secondo Amnesty International, 145 sono abolizionisti per legge o di fatto.

E rimuove anche il centrosinistra. «Chiediamo che le esecuzioni vengano fermate e le condanne a morte vengano commutate in pena detentiva», si legge nella petizione pubblicata sul sito di Italia Viva, a firma del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e del presidente di Italia Viva Matteo Renzi. «La vicenda di Christa Pike - si spiega nel testo della petizione - aveva già riportato al centro del dibattito la brutalità della pena capitale. Oggi, di fronte alla prospettiva di una fucilazione trasmessa in streaming, diventa ancora più urgente ribadire un principio: siamo contrari alla pena di morte, sempre. Non c'è alcuna volontà di cancellare o minimizzare la gravità dei crimini commessi né il dolore delle vittime e delle loro famiglie. Ma la giustizia non può trasformarsi in vendetta e uno Stato non può rispondere alla morte con altra morte. La Toscana sente una responsabilità particolare su questo tema. Il 30 novembre 1786 il Granducato diToscana fu il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte. A 240 anni da quella scelta, vogliamo ribadire con forza lo stesso principio». 

 

 

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