sabato 9 ottobre 2021

VILLA NITTI ANCORA IN ATTESA...

    -  Da   "PILLOLE  del  2021"  

di  Gian Carlo Marchesini  in  www.calderano.it - Storia e storie.

 

"Un mare, un territorio, un ambiente sostenibile grazie anche all'accoglienza e all'integrazione dei migranti visti non come minaccia, ma come risorsa da accogliere, mettere all'opera e integrare. Non è successo così nei decenni passati anche per i lucani migranti? Nel 2012 Fabrizio Barca, allora ministro della coesione territoriale, propose che Villa Nitti diventasse sede di un laboratorio di formazione permanente. L'Italia è al centro del Mediterraneo e delle tematiche che ne conseguono: un mare e una natura sostenibili, il crescere dei flussi migratori. Cosa aspettano Maratea e la Regione Basilicata ad attrezzare Villa Nitti destinando fondi, risorse ed energie perché l'indicazione data da Barca dieci anni fa finalmente si realizzi? O vogliamo che Villa Nitti continui ad essere utilizzata due giorni l'anno come passerella istituzionale o come set per un film?"

APPELLO AL CAPO DELLO STATO

   Domenico  Papalia  è  in  carcere  da  44  anni

-  Da   "Nessuno  tocchi  Caino   newsletter"   - 9/10/2021

 

ENTRÒ IN CELLA CHE C'ERANO PAOLO VI E IL CAROSELLO.   GRAZIATE PAPALIA!

Antonio Coniglio su Il Riformista dell’8 ottobre 2021

 

"Quando Domenico Papalia varcò per la prima volta i portoni impietosi delle patrie galere del nostro paese era il 1977. Le televisioni trasmettevano ancora il “carosello” in bianco e nero, Presidente della Repubblica era Giovanni Leone, sul soglio di San Pietro sedeva Paolo VI, e gli indiani metropolitani contestavano Luciano Lama alla Sapienza. Era un altro mondo: un salto indietro di due generazioni. Tutti i protagonisti di allora ci hanno lasciato, gli “indiani” si sono estinti, ma Papalia rimane ancora dentro quelle quattro mura, in una “riserva” senza spazio e senza tempo. Mezzo secolo di carcere che non è un avamposto della legge, un sagrato del diritto, ma assurge a quella che Leonardo Sciascia indicava come un’ispezione di terribilità: lo stato che, mentre pensa di combattere la mafia, si specchia, ne mutua i mezzi, finisce per rassomigliare a essa.

Nella Ndrangheta esistono i “fiori”, le “doti”, a guisa dei gradi dell’esercito. Papalia era considerato un generale: un “mammasantissima”. Se era, non è. Perché, in questi quarantacinque anni di galera, ha studiato, ha esplorato sé stesso, ha raggiunto un livello diverso di elevazione della sua coscienza. Anche nel dolore più sordo, la perdita di un figlio, è divenuto portatore di vita, attraverso un gesto generoso, estremo: la donazione degli organi. A chiedere la grazia per lui sono stati uomini come lo storico sindacalistica della Cgil Francesco Catanzariti e il giudice Ferdinando Imposimato.

Oggi, a reiterare questa richiesta al Presidente Mattarella sono i compagni di Nessuno tocchi Caino. Lo fa quel mondo radicale della nonviolenza a cui Papalia ha aderito senza nulla chiedere in cambio, se non amore e una nuova educazione sentimentale. Che Stato è quello che tiene un uomo prigioniero quarantacinque anni attendendo che il suo corpo inerte ritorni nella polvere? Che giustizia è quella che ammazza i prigionieri? Non ci è stato forse insegnato come in carcere entri l’uomo, non il reato? In questa vicenda, si assiste, attoniti e sgomenti, al parossismo di un ribaltamento costituzionale: in carcere entra il reato a cui restare attaccati per sempre. È un paradosso, la stessa logica funerea che Buscetta indicò a Giovanni Falcone: «Non dimentichi, signor giudice, che il suo conto con Cosa Nostra non si chiuderà mai».

venerdì 8 ottobre 2021

UNA BELLA LEZIONE DI STORIA E...DI ARTE

-  Da   www.valigiablu.it  -


Lezioni di Storia / La spigolatrice di Sapri, i bronzi di Riace e le chiappe di Napoleone

Lezioni di Storia.....


