C O N G R A T U L A Z I O N I !
E' innanzitutto la voce dei cittadini residenti a Castrocucco che arriva presso il Municipio e che, comunque, diventa il clamore dell'intera popolazione del nostro Comune con l'intento di sensibilizzare ed attivare Sindaco e Giunta circa quanto correttamente evidenziato e richiesto dal Comitato.
AD UN ANNO DALLA MORTE
- Da https://video.corriere.it/cronaca/david-sassoli-l-eredita-un-anno-morte -"Un anno fa l'11 gennaio 2022 moriva a 65 anni il presidente dell'Europarlamento. Il libro «La saggezza e l'audacia» (Feltrinelli) raccoglie i suoi discorsi".
AP/LaPresse / CorriereTv
(LaPresse) - Un anno fa l'11 gennaio 2022 moriva a 65 anni David Sassoli. Il presidente dell'Europarlamento soffriva di mieloma da anni ed è deceduto per una polmonite.Il libro 'La saggezza e l'audacia' raccoglie i discorsi di Sassoli. Curato da Claudio Sardo, contiene una prefazione del Capo dello Stato Mattarella. Esce a un anno dalla morte."E' stato un uomo con la passione per l'Europa, un custode della democrazia e dei diritti", ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, durante la presentazione a Roma."Siamo immersi in trasformazioni epocali che per essere governate hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo d'audacia" affermava Sassoli. "L'Europa unita era uno dei cardini del suo pensiero. ""L'Europa ha bisogno di un nuovo progetto di speranza che ci accomuni e che possa incarnare la nostra Unione, i nostri valori e la nostra civiltà", le sue parole. Ambiente e giustizia sociale i cardini del suo pensiero: "La transizione ecologica, di cui l'Europa può farsi motore nel mondo, sarà possibile solo se verrà assicurata una vera equità sociale"
Ieri il sopralluogo dei tecnici del Dipartimento nazionale di Protezione civile, in attesa delle ulteriori attività e dei provvedimenti necessari per risolvere i gravi disagi prima della prossima estate.
Ancora un rinvio della Conferenza dei Servizi presso la Regione Calabria a seguito di richiesta di elementi integrativi.
- Da www.radiodigiesse.net -
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| Il Castello di Castrocucco dopo la frana del 30 novembre 2022 |
- Da "L'Eco di Basilicata Calabria Campania Lagonegrese di venerdì 15 ottobre 2010 -
Raffaele Papaleo
Il Castello di Castrocucco
Gli archeologi fanno risalire la costruzione del Castello intorno all’anno 1100, quindi al periodo medioevale. Tuttavia, non si escludono precedenti insediamenti collegabili alla città di Blanda (primi secoli del primo millennio) della quale il Castello poteva essere una fortificazione da utilizzare a scopo difensivo in caso di necessità.
La stessa origine di Maratea e di altri nuclei abitati della Valle del Noce viene messa in relazione alla distruzione di Blanda ed alla conseguente dispersione dei suoi abitanti che cercarono, nell’immediato entroterra, nuove aree più sicure e dalle quali poteva meglio essere organizzata la difesa in caso di invasioni.
L’accesso al borgo medioevale ed al Castello è possibile da due versanti: si può iniziare la salita partendo dalla strada costiera SS 18, passando attraverso una macchia arbustiva in alcuni tratti folta; oppure si può giungere al sito dall’accesso orientale costituito da una lingua di roccia: percorso meno agevole ma più spettacolare.
Nel secondo caso, quello preferito, si procede in auto fino a giungere ad un cancello e per proseguire occorre chiedere le opportune autorizzazioni. Più in alto, a circa 250 metri sul livello del mare, nei pressi dei tralicci Enel, una recinzione in filo spinato separa l’area dei tralicci dal percorso che porta al Castello. Un sentiero abbastanza difficoltoso e malagevole scende lungo la cresta rocciosa; da qui si gode del panorama che spazia dalla piana di Castrocucco fino all’Isola di Dino ed alla punta di San Nicola Arcella.
