domenica 22 gennaio 2023

CHE COLPO DI GENIO A POTENZA...!!!

             Nicola  SAVINO*

Può essere apparso un colpo di genio per le casse del Capoluogo di Regione, ma si è rivelato tutt’altro che giuridicamente fondato: fors ’anche politicamente e tecnicamente errato!

Viene infatti da chiedersi perché non si sia considerato anche il danno che ne sarebbe derivato- sul versante economico ed anzitutto sociale- e al ruolo ..guida della Città ed agli stessi Borghi del circondario (peraltro bisognosi di sostegno contro lo spopolamento).

Da essi, ogni mattina, arrivano in oltre diecimila: negli uffici, nei luoghi di studio e lavoro, nei negozi, tutte occasioni su cui si “regge” la Città stessa! Da quando quell’aggeggio funziona (per fortuna ora bloccato!), venire a Potenza è costato un pedaggio non di decine, ma di centinaia e talvolta anche di più- per chi se n’è accorto tardi! Un così alto numero di persone tutte stupide? Ad essere avvertite con la necessaria intenzione, avrebbero ovviamente rallentato! Ora potranno riavere almeno i punti-patente?

La Città ha fatto una scelta opposta rispetto ai diversi Borghi: contro lo spopolamento questi inventano premi per incentivare l’afflusso, la Città ostacola…penalizzando chi viene o soltanto la sfiora!!

Un pendolare di Tricarico piangeva nell’atrio della Riscossione, letteralmente disperato: tutto il mensile insufficiente per colmare le multe totalizzate… <A saperlo!!! Perché non ci hanno avvertito in un qualche modo? Hanno voluto non invitare alla prudenza ma infliggere … fregature!>

Un altro, giovane e fresco d’ingaggio nella piana di Tito, che viaggiava intorno ai 100 per arrivare in orario, ha dovuto chiedere aiuto anche al nonno per la colletta dei punti, assolutamente preoccupato per la patente. Come recuperarne 30? (3x le 10.. fino alla prima notifica,.. non uno scherzo!).

L’Agriturismo costruito sulla collina di Vaglio con i risparmi di una lunga emigrazione .., dotatosi di… piscina per chi non può permettersi il mare, s’ è svuotato d’un tratto proprio ai primi d’ agosto! Perché i 150/200 eu per ciascuna multa non sono alla portata…ed a disporne, consentirebbero la spiaggia ed anche il pranzo!! 

sabato 21 gennaio 2023

RISPETTIAMO LA NOSTRA COSTITUZIONE !

 


No Autonomia differenziata a Regioni del Nord Sì a ponte sullo Stretto di Messina

                                         

                  21 gennaio 2023         Valerio Mignone

 

Sono trascorsi ben 28 anni dal 1994, quando, nel corso della XII Legislatura, Umberto Bossi e Roberto Calderoli riproposero il progetto politico di Gianfranco Miglio sulla Autonomia differenziata delle Regioni. Miglio si ispirava ad Alberto da Giussano, il leggendario personaggio, che, arrogante, e bellicoso, nell’aspetto, e nella esibizione di uno spadone, nel 1176, avrebbe partecipato alla battaglia di Legnano.

Miglio aveva insegnato Scienza politica presso l’Università del Sacro Cuore di Milano, rivestendo anche la carica di preside della stessa Facoltà di Scienze politiche, dal 1959 al 1989. Egli, con disinvoltura culturale, proponeva la istituzione di tre Macroregioni: Nord, Centro, Sud: “Io sono per il mantenimento della mafia e della ‘ndrangheta…Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate. Tra Nord e Sud c’è una differenza antropologica”. Riecheggiano gli anacronistici scritti di Cesare Lombroso sulla diversità della razza umana! E duole rilevare che il “governatore” di Centrosinistra di una “Regione Rossa”, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, nel suo giro preelettorale al Sud, ometta di esprimersi sulla teoria dell’Autonomia differenziata perseguita dalla “Lega”! Per non perdere consensi al Nord?