"A Sapri, in questi giorni, l’amministrazione comunale è stata investita da una slavina di polemiche, persino internazionali. Il Comune infatti ha commissionato allo scultore Emanuele Stifano una statua per commemorare la figura della Spigolatrice di Sapri, protagonista di una poesia risorgimentale legata alla spedizione di Carlo Pisacane contro i Borboni. Nella poesia la spigolatrice è una giovane contadina che resta affascinata da Pisacane e segue i patrioti, assistendo impotente alla loro uccisoni da parte delle truppe borboniche. La statua ritrae in effetti una giovane donna, ma il modo ha fatto storcere il naso a tantissimi. Più che una giovane contadina, la ragazza sembra una pinup discinta, coperta da una veste trasparente che mette in risalto le forme e in particolare un lato B esageratamente sottolineato. Le accuse di sessismo sono fioccate da più parti, perché molti obbiettano che la statua non c’entra nulla con il personaggio che dovrebbe raffigurare e soprattutto perché è veramente fastidioso che in Italia nel 2021 persino la statua di una patriota debba essere raffigurata come se si trattasse della velina di un programma TV.

Altri hanno difeso la statua dicendo che dai tempi degli antichi greci le statue di nudo sono presenti ovunque, anche in luoghi pubblici, e non si vede perché dunque il sedere, per altro velato, della Spigolatrice dovrebbe suscitare tanto scandalo. Insomma se i bronzi di Riace o l’Afrodite Cnidia possono mostrare il culo nudo, perché la Spigolatrice dovrebbe essere considerata sessista, o di cattivo gusto? Queste polemiche sono forse dettate da moralismo d’accatto?

A SAPRI TRA VECCHIA E NUOVA "SPIGOLATRICE"

 

Statua della "spigolatrice"sullo scoglio dello "Scialandro"

Nuova statua della "spigolatrice" a Sapri
 

La Spigolatrice di Sapri 2.0

 Valerio Mignone * 

Pubblicato su La Nuova del Sud l’8 ottobre 2021

 

Nei giorni scorsi, sul lungomare di Sapri c’è stata la “svelatura” di una seconda statua di bronzo dedicata alla “Spigolatrice”, in aggiunta a quella già esistente sullo scoglio dello Scialandro. I lineamenti, appena velati da un abito reso aderente dalla brezza marina, sono di una bella ragazza, ed hanno provocato una reazione da parte di alcune femministe, che hanno intravisto “sessismo”. Ne è nata una polemica, sfociata su più fronti, su alcuni dei quali può essere utile qualche aggiornamento.    

Nei programmi delle Scuole elementari degli anni ’40-’50 del Novecento, c’era la lettura di brani del libro ”Cuore” di Edmondo De Amicis, che, nella maggior parte degli scolari, generava emozioni. De Amicis, come ognuno di noi, era convinto, probabilmente, che anche nel cuore fosse “l’anima”, e avessero origine emozioni, ansie, angosce, gioie; per questo, forse, attribuì tale titolo al suo libro. Ma alla fine del Novecento si è scoperta una realtà radicalmente diversa.

Infatti, Giacomo Rizzolatti e collaboratori, della Università di Parma, tra il 1980 e il 1990, hanno notato, mediante Risonanza magnetica ed altri esami, che, nel compiere ogni azione, nell’uomo si attivano alcune cellule cerebrali, o neuroni, i quali - quasi si “specchiassero” – attivano, a loro volta, neuroni simili nell’interlocutore, od osservatore. Questi neuroni specchio sarebbero i tasselli della “empatia” tra persone, e nel comportamento sociale.

Tutto il processo delle emozioni si svolge nel cervello, non nel cuore, il cui coinvolgimento può avvenire con l’accelerazione della frequenza dei battiti per ormoni, prodotti nell’osservare un’opera d’arte, o per altri motivi. E’ la cosiddetta “Empatia”, neologismo, oggi diffuso, per descrivere la sintonia dell’antico cantore con gli spettatori; ed è stata usata, a fine ‘800, anche dal filosofo e storico dell’arte Robert Vischer per descrivere emozioni nel guardare opere artistiche.