Volgendo lo sguardo in basso, verso Capo La Secca, si vede il Palazzo dei Baroni Labanchi, ultimi feudatari di questa area dal 1674, quando già il borgo medioevale risulta abbandonato da sei anni. Più a destra, si vede il promontorio di Punta Caina con l’omonima torre di avvistamento posta a 103 metri sul livello del mare. Se il cielo è terso si vede il vulcano Stromboli che appare di perfetta forma triangolare sulla linea dell’orizzonte; difficile da individuare finché non lo si veda almeno una volta.
Nicola SAVINO*
A constatare quel che n’è seguito nella vita della Basilicata, quasi quasi si potrebbe dir male della Riforma Sanitaria, uno dei maggiori successi del Centrosinistra?
Salvò la salute di molte persone ma scompaginò l’assetto politico…. come quando l’osso arriva nel canile degli affamati! Intorno alla pianificazione degli ospedali e dei vari servizi si suscitarono campanilismi e nuove intraprese; le costruzioni si complicarono per affidamenti, costi e tempi; la scelta delle dirigenze sia amministrative che tecniche seguirono spesso dinamiche di clan per esigenze clientelari per lo scambio di appoggi. Soprattutto nelle aree di sottosviluppo come la nostra, spuntarono nuovi candidati alla conquista di un proprio spazio.
La Regione affrontava i problemi del suo primo impianto, ma a questi intrecciavano la bomba sanitaria. Si trattava di autorizzazioni, accreditamenti, convenzioni, controlli e compensi. Prima se la sbrigavano (quasi riservatamente) le Casse Mutue, ora sarebbe dipeso tutto dalla Regione.
Le strutture sanitarie furono immediatamente interessate ai Partiti che avrebbero scelto i politici e i tecnici dalle cui decisioni sarebbero poi dipese le loro fortune. La benevolenza degli eletti si doveva accaparrare con adeguati contributi alla loro elezione; e fu primario, per ogni investitore che puntasse a strutture sanitarie, sia di ricovero che di riabilitazione e diagnosi, acquisire peso in Politica.
Per il delinearsi di un circuito tra potere pubblico e proprietà privata atto a giovarsi della convergenza delle due volontà: per l’intesa tra chi avrebbe erogato denaro e chi lo avrebbe incassato. Poiché gli elettori ne erano inesperti (e persino non pochi Candidati), ebbero successo i campanilismi e i “grandi portatori di voti”.
In ricordo di Beniamino e Giuseppina
- Da www.ufunnicu.it -
’Int’a nu poriceddu ‘i mare
Campavinu nu piscaturi e’a spusa sua
U tempu s’seriti firmatu:
Mossi semplici e nicissàrii,
I nicissàrii mossi ‘i sempi…
Puru mo…
Mossi ca pàrrinu
adduri ‘i mari e salatu p’ogni bbanna;
Pisci piscatu e cottu:
Adduru i suduri abbrùskatu.
’A risa arretu’a faccia arrappatano mancàviti maje e rapinu ‘u cori a bemminùtu!
Tuttu fermu!
’Mmobbile!
’Na fotografia.
’U munno modernu jiti ma ddà nenti si muviti.
’A spusa crisciti i nipoti com’a figli e i figli cm’a nipoti e i nopiti d’ nipoti…
Sulu bbeni e nend’atu!
Mo è angora tuttu fermu:
L’adduru ‘i mari
’u celu stiddàtu
’a luna ca lùciti
e lloru stanu ‘nu bbarcùni aspittènnu ca sckari jurnu
In un piccolo porto di mare
Vivevano un pescatore e la sua sposa
Il tempo si era fermato
Gesti semplici ma finalizzati
Metodi, unici, intenzionali
Gesti presenti senza distrazioni
Gesti parlanti
Odore di mare, salsedine ovunque
Pesce pescato e cucinato
Odore di sudore guadagnato
I sorrisi dietro le rughe profonde non mancavano, anzi, conducevano il gioco dell’accoglienza!
Tutto fermo!
Immobile!
Uno scatto di fotografia
Il mondo moderno avanzava ma lì nulla si muoveva
La sposa cresceva i nipoti come figli e i figli come nipoti e i nipoti dei nipoti…
Semplicemente amore null’altro!
