Parco
marino a Maratea tra sostenitori e oppositori
Valerio Mignone
Nel
dormiveglia dell’alba accade, non di rado, di riflettere, seppure in modo
confuso, su vicende e Persone. E così è venuta in mente la vignetta di
Ricciardetto, pseudonimo dell’avellinese Augusto Guerriero, sul periodico
settimanale Epoca, in cui, negli anni ’50 del Novecento, il sindacalista della
Confederazione Generale Italiana Lavoro (CGIL), e deputato, Giuseppe Di
Vittorio, veniva rappresentato, quanto a istruzione scolastica, con la penna
tra il pollice ed il secondo dito del piede.
Erano
gli anni in cui Giovanni Ansaldo, Direttore del Mattino di Napoli, e Carlo
Nazzaro pubblicavano prolissi editoriali sui fatti del momento. Ed anche la
impaginazione non comportava spreco di spazi, contrariamente a ciò che accade
oggi, con spazi vuoti tra le colonne della carta stampata, e reiterati richiami
del “pezzo”.
La
cosiddetta “Terza pagina”, pagina numero 3, ospitava articoli di cultura, ed
elzeviri. Oggi, ad occupare la pagina numero 3, sono fatti di cronaca, e gli
argomenti culturali sono relegati, come per il Corriere della Sera, nella
pagina battezzata “Terza Pagina”, tra le ultime pagine.