ARGOMENTI AGGIUNTIVI PER IL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE

Sembra  avviarsi  a  soluzione  anche  il  problema  della  Convenzione  tra  Comune  e  Centro  culturale "Josè Mario Cernicchiaro".


giovedì 7 ottobre 2021

MA QUALE PREGIUDIZIO SESSISTA TALEBANO ???


 

 

-  Da   "PILLOLE  del  2021"  di  Gian Carlo Marchesini  in  www.calderano.it  - Storia e storie.

 "Ma che ne sappiamo noi se la spigolatrice di Sapri aveva o meno un bel corpo formoso, un bel seno, un bel culo? Cosa sappiamo di come amava vestirsi e drappeggiarsi, se con una vestaglia trasparente o con un copricapo e mantello da suora talebana? Vogliamo lasciare all'artista che l'ha scolpita con una statua, ora esposta sul lungomare di Sapri, la libertà di immaginarla?  E l'artista diventa un maschiaccio sessista se sceglie di scolpirla con le forme del corpo in evidenza? Ma la spigolatrice di Sapri dà fastidio se è immaginata come guagliona giovane e bella? Nella poesia da tutti imparata a memoria fin dalla scuola media non accoglie forse Pisacane porgendogli in confidenza la mano e chiedendogli in motivo del suo sbarco? Ma non è che circola anche tra di noi un pregiudizio sessista talebano?"

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In totale disaccordo con Gian Carlo Marchesini, ritorno brevemente sul tema dopo quanto già scritto  o, comunque, riportato in precedenza.

Per carità, l'artista ha realizzato una bella statua al pari dell'altra sua opera riferita a Palinuro. Il problema, a mio parere e non solo mio, consiste nel fatto che, a Sapri, la statua della spigolatrice non può che avere idonea giustificazione se non con riferimento all'evento storico di Carlo Pisacane ed alla poesia di Luigi Mercantini. Quest'ultima non è tanto da conoscere a memoria..., essendo necessario cogliere nei versi tutto il dramma vissuto dai "trecento" e come descritto dalla simbolica figura della giovane spigolatrice, partecipe ai tragici fatti.

Ecco, la bella statua, di cui discutiamo, non ha alcunchè, nelle sue fattezze ma soprattutto nel suo complesso anche espressivo, che rievochi quella dolorosa pagina di storia ed onori  Carlo Pisacane e quei giovani martiri per la libertà.


LA CHIESA DI MASSA

                       PER   NON   DIMENTICARE

 

Da   "MEMORIE  DI  UN  MAESTRO"  

           di  Biagio Schettino 

Tipografia "San Francesco" - Sapri- Ristampa a cura di Arduino Sacco Editore-2016.

 

 

"Con il 1° ottobre 1925 finalmente il mio sogno tanto vagheggiato, di potere cioè ottenere il trasferimento nel territorio del mio Comune si verificò.

Mi furono affidate la classe prima con 32 bambini e la terza con 12 nella frazione Massa....

Il tornare da maestro nella mia terra natale, alla quale mi legavano tanti ricordi della mia fanciullezza, ed il proponimento di poter iniziare una vita di rinascita del mio villaggio abbandonato mi riempivano l'animo di una gioia incommensurabile.

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Fin dai primi giorni del mio trasferimento a Massa la mia viva preoccupazione fu, oltre che per i bambini a me affidati...., quella di iniziare un processo di miglioramento del villaggio abbandonato per l'incuria delle amministrazioni comunali e per le ultime vicende della guerra di Tripoli e della Grande Guerra 1915-1918.

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Sorse in me l'idea di invitare i concittadini di Massa alla realizzazione di un'opera di bene per iniziare il miglioramento del villaggio.

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Animato da grande amore verso la terra dei miei antenati e mia terra natale non lasciai passare neppure un giorno e mi misi all'opera per iniziare l'esecuzione del programma tracciato, dando la precedenza alla costruzione della Chiesa.

mercoledì 6 ottobre 2021

IN ATTESA DELLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

                      QUESTO  BLOG  CONDIVIDE  L'APPELLO  DEI  GIURISTI

La Giustizia, come osserva Dante, costituisce una «realis ac personalis hominis ad hominem proportio quae, servata hominum servat societatem, corrupta corrumpit» (De Mon. II, 5); «la giustizia è una proporzione reale e personale tra uomo e uomo, che se è osservata sostiene (conserva) la società, se non è osservata la porta alla rovina».”