Ora è ancora tutto fermo
L’odore del mare
Il cielo stellato
La luna che splende
E loro sono li sul balconcino di casa ad aspettare l’aurora…
- Da www.quirinale.it -
Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della Giornata Nazionale della Bandiera
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Si celebra oggi il 226° anniversario della “Giornata Nazionale della Bandiera”, simbolo della nostra Patria.
Era il 7 gennaio 1797 quando i rappresentanti di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, proclamando la Costituzione della Repubblica Cispadana, innalzarono il primo Tricolore rosso bianco e verde a bande orizzontali, bandiera della loro unità.
Sotto questi colori, con questi sentimenti, i nostri avi, nei decenni successivi, si batterono per realizzare l’unità d’Italia.
Sotto questa bandiera si compirono le gesta del Risorgimento.
Il Tricolore accompagnò la Guerra di Liberazione e, scelto dai Costituenti come vessillo della Repubblica, costituisce il simbolo della unità e indivisibilità del Paese e di quel patrimonio di valori e principi comuni solennemente sanciti dalla nostra Carta costituzionale.
Valori che rappresentano la risorsa ideale e morale a cui attingere per affrontare le difficoltà che ogni nazione si trova ad attraversare.
Espressione della passione civile del popolo italiano, il Tricolore esprime la volontà di uno Stato democratico, aperto alla collaborazione internazionale e vicino ai cittadini, che persegue, in primo luogo a favore dei giovani, le migliori condizioni per la costruzione del futuro, in un clima di pace, giustizia, coesione sociale.
Viva il Tricolore, viva la Repubblica».
Roma, 07/01/2023 (II mandato)
Nicola SAVINO*
La Basilicata sta primeggiando nella Repubblica dei bonus!
Ne discutemmo per il gas a giugno ed ora spunta l’assessore Latronico con l’acqua: la corsa al bonus, al modo facile di governare che modifica la Politica ed il modo di essere di Cittadino e Società.
Noi Lucani siamo probabilmente i primi ma non gli unici, perché -già quanto all’energia- si aggiunge quello dello Stato al costo di 21 miliardi per i primi mesi dell’anno! E che dire del famoso 110% del Presidente Conte o del Bonus giovani di Renzi (ora ritoccato dalla Meloni)?
La moda si sta a tal punto espandendo che A. Favole, sul settimanale Letture del Corsera, definisce la nostra una “Repubblica fondata sui bonus”!
La lista è lunga: “bonus nido ed affitto giovani, bonus donne disoccupate, 200 eu psicologo e ascensori, auto e benzina, caldaia per l’inverno e condizionatore per estate, elettrodomestici e facciate, figli e famiglia, idrico, matrimoni ed infissi, mobili e prima casa under 36, ristrutturazione e scooter elettrici, tende da sole e trasporto pubblico, tivù, bonus verde e sisma bonus. ….
Fanno gola, come la carota del proverbio in alternativa al bastone>. Lo usavano i Borbone, come già ricordato a giugno, nell’ambito delle famose tre effe: Feste Farina e Forche, due bonus, ma se non ti rabbonisci ecco il Malus!.
Bastone e carota sono stati sempre di moda: semplificazione efficace ai fini del consenso! “In primo luogo …(per) l’interesse economico, egoistico e immediato” (ibidem) che fa felice il cittadino ..saziandone la fame di ..consumo: “meglio l’uovo oggi che la gallina domani”.
con Gianni Rodari
L A C O M E T A
Sono la Cometa
di Natale.
Ardo nel firmamento;
illumino i presepi;
riposo sulle punte degli abeti;
prometto pace alla terra
e doni ai bimbi buoni.
Ma voi mi fate certe confusioni!
Perchè, con tutta la vostra scienza,
non avete ancora scoperto
che di bimbi cattivi non ce n’è?
Nicola SAVINO*
“…e Il modo ancor m’offende” del V Canto dell’Inferno sottolineava il dolore di Francesca per l’assassinio dell’amato Paolo.
Al Presidente Bardi e all’Assessore Fanelli quel famoso verso dovrebbe invece consentire il pieno rigetto dell’“aggressione” cui sono sottoposti dalle strutture sanitarie private! Le quali, pur “accreditate” e retribuite dalla Regione, stanno martellando su giornali e Televisioni con i toni dei “perseguitati”, nemmeno sopportabili se lo fossero davvero!
