martedì 29 settembre 2026

A PROPOSITO DEL BYPASS A CASTROCUCCO

   


                                               

                                                         FRANCESCO  SISINNI

Mosso da spirito outdoor, ho voluto percorrere il famigerato bypass di Castrocucco per formarmi un giudizio fondato sull'esperienza personale circa una questione tanto dibattuta e oggetto di aspre critiche.

Personalmente ho sempre guardato con scetticismo a tale idea, convinto - come molti - che non potesse rappresentare una soluzione definitiva.

Convinzione che mi accomuna a quei tanti cittadini i quali, per amore della propria terra, hanno espresso sin dall'inizio un giudizio sereno e critico, mossi dall'unico desiderio di porre rimedio a un disagio rimasto invece irrisolto, con aggravio della già fragile condizione socio-economica del nostro paese.

 Hanno squarciato la montagna come un taglio di Fontana: solo che il suo apriva all'infinito, il loro al nulla.

 

 Come tutti sanno, l'unica soluzione definitiva era e resta la galleria. Oggi è chiaro persino ai bambini delle elementari. Purché, naturalmente, se ne affidi l'esecuzione a un'impresa dotata di mezzi e competenze tali da consegnare l'opera in tempi certi e ragionevoli.

Percorrendo quella che altro non è che una mulattiera asfaltata, mi sono posto con amara ironia una domanda: se l'intento era quello di creare un sentiero per il trekking - e il panorama mozzafiato ben vi si presterebbe - perché asfaltararlo? Perché profondere tanto denaro pubblico, quando sarebbe bastato recuperare i numerosi sentieri esistenti, da anni abbandonati all'incuria?

Non occorre essere ingegneri per comprenderne la follia. Si è proceduto pur conoscendo la fragilità di una zona dai limiti evidenti.

Oggi, vedendola realizzata, mi chiedo cosa accadrà alle prime piogge torrenziali, ormai sempre più frequenti: probabilmente ne emergerà tutta la precarietà. 

Infatti dopo la pioggia di ieri, la strada in alcuni tratti era già piena di detriti. Immaginate di percorrere quel tratto lassù, nel cuore dell'inverno, sferzati dal maltempo, nel buio della notte.

In alcuni tratti, peraltro, la carreggiata è unica. Come si procederebbe in caso di guasto di un veicolo? Come potrebbe intervenire un carro attrezzi? Dovremmo forse ricorrere a un elicottero?

Cosa accadrà d'estate, con le interminabili code di auto ferme ai semafori?

Una strada interdetta al transito dei pullman, e sappiamo bene quanti ragazzi giungono ogni giorno nelle nostre scuole da Tortora, da Praia... e quanti potrebbero, proprio per questo motivo, rinunciare a iscriversi.

Coloro che hanno concepito e sostenuto con tanto ardore una simile scelta, sono oggi soddisfatti dell'opera compiuta?

Qualora albergasse in loro un minimo di lealtà e di sentimento per l'interesse collettivo, dovrebbero perlomeno avvertirne il peso del fallimento e della vergogna.

È una pagina paradossale, contraddittoria e grottesca di malgoverno ai danni di un territorio meraviglioso, che merita-va solo tutela e valorizzazione. 

A chi giova tutto questo?

 

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