 

-  Da   giuliettochiesa.globalist.it  news  -

"La condanna a Mimmo Lucano interroga il nostro senso di giustizia": l'appello dei giuristi

Da giuristi e giuriste, e studiosi e studiose del diritto e delle istituzioni attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza e con fiducia pensiamo ai successivi gradi di giudizio. Ma...

Domenico Lucano

Domenico Lucano

globalist 4 ottobre 2021

La sentenza in primo grado che condanna Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, a 13 anni e 2 mesi interroga il nostro senso di giustizia.

Da giuristi e giuriste, e studiosi e studiose del diritto e delle istituzioni, attendiamo, prima di ogni valutazione nel merito, di leggere le motivazioni della sentenza e con fiducia pensiamo ai successivi gradi di giudizio come a momenti in cui maggiore chiarezza potrà essere fatta.

Sin da subito, però, non possiamo esimerci dal sottolineare come il Tribunale di Locri abbia ritenuto, per i reati di associazione, truffa sulle erogazioni pubbliche e di peculato, ai cui singoli episodi è stata riconosciuta la continuazione, di applicare una pena estremamente elevata, a fronte di uno stimato danno erariale di meno di 800.000 euro di cui è stato comunque imposto il risarcimento. La sentenza irroga di conseguenza un ammontare complessivo di pena che raramente è stato disposto per reati analoghi anche in procedimenti in cui il vantaggio ingiusto era ben più consistente e rivolto a finalità ben più individualistiche di quelle attribuite a Mimmo Lucano. Basti pensare alle condanne inflitte, nell’ambito del cosiddetto processo “Mafia capitale”, poi diventato “Mondo di mezzo”, a Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, che pur relative a sedici episodi corruttivi, sette di turbativa d’asta, uno di traffico di influenze illecite e uno di trasferimento fraudolento di valori, sono state di gravità inferiore a quella stabilita per l’ex sindaco di Riace.

NO ALLA PENA DI MORTE NEL MONDO !

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UN COMMENTO DOPO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN BASILICATA

 -  Da  ivl24.it  -


ANCHE  IN  BASILICATA  IL  PD  E  IL  CENTROSINISTRA  RICONQUISTANO  IL  CONSENSO  DEI  LUCANI

di  Redazione  -  05-10-2021

Elezioni amministrative in Basilicata, il commento dell’On.le Gianni Dal Moro Commissario Regionale Partito Democratico Basilicata

POTENZA – Anche in Basilicata, seppur in misura diversa, il consenso elettorale attorno al centro sinistra e al partito democratico si è manifestato in modo e evidente nei 26 Comuni lucani che sono andati al voto. 

Dei ventisei Comuni sottoposti al voto dei cittadini della Basilicata in quindici comuni il risultato è stato ad appannaggio del centro sinistra e fra questi sei comuni hanno espresso un sindaco riconducibile al Partito Democratico. 

Un risultato importante che come avvenuto nel resto d’Italia è frutto di un grande lavoro di unità sia nel partito democratico che nel centro sinistra.

Un risultato importante anche per il rinnovo dei prossimi consigli provinciali. 

Anche con il M5S il rapporto e il confronto e’ stato improntato alla massima collaborazione pur in alcuni casi nella distinzione dei ruoli.  

Due considerazioni emergono in modo netto da queste elezioni: 

le coalizioni vincono non solo se sono unite ma se fanno prevalere l’interesse di coalizione rispetto all’interesse di partito. 

Seconda considerazione si vince se i candidati sindaci sono ritenuti competenti, preparati e autorevoli dai cittadini anche oltre le loro appartenenze e poco importa che siano civici o di partito. 

Ecco in Basilicata il partito democratico ha cercato di interpretare questo nuovo spirito di ripartenza e di unità politica per un centro sinistra vincente, moderno e credibile. 

Non sempre ci siamo riusciti ma la strada è stata segnata e da questi risultati anche laddove non sono stati positivi è ripartita la riconquista della Regione Basilicata. 

Un grande ringraziamento a tutti i candidati, ai volontari a tutti i dirigenti di partito che con spirito di sacrificio e di condivisione ci hanno consentito di ottenere questo importante risultato di ripartenza del centro sinistra e del partito democratico lucano.

martedì 5 ottobre 2021

FINALMENTE ANCHE A MARATEA !

al  punto  7  dell' o.d.g. del  prossimo  Consiglio  comunale :

"CONFERIMENTO  DI  CITTADINANZA  ONORARIA  AL  MILITE  IGNOTO".