Sembra infatti che-una volta liberatisi dalla “politica giugulatoria praticata per decenni dai Governatori di Sinistra- “vocat(isi) a implementare ogni fioritura ..a vantaggio del bene comune”(sic!), non siano più disposti a tollerare che “la Regione insist(a) a praticare una politica avversa all’iniziativa privata”(pagando con soldi pubblici!).
Sicché, intimando che “il tempo dello studio e delle valutazioni è finito” (citazioni da pagina 12 di Cronache del 4/1), si arrogano la rappresentanza “dei cittadini pazienti” e fanno persino circolare sui cellulari le sollecitazioni a pressare la Regione affinché soddisfi le loro richieste!!
A parte il merito della questione, anzitutto colpisce il modo irriguardoso di trattare l’Istituto Regionale .. pur di attrarre l’Opinione Pubblica a sostenere le loro pretese. Cosa c’entra l’avversione all’iniziativa privata se la Sanità è di competenza pubblica?
Si vuole forse che l’imprenditore privato faccia concorrenza alle strutture pubbliche con i soldi dello Stato- che poi son quelli di chi paga le tasse- e secondo le misure che egli determina? Quando si lavora su commissione, è naturale il committente rimborsi le prestazioni cui ritiene dover provvedere con strutture che “accredita” ed entro i limiti sia delle esigenze da esso calcolate, sia delle risorse di cui dispone!
- Da www.massimofini.it -
E così siamo riusciti a inquinare anche le Istituzioni europee con la corruzione, il reato per cui siamo maestri e ricercati specialisti, uno dei più squallidi perché non comporta, per esempio a differenza della rapina, nessun rischio fisico e vede molto spesso protagonisti soggetti delle Istituzioni, parlamentari, sindaci, presidenti di regione, assessori, che già ricevono un lauto stipendio molto spesso nient’affatto corrispondente alle loro capacità e competenze.
Ma cosa dici, mi obbietterà qualcuno, non sai che nelle prigioni italiane solo 0,6 per cento della popolazione carceraria è in gattabuia per reati finanziari, mentre in Germania è il 14 per cento? Ma proprio qui sta il punto. In Germania si corrompe molto di meno che da noi, tanto che nella classifica del 2021 di Transparency International, partendo dai Paesi meno corrotti per andare a quelli più corrotti è decima mentre l’Italia quarantaduesima, seguita da Bulgaria, Romania, Ungheria, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Malta, Slovacchia, Cipro. Mentre in campo internazionale è più o meno a livello del Botswana. Il che vuol dire che in Italia i responsabili di reati corruttivi riescono quasi sempre a cavarsela, in un modo o nell’altro (leggine ad hoc, leggine “ad personam” e così via).
Per ora tutti gli inquisiti dalla Magistratura belga sono italiani, se si esclude Eva Kaili che è greca e la Grecia non sembra proprio un Paese da imitare. In questa situazione il neoministro della Giustizia Carlo Nordio vuole depenalizzare o addirittura eliminare tutti i reati fiscali che com’è noto, quando si parla di somme ingenti, sono soprattutto reati di “lor signori”. Nordio è una curiosa figura di ex Pubblico ministero. Mentre a Milano i Pm di Mani Pulite scoperchiavano l’immensa corruzione politica e imprenditoriale, Nordio che faceva il pm a Venezia non riuscì a trovare un solo corrotto. Eppure la corruzione ci sarà stata, seppur in maniera minore, anche a Venezia. È livido di invidia verso quei magistrati milanesi e adesso gliela farà pagare eliminando o sminuendo di molto le leggi che permisero al Pool di mettere in gattabuia anche personaggi eccellenti ed eccellentissimi. Ma se Nordio, berlusconiano mascherato, dovesse in parte fallire nella sua missione, c’è pur sempre come sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, che è uno degli avvocati di Silvio Berlusconi.