Non si può inserire nella “Costituzione della Repubblica Italiana” l’Autonomia differenziata che privilegia Regioni del Nord, e accentua squilibri economici e sociali nell’Italia del Sud, ancora persistenti oggi, come per la Calabria, definita da Giustino Fortunato, nel secolo scorso, “sfasciume idrogeologico pendulo tra due mari”.

L’antropologo Luigi Maria Lombardi-Satriani, nato a San Costantino di Briatico, presso Vibo Valentia, già Senatore nella XIII Legislatura, si sta rivoltando nella tomba, nel rievocare le affermazioni della Lega, che minano l’Unità dell’Italia! Infatti, se si realizzasse il progetto della Lega, “L’Unità d’Italia” verrebbe “differenziata” e limitata al Lombardo-Veneto e alla zona prealpina.

venerdì 20 gennaio 2023

MA QUALE COVO ?

 

Selfie di Matteo Messina Denaro con un Medico
 

-  Da  www.treccani.it/vocabolario  -

cóvo s. m. [der. di covare]. – 1. a. Lo stesso che covile (di animali): il c. della lepre, del serpente; un c. di gufi. b. tosc. Cesta o altro luogo preparato appositamente per la cova. c. Locuzioni: fare il c., prepararsi la tana, il nido, e fig. prepararsi uno stato comodo e di benessere per l’avvenire; prendere la lepre al c., nella sua tana; fig., acchiappare, cogliere, prendere qualcuno al c., nel c. (tosc. a covo), sorprenderlo dove si credeva al sicuro o dove si era certi di trovarlo. 2. fig. Rifugio, nascondiglio di persone di malaffare o che comunque si riuniscono per tramare segretamente: un c. di briganti, di malfattori, di congiurati, di sovversivi, di terroristi; più genericam., uscire dal proprio c., non uscire mai dal c., dalla propria stanza, dal luogo ove si sta abitualmente rinchiusi; anche fig.: O Severino, de’ tuoi canti il nido, Il c. de’ tuoi sogni io ben lo so (Carducci). 

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Da giorni è alla ribalta della cronaca il termine "COVO", a proposito della cattura (?) di Matteo Messina Denaro, latitante da trent'anni...praticamente a casa sua o...nei paraggi, libero di circolare e fare la bella vita, ultimamente segnata dalla necessità di cure per gravi motivi di salute. Tanto faceva e stava facendo tranquillamente a Palermo presso la clinica privata "La Maddalena" al momento dell'arresto.

Si parla ora di un primo, secondo e terzo covo con riferimento a semplici appartamenti a piano terra peraltro in condominio, scoperti finalmente a Campobello di Mazara, piccolo Comune in provincia di Trapani, dove il superlatitante, pare stesse a suo agio da almeno un anno.

Si sostiene che, da latitante, sia stato anche in giro per il mondo e che, comunque, la maggior parte del tempo lo abbia trascorso in Sicilia senza nascondersi più di tanto, in luoghi prossimi a Castelvetrano, ove è nato nel 1962,

E  ALLORA ?  

QUALE  COVO ?  E  PERCHE'  CI  SONO  VOLUTI  TRENT'ANNI  PER  FERMARLO ?

 

 

 


 

 

IN MEMORIA DI GERMINAL CIMARELLI

 -  Da   www.gruppolaico.it  -

 

IL  DOVERE  DELLA  MEMORIA:   20  gennaio.  LA  RESISTENZA  DI  UN  OPERAIO.

20 gennaio  2023


Il 20 gennaio 1944 muore ucciso da tedeschi in battaglia presso Monte Torre Maggiore vicino Terni GERMINAL CIMARELLI ( 33 anni) operaio, Antifascista e comandante di una formazione partigiana garibaldina.