RIFLESSIONI DOPO LA TORNATA ELETTORALE IN BASILICATA

 -  ARTICOLO   di   Nicola   SAVINO  -    già  Parlamentare


"Meritano un tentativo di spiegazione i risultati in controtendenza nei Comuni in cui i Progressisti avevano puntato sulla candidatura di un intellettuale.

E’ probabile che all’insuccesso abbiano contribuito sentimenti minori, di quelli che non ti aspetteresti dal compagno di studi o dall’amico e perfino dal parente, i quali hanno infine votato per l’avversario e magari ceduto all’argomento che gli studi sottrarrebbero tempo alla cura del Comune e lascerebbe campo ad un <sindaco ombra>.

Tuttavia, queste motivazioni, sebbene non rare nelle nostre piccole Comunità, non spiegano l’orientamento di Massa, ch’è poi in definitiva quello che decide il risultato! Di questo dobbiamo perciò tentare la comprensione: dei momenti in cui prevale una “ventata”, delle fasi, dell’orientamento, della tendenza.

Qui, nel nostro Sud, nel ’18, l’ondata grillina ha segnalato la crisi dei partiti; ora- ad essa- in contrasto con quanto accade nei Comuni maggiori da Napoli in su -segue l’ondata della Destra, coltivata particolarmente dalla Lega. Sebbene evidente la sua matrice nordista (per le linee politiche sul “regionalismo differenziato” che insistono a danno del Sud), Essa ora vince nei piccoli Comuni anche per l’adesione dei giovani a corto di prospettive! Perché tanta contraddizione? Perché la nostra Gente, quella stessa che soffre disoccupazione, emigrazione e sottosviluppo, costretta a sciupare il suo tempo nei bar e nelle cantine, sceglie un ulteriore danno per il proprio Territorio e per se stessa? Possibile non capisca di subire un inganno? Un tempo le classi sociali sceglievano in base all’<interesse   economico >, la molla fondamentale dell’orientamento politico. Ora non è più così? In Capitale e Ideologia del 2020, Thomas Piketty dà credito a questa mutazione tra i laureati a Sinistra e il proletariato a Destra, come poi confermato dalle elezioni Usa e con l’invasione del quel Parlamento.

IN BASILICATA SITUAZIONE STATICA ?