Così Levi scrisse in Cristo si è fermato a Eboli:
“Noi non possiamo oggi prevedere quali forme politiche si preparino per il futuro: ma in un paese di piccola borghesia come l’Italia, e nel quale le ideologie piccolo-borghesi sono andate contagiando anche le classi popolari cittadine, purtroppo è probabile che le nuove istituzioni che seguiranno al fascismo, per evoluzione lenta o per opera di violenza, e anche le più estreme e apparentemente rivoluzionarie fra esse, saranno riportate a riaffermare, in modi diversi, quelle ideologie; ricreeranno uno Stato altrettanto, e forse più, lontano dalla vita, idolatrico e astratto, perpetueranno e peggioreranno, sotto nuovi nomi e nuove bandiere, l’eterno fascismo italiano.”
UNA PERICOLOSA FRANA DAL CASTELLO SULLA SOTTOSTANTE STRADA STATALE 18 ED OLTRE SI RIPETE NEL TEMPO..., IN MODO SEMPRE PIU' GRAVE E PER FORTUNA O PER MIRACOLO SENZA ALCUNA VITTIMA...
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| Frana del 30 novembre 2022 |
Evento di alcuni anni fa: Da http://www.mipuccitortora.it/monachesimo/671-una-frana-ha-interrotto-la-comunicazione-tra-tortora-e-maratea.
Michelangelo Pucci
Vedi tratto di strada investita dalla frana
Vedi la rupe sotto il castello a confronto prima e dopo o solamente prima o solamente dopo la frana
La rupe sottostante il Castello di Castrocucco è conosciuta dai Tortoresi più anziani con il nome di 'Vàvuzu di Menzujùornu', perché fino agli anni '50 del 1900 fungeva da meridiana naturale.
In tempi in cui gli orologi personali eraro rari, il ritmo della vita e del lavoro era scandito in paese dai rintocchi dell'orologio del campanile della chiesa di San Pietro e alla Marina dalla rupe del castello di Castrocucco.
In particolare, lo sperone centrale verticale, che divide la parte frontale dal lato destro, funzionava da gnomone naturale
che a mezzogiorno, minuto più minuto meno, proiettava un'ombra
verticale fino a metà dell'incavo roccioso che si incurva sulla destra.
I proprietari aspettavano e i lavoranti agricoli attendevano
questo segno perché indicava il momento di interrompere il lavoro per
rifocillarsi.
La frana ha cambiato un po' la situazione. Il profilo del costone si è modificato perché una parte di esso è crollato. Di conseguenza l'ombra non segna più il mezzogiorno, ma circa le ore tredici.
Lu Vàvuzu di Menzujùornu adesso è per tutti solamente il Castello di Castrocucco.
- Da www.radiodigiesse.net -
Continuano gli appelli per scongiurare la riapertura dell’impianto di trattamento rifiuti. Il 9 gennaio si terrà la conferenza dei servizi presso il dipartimento Ambiente della Regione Calabria per il riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale. In una lettera alla popolazione, l’associazione Italia Nostra chiede ai cittadini una adesione alle iniziative di sensibilizzazione sul tema. Il 5 gennaio, sul Viale della Libertà di Praia a Mare, alle ore 11 alle ore 13.30, un sit-in del Comitato in difesa del fiume Noce è stato organizzato proprio per questo scopo.
Palazzo del Quirinale, 31/12/2022 (II mandato)
Care concittadine e cari concittadini,
un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi.
Lo è stato anche l’anno trascorso, così denso di eventi politici e istituzionali di rilievo.
L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato.
Lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni politiche, tenutesi, per la prima volta, in autunno.
Il chiaro risultato elettorale ha consentito la veloce nascita del nuovo governo, guidato, per la prima volta, da una donna.
E’ questa una novità di grande significato sociale e culturale, che era da tempo matura nel nostro Paese, oggi divenuta realtà.
Nell’arco di pochi anni si sono alternate al governo pressoché tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in diverse coalizioni parlamentari.
Quanto avvenuto le ha poste, tutte, in tempi diversi, di fronte alla necessità di misurarsi con le difficoltà del governare.
Riconoscere la complessità, esercitare la responsabilità delle scelte, confrontarsi con i limiti imposti da una realtà sempre più caratterizzata da fenomeni globali: dalla pandemia alla guerra, dalla crisi energetica a quella alimentare, dai cambiamenti climatici ai fenomeni migratori.
La concretezza della realtà ha così convocato ciascuno alla responsabilità.
Sollecita tutti ad applicarsi all’urgenza di problemi che attendono risposte.