Il
Porto di Maratea ieri ed oggi
Valerio
Mignone
I
Borghi di ogni Comune hanno la loro “Storia”, e spetta ai suoi residenti
conservarla, e trasmetterla alle generazioni successive, aggiornandola di volta
in volta.
Dai
comunicati stampa, e da testimonianze in
loco, si apprende, in questi giorni, dei lavori per un adeguamento del Porto
di Maratea alle pubbliche esigenze del nostro tempo.
Certamente
i progettisti hanno tenuto nel debito conto la tutela dei fattori ambientali
per il rispetto della flora e della fauna del mare di Maratea, e della architettura
delle vecchie case del Porto rimaste intatte, ma nascoste, in parte, da gazebi
di bar. Verrà consolidata la diga foranea, attualmente protetta da voluminosi
tetrapodi, e cubi frangionde, in cemento armato.
Il
Porto, nel suo complesso, è stato privato, da molti anni, della balneazione,
per far posto a pontili galleggianti per imbarcazioni di medio cabotaggio; e,
pur con ciò, esso merita di essere salvaguardato per motivi socioeconomici,
essendo un motore notevole dell’economia locale. D’altronde, non è possibile
bloccare lo sviluppo, ma occorre adeguarlo alle potenzialità del Rione.
Il
“Centro Storico”, da parte sua, pur con case abbandonate per emigrazione di
giovani Marateoti, ha vitalità con la presenza degli Uffici burocratici del
Municipio, delle Poste, delle Banche, delle farmacie, e del mercato settimanale
a Piazza Europa.
Al
Porto, danno vita bar, ristoranti con menù a base di pesce - nel rispetto della
“Dieta Mediterranea” di Angel Benijamin Keys - “boutiques” di alta moda, un supermercato, una bottega di attrezzi
per pesca e navigazione.