 -  Da   www.talentilucani.it  -

IL VOTO IN BASILICATA E’ SENZA MESSAGGIO

 
Di  Redazione  il 5 ottobre  2021

Più che la vittoria del nuovo è la sconfitta del vecchio. Al Nord una destra usurata dal potere e che ne ha fatto di tutti i colori paga il prezzo di un decennio di malapolitica . Incassa il centrosinistra più per demeriti altrui che per demeriti propri. Il PD che continua a perdere nelle regioni del Sud, inverte la tendenza al nord e , questo il fatto positivo,  riesce ad essere ancora il pilastro maggiore dell’alleanza, fruendo del fatto che i cinque stelle, fra cazzate, divisioni, goliardie e lotte fratricide, si è bruciato la quasi totalità del bottino elettorale, riducendosi ad una forza sussidiaria e complementare rispetto al ruolo di protagonista assoluto che aveva. La sola indicazione di novità viene da Milano e Torino , le due città che più hanno vissuto i guasti ambientali di una industrializzazione aggressiva e che adesso stanno proponendo una politica di sostenibilità, con un buon consenso ai verdi e, soprattutto a a Sala che ne è diventato il nuovo interprete. Al di là della situazione difficile che aveva trovato, la Raggi non è riuscita ad arrivare al ballottaggio pur avendo avuto un risultato che se paragonato a quelle dei cinque stelle nelle altre città è comunque un buon viatico personale. Se si porta avanti questa tendenza tutte le Regioni del Nord, ad eccezione del Veneto, finiranno col voltare le spalle ad una destra che ha perso la partita per l’esagerato personalismo dei due maggiori leader dello schieramento, comportamenti inopportuni sia per le troppe giravolte di Salvini che per  lo spregiudicato assalto alla guida del carro da parte della Meloni.  Per Letta questo ossigeno è un buon regalo che lo stabilizza , ma se non ne approfitta per dare una indicazione di rinnovamento del partito, finirà col fare il gioco dell’altalena, giù dove governa e su dove è stato lontano dal potere. Che la Basilicata vada in controtendenza non ci piove. Il risultato di Melfi sorprende solo chi non capisce di politica, con un giovane militante di sinistra  cui hanno dato l’incarico di pagare il conto per tutti , dopo che ognuno se n’è uscito alla chetichella.Gianni Pittella precipitatosi a Lauria per frenare una frana politica è  riuscito  a riprendersi la rappresentanza di un territorio, mettendoci impegno. Né sorprende il risultato della Verri a Pisticci, che paga il calo di consensi generale del suo Movimento. E’ comunque uno smacco per un Sindaco uscente non arrivare al ballottaggio, perché Pisticci non è Roma e un Sindaco che sappia farsi stimare dai cittadini  ha un vantaggio competitivo che gli dovrebbe consentire almeno il ballottaggio, come dimostra l’affermazione indiscussa di De Trana, uno dei Sindaci più amati in assoluto dal popolo pisticcese e che si è preso la rivincita contro chi nel Pd ne ha sfruttato il consenso come fosse un fatto dovuto e non un atto politico di un certo peso. Rionero, per contro, dimostra che una larga coalizione di centrosinistra, quando è impostata su basi serie e con persone  all’altezza  riesce a sfondare, a patto che ci sia concordia, serietà nella scelta dei candidati, e non tentativi di fregarsi a vicenda.  Detto in soldoni dalle elezioni in Basilicata esce solo la fotografia di una situazione statica, che non offre indicazioni sul nuovo possibile. Possiamo ragionare sul gossip o sui piccoli eventi locali, ma la situazione complessiva è da fermo immagine. Tutti diranno che hanno vinto. Contenti loro. Rocco Rosa

FESTA DEGLI INSEGNANTI

 

"MAESTRO: Dopo quello di padre è il più nobile, il più dolce nome che possa dare un uomo ad un altro uomo"  -  De Amicis.

lunedì 4 ottobre 2021

A PROPOSITO DELLA TARI 2021 A MARATEA

 -  Da   www.lasiritide.it  -




Maratea: nota del Circolo del Partito Democratico sulla TARI 2021

4/10/2021

Vito Tedesco, segretario del Circolo di Maratea del Partito Democratico, ha inviato una nota al sindaco di Maratea, al prefetto di Potenza e al responsabile dell’Ufficio Tributi per la tassa sui rifiuti per l’anno 2021, per segnalare “un aumento delle tariffe”, a suo avviso, “non giustificato” e, tra l'altro, anche dei problemi sui recapiti delle richieste di pagamento.


La missiva di Tedesco

In questi giorni, nelle case dei cittadini di Maratea, viene consegnata la richiesta di pagamento della tassa comunale sui rifiuti (TARI), relativa all’anno 2021, con un aumento delle tariffe, non giustificato rispetto al servizio offerto.
Ma cosa ben più grave è che il recapito sta avvenendo, per la maggior parte dei casi, in coincidenza con la data di scadenza del pagamento, 30 settembre 2021, ed in alcuni casi, addirittura, non è ancora arrivata.
L’importo richiesto, prevede la possibilità di rateizzazione in sole due rate. Lo scorso anno, oltre a prevedere un importo più contenuto, la rateizzazione era su sette rate.
Un importo maggiorato, in periodi nei quali le difficoltà economiche si sono moltiplicate, da pagare immediatamente e senza respiro, tra una scadenza e l’altra, significa che l’amministrazione del nostro Comune ignora completamente le difficoltà dei propri concittadini, acuitesi in questo terribile anno di pandemia.
Come se non bastasse, sul ritardo della consegna spetta al cittadino l’onere della prova. Una concittadina ha scoperto, informando lei sui social, che l’amministrazione ha stabilito, senza pubblicarlo sul sito del Comune, che, se l’utente vuole evitare di incorrere in mora e sanzioni per il ritardato pagamento, deve recarsi presso la casa comunale e sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva, dichiarando di aver ricevuto la notifica oltre la scadenza.
Nel frattempo i cittadini di Maratea ignari di tale possibilità si sono recati in massa giovedì 30 settembre presso gli uffici postali del Centro e di Acquafredda dove abbiamo assistito a scene da terzo mondo, file lunghissime sotto il sole, con persone anziane con evidenti problemi, che in preda all’ansia tentavano di pagare la tassa.
A tutto questo si aggiunga che le spese di notifica addebitate servono anche a compensare un’altra delle incapacità dell’ amministrazione, perché per “velocizzare il servizio di notifica” è stato affidato all’esterno, ovviamente dietro compenso, il “servizio di stampa, piegatura ed imbustamento dei documenti”.
Alla luce di queste gravissime mancanze dell’Amministrazione da Lei guidata siamo a chiedere, con urgenza, che la Giunta provveda a deliberare un congruo slittamento della prima scadenza con l’aggiunta di altre date per la rateizzazione del dovuto ed a chiarire il perché dell’aumento.
Sicuri che almeno in questo caso ci sia un “ravvedimento operoso” nell’interesse dei cittadini, inviamo distinti saluti.