Cimarelli nacque a Terni in una famiglia di estrazione popolare e iniziò a lavorare molto giovane come operaio tracciatore presso le Acciaierie di Terni avvicinandosi alle idee socialiste e nel 1932 al Partito Comunista d’Italia clandestino. Nel 1934 militava pienamente nel ristretto gruppo comunista ternano anche se era stato iscritto d’ufficio ai fasci giovanili e, dal maggio 1934, al Partito nazionale fascista.

Nonostante questo, Cimarelli veniva vigilato continuamente dalla polizia in quanto considerato seguace delle idee comuniste: infatti Cimarelli era un attivo propagandista all’interno delle Acciaierie e più volte venne fermato e diffidato. Il 25 agosto 1936 venne arrestato con altri operai, perchè implicato nella diffusione di manifestini sovversivi inneggianti ai Repubblicani spagnoli e alla vittoria del proletariato, e condannato a cinque anni di confino di polizia alle isole Tremiti.

Anche in questa condizione Cimarelli continuò a manifestare la propria fede politica: frequentò assiduamente i confinati comunisti e non si adeguò alla disciplina imposta dalle autorità rifiutandosi, ad esempio, di effettuare il saluto romano nei pubblici appelli. Per questo subì altre condanne e per circa due anni, dal settembre 1937 al luglio 1939, venne recluso nel carcere dell’isola di Ponza.

giovedì 19 gennaio 2023

FRANA DI CASTROCUCCO: ORDINI DEL GIORNO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

 -  Da   ivl24.it  -


FRANA  MARATEA, approvati Ordini del Giorno di Lomuti (M5s) e Amendola (Pd)

mercoledì 18 gennaio 2023

RACCOLTA DIFFERENZIATA A MARATEA: A V V I S O

 

-  Da   https://www.comune.maratea.pz.it  -


Mercoledì, 18 Gennaio 2023

CONSEGNA NUOVO KIT PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 15.00.

 

ANCORA PERICOLO ED EMERGENZA A CASTROCUCCO

Ottobre 2022
 
                                                





 


 
            
            


 

 -  Da  COMUNE  di  MARATEA  - Albo pretorio digitale  -

 

N° Albo:96 dell' anno:2023

Oggetto:ORDINANZA CONTINGIBILE E URGENTE DI DIVIETO DI UTILIZZO DEI FABBRICATI DI CIVILE ABITAZIONE UBICATI IN LOC. CASTROCUCCO. 

Atto:ORDINANZA SINDACALE 3/1del: 17 gennaio 2023




 

martedì 17 gennaio 2023

SERVE UNO SCOSSONE PER LA RIPRESA E IL FUTURO DELLA BASILICATA

 

                                                               Nicola  SAVINO*

 

Al più probabile Segretario del Pd, venerdì 20 a Potenza, sarebbe molto utile mostrare la stampa locale del lunedì precedente, per aiutarlo ad entrare nella realtà politica lucana!

Potrebbe, infatti, cominciare dalla “Riscossa del Sud, il Fronte meridionalista di matrice gramsciana”, che si colloca addirittura “nel continuismo dicotomico capitale- vita” (sic!) per “un meridionalismo (questo sì, da molti ampiamente condivisibile!) di lotta di liberazione e di riscatto” (un sinistrismo forse un po’ troppo.. alla Guevara?). E continuare con il   Documento degli Amministratori Lucani del Pd (proprio tutti?) che, a parte il brio della forma letteraria e la lunga elencazione dei problemi (persino collocati-chi sa perché- nei tre tempi dl memoria.. Senecana), non sembrano alla ricerca della modalità per risolverli; e, salvo un caloroso appello al passato, subordinano il loro sostegno a chi “non usi ..il trampolino di lancio per proprie cariche elettive”.

Come dire, privatevi di ogni ambizione, la pista dev’esse libera per qualcuno di noi: non per il rilancio dell’Unità, ma per la formula  “levati tu, che ci mettiamo…io!”. Una posizione e forse una mentalità che preconizza e perpetua il conflitto, con risultati ancora più negativi dei 40 mila voti perduti!

Capirà il prossimo Segretario che la collaborazione dipenderà dalla corsa alla carica, alla candidatura proficua? Del resto, a parte il Generale che scende da lontano, non è forse individualista l’anima dei cosiddetti eletti in Regione, causa della turbinosa mobilità tra di loro? I processi d’<inquinamento> hanno segnato tanto in profondità da diffondere le pratiche fondate sull’astuzia, sulla slealtà e sul doppiogiochismo?  Per cui non si capisce più chi sta con chi o contro chi, se è col simbolo proprio o in realtà dell’altro che l’ha cambiato! 

LIBERA CONTRO LE MAFIE: Comunicato stampa

 


Arresto Matteo Messina Denaro

Luigi Ciotti (Libera): "Notizia di cui essere felici, ma le mafie non sono soltanto i loro capi"

Abbiamo appena ricordato il trentesimo anniversario dell’arresto di Totò Riina, e oggi ci arriva la bella e confortante notizia dell’arresto, dopo trent’anni di latitanza, di Matteo Messina Denaro, una notizia di cui essere felici ed è giusto, anzi doveroso, il riconoscimento alle Forze di polizia e alla Procura, che per tanti anni, con sforzo e impegno incessanti, anche a costo di sacrifici, hanno inseguito il latitante.

Ciò che però un po’ preoccupa è rivedere le stesse scene e reazioni di trent’anni fa: il clima di generale esultanza, l’unanime plauso dei politici, le congratulazioni e le dichiarazioni che parlano di “grande giorno”, di “vittoria della legalità” e via dicendo. Non vorrei si ripetessero pure gli errori commessi in seguito alla cattura di Riina, e di Provenzano. Le mafie non sono riducibili ai loro “capi”, non lo sono mai state e oggi lo sono ancora di meno, essendosi sviluppate in organizzazioni reticolari in grado di sopperire alla singola mancanza attraverso la forza del sistema. Sviluppo di cui proprio Matteo Messina Denaro è stato promotore e protagonista, traghettando Cosa Nostra dal modello militare e “stragista” di Riina a quello attuale, imprenditoriale e tecnologico capace di dominare attraverso la corruzione e il “cyber crime” riducendo al minimo l’uso delle armi.

La sua latitanza è stata accompagnata anche dalla latitanza della politica indirettamente complice di quella di Messina Denaro: la mancata costruzione, in Italia come nel mondo, di un modello sociale e economico fondato sui diritti fondamentali – la casa, il lavoro, la scuola, l’assistenza sanitaria – modello antitetico a quello predatorio che produce ingiustizie, disuguaglianze e vuoti di democrazia che sono per le mafie di tutto il mondo occasioni di profitto e di potere. Ci auguriamo che all’arresto segua una piena confessione e collaborazione con la magistratura, che il boss di Cosa Nostra sveli le tante verità nascoste, a cominciare da quelle che hanno reso possibile la sua trentennale latitanza: non si sfugge alla cattura per trent’anni se non grazie a coperture su più livelli. Occorre che queste complicità emergano, anche perché solo così tanti famigliari delle vittime di mafie che attendono giustizia e verità avrebbero parziale risarcimento al loro lungo e intollerabile strazio. La lotta alla mafia non si arresta con Matteo Messina Denaro perché l’ultima mafia è sempre la penultima, perché il codice genetico della mafia affida alla sua creatura un imperativo primario: quello di sopravvivere. Ce n’è un’altra infatti che cova, ha sempre covato. Nei cambiamenti storici che sono avvenuti, ci sono sempre delle ceneri che ardono sotto. Dunque esultiamo pure per la cattura di Messina Denaro ma nella consapevolezza che l’arresto di oggi non è la conclusione ma la continuità di un lungo percorso, di una lotta per sconfiggere le mafie fuori e dentro di noi.

Luigi Ciotti

lunedì 16 gennaio 2023

MA COSA DICE, MINISTRO SANGIULIANO ?

Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura
«Il fondatore del pensiero di destra in Italia è stato Dante Alighieri: la destra ha cultura, deve solo affermarla». «Quella visione dell’umano della persona la troviamo in Dante, ha aggiunto Sangiuliano, attuale Ministro della Cultura del Governo Meloni,  ma anche la sua costruzione politica credo siano profondamente di destra. Ma io ritengo che non dobbiamo sostituire l’egemonia culturale della sinistra, quella gramsciana, a un’altra egemonia, quella della destra. Dobbiamo liberare la cultura che è tale solo se è libera, se è dialettica».
 

 
 
 

ERA LATITANTE DAL 1993

 



domenica 15 gennaio 2023

CONTRO LA PENA DI MORTE

 -  Da  www.talentilucani.it  -


LA PENA DI MORTE

Di  Patrizia Barrese     il                                             Cultura, Politica & Società

Patrizia Barrese
Il concetto di pena di morte affonda le radici nella preistoria e, dall’età antica sino al Medioevo, giunge ai nostri giorni. Che fosse per un intreccio di idolatria, religione o per vendetta, la spettacolarizzazione delle pratiche connesse alle esecuzioni attraverso l’uso del terrore e della crudeltà, offriva un monito al popolo e ai nemici, quasi a riprodurre i momenti della passione di Cristo: già nella storia del mondo romano, i latrones erano condannati a pene capitali quali la crocifissione o gettati a bestie feroci nei circhi, affinché il loro supplizio servisse d’esempio. Non ne fu avulso neppure il Brigantaggio. Quest’ultimo è da sempre conosciuto come l’espressione del malcontento della popolazione rurale a causa di crisi economiche, sociali e politiche che hanno attraversato il Meridione d’Italia a partire dal 1860.


Forme di banditismo caratterizzate da azioni violente a scopo di rapina ed estorsione hanno operato in Basilicata, dove i fuorilegge, se catturati, venivano impiccati senza processo dalla corona borbonica mentre già nel 1800 numerosi rivoltosi venivano impiccati e fucilati. Pene capitali che continuarono a perpetrarsi sino alla restaurazione di re Ferdinando che attuò una campagna repressiva nei confronti delle bande di briganti: nei territori del Sud vennero istituite vere e proprie corti marziali, e laddove pubblicate le liste di banditi ricercati per brigantaggio, potevano essere uccisi da chiunque, ricevendo un premio in denaro. 

IL GIURAMENTO DI UNA PICCOLA ITALIANA

 

 

 

Francesca Schettino era nata a Maratea il primo agosto 1924, nell'era fascista iniziata circa due anni prima e fu poi, nel 1951, mia madre.

Il suo totale, costante silenzio,  con me, in famiglia e nella società, sulla sua fanciullezza e gioventù la dice lunga su come avesse vissuto e subito sin da bambina il ventennio fascista.









sabato 14 gennaio 2023

UNA PROFESSORESSA LASCIATA SOLA DALLA SCUOLA ?

Da Avvocato e Docente di Discipline giuridico-economiche in pensione non posso che esprimere la mia vicinanza e solidarietà alla collega vittima in classe di un episodio grave e tale da censurare subito con circostanziata nota in registro di classe per i successivi provvedimenti di competenza del Consiglio di classe in armonia con la vigente normativa, Statuto degli studenti compreso.

Mi sembra di cogliere, da quanto riferisce l'Insegnante, la sua amarezza a fronte del comportamento delle famiglie dei ragazzi e di un tardivo,  probabilmente inadeguato intervento della scuola nei confronti degli autori del fatto- reato e dell'intera classe, tanto da essere stata costretta a sporgere personale denuncia per una vicenda che, a mio parere, avrebbe meritato e merita una sua giusta definizione con rapido ed efficace procedimento sanzionatorio-educativo innanzitutto in