domenica 3 ottobre 2021

MARATEA, UN PAESE PER LE SOLE VACANZE ESTIVE ?

-  Da  "PILLOLE  del  2021"  di Gian Carlo Marchesini in www.calderano.it- "Storia e storie"


"Venite, venite a visitare, conoscere e godere la bellezza di Maratea. Venite a contemplare i suoi paesaggi e ad assaporare i mille frutti della sua natura. Venite ad aspirare odori e profumi di piante e fiori, ad ascoltare i racconti e le esperienze dei suoi abitanti. Venite a dare una mano per cercare di capire perché in tanta abbondanza di storie, esperienze e risorse o giovani se ne vanno, di bambini ne nascono sempre meno, gli abitanti diminuiscono, le case, una volta morti i vecchi, rimangono vuote.  Maratea si riempie di turisti famelici di vacanze solo d'estate, specie in agosto. Non sarà che l'eccesso di bellezze è tale da faticare assai a farci i conti tutto l'anno? Per conoscere e capire un territorio bello, complesso e importante, per poterlo trasformare valorizzandolo al suo meglio, non bastano attenzione, studio, interesse. Serve l'amore. Il che significa immedesimazione, empatia, condivisione. E, nel luogo, le amicizie vere".

                                                      *************************** 

E'  proprio  vero: "Serve l'amore. Il che significa immedesimazione, empatia, condivisione. E, nel luogo, le amicizie vere".

E, in primis, serve l'amore di chi vi è nato, cresciuto, qui vive tutto l'anno, vi ha lavorato e/o vi lavora, con disponibilità e mente aperta verso coloro che, con amore, vogliano venire "a dare una mano...".

 

sabato 2 ottobre 2021

A PROPOSITO DELLA NUOVA LINEA FERROVIARIA ALTA VELOCITA' SALERNO REGGIO - CALABRIA

Anche il Comune di Maratea è  intervenuto con Deliberazione del Consiglio comunale n. 34 del 14 settembre 2021 ed ha approvato all'unanimità  la proposta di seguito riportata.


 



 

IL FUTURO DELLA SANITA' LUCANA

 

       ARTICOLO  di  NICOLA  SAVINO

                                            già Parlamentare

“Come sarà la Sanità lucana? Dipenderà in buona misura dal “come e se” ne discuteranno i primi interessati, cioè gli Utenti!

Circola un Documento tecnico del 6/7 settembre che ignora quasi del tutto questo aspetto: fornisce una panoramica delle Reti (Ospedaliera, Emergenza/Urgenza, Oncologia, Territoriale, Farmaceutica etc) e si conclude alle pagine 91 e 92 con cenni sulla tipologia dell’Ospedale di Comunità e dell’Infermiere di Famiglia. Niente sulla partecipazione dell’Utenza, che, se ancora una volta muta, lascerebbe il campo agli altri due interessi che su di esso premono.

Il mondo della Sanità in “carne ed ossa” è costituito dai Professionisti che vi lavorano; ed è perciò naturale che abbiano peso le loro esigenze. Ma ci sono anche quelle- né sempre note né trasparenti- dei Privati, che spesso investono i loro capitali /anche ecclesiastici o addirittura misteriosi/a caccia dei super-profitti ricavabili dall’impiego degli stessi Professionisti “pubblici” e da controlli burocratici affidati agli occhi benevoli di chi si giustifica con il “tanto paga Pantalone!”. Poiché si tratta di materia complessa e di non facile comprensione /senza di che la Gente non potrebbe esprimere un parere effettivamente utile per sé/ è doveroso/per politici e tecnici/che la “partita” sia impostata in modo da non precluderla proprio alla parte per la quale essa si gioca!

LA BELLEZZA DI UN SORRISO

IL  TUO  SORRISO

di  Pablo  Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

venerdì 1 ottobre 2021

SOLIDARIETA' A MIMMO LUCANO

 -  Da  www.ildubbio.news  -


LA  SOLIDARIETA'  E'  REATO,  13  ANNI  A  LUCANO.  LUI:  "NEMMENO  A  UN  MAFIOSO".


L’ex sindaco di Riace condannato per la gestione dell’accoglienza a 13 anni e 2 mesi di carcere: «È tutto finito, sono morto dentro»
 
di  Simona  Musco                                                                                  Giovedì   30  settembre  2021

 
"Tredici anni e due mesi. «Nemmeno un mafioso viene condannato a tanto», commenta Domenico Lucano all’uscita del Tribunale di Locri, che lo ha giudicato colpevole per tutti i reati contestati dalla procura. Tranne che per la concussione, il reato più infamante tra quelli contestati, e il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, accuse dalle quali è stato assolto perché il fatto non sussiste, mentre si è estinta per prescrizione l’accusa di turbata libertà degli incanti. Accuse, le ultime due, che avevano fatto finire l’ex sindaco di Riace ai domiciliari il 2 ottobre 2018, ponendo una pietra tombale sulla storia del borgo dell’accoglienza famoso e studiato in tutto il mondo. Per il resto, il collegio presieduto da Fulvio Accurso non gli ha risparmiato nulla: il tribunale lo ha riconosciuto colpevole di associazione a delinquere – finalizzata a commettere «un numero indeterminato di delitti (contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio)» -, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, falsità materiale, peculato e falsità ideologica. E lo ha fatto andando perfino oltre le richieste avanzate dal pm Michele Permunian, che per il “curdo” aveva invocato 7 anni e 11 mesi, definendolo il «dominus assoluto» dell’accoglienza, consapevole «di trasgredire le regole» per «interessi di natura politica».
 
Si chiude così il processo al simbolo per eccellenza dell’accoglienza, quello alla quale tutti, da destra a sinistra, hanno fatto la guerra, a partire da Marco Minniti per finire a Matteo Salvini. Vincendola, da quel che si comprende da una sentenza che ha condannato 18 imputati su 27, giudicati colpevoli di aver accolto i migranti. Ciò nonostante il gip avesse fortemente criticato le accuse, parlando di «vaghezza e genericità» e sottolineando come qualsiasi riferimento a «collusioni ed altri mezzi fraudolenti che avrebbero condotto alla perpetrazione dell’illecito si risolve in formula vuota, ossia priva di un reale contenuto di tipicità». Marchiane inesattezze, così aveva detto il giudice, secondo cui «gran parte delle conclusioni cui giungono gli inquirenti appaiono o indimostrabili, perché allo stato poggianti su elementi inutilizzabili (…) o presuntive e congetturali o sfornite di precisi riscontri estrinseci». Per Lucano i giudici hanno stabilito anche il pagamento di quasi un milione di euro, una cifra enorme per un uomo praticamente indigente. «Non ho tutti questi soldi – ha dichiarato in piazza Fortugno dopo la lettura del dispositivo -. Mia moglie fa le pulizie in casa di altri. Non ho proprietà, non ho nulla. Non capisco. Ho visto un elenco di cifre enormi, a me mancano i soldi per vivere, come posso estinguere questa cosa? È inaudito». Una situazione di povertà più volte emersa nel corso del processo – nemmeno un euro è stato infatti trovato sui conti dell’ex sindaco che dopo l’arresto non ha più avuto un lavoro -, ed evidenziata dai suoi avvocati durante le arringhe conclusive: «Mimmo Lucano vive di stenti, la sua condizione è incompatibile con la commissione di qualsiasi reato», avevano affermato Giuliano Pisapia e Andrea Daqua, che lo hanno difeso gratis. Nulla da fare: per il tribunale la truffa è provata, quei soldi da qualche parte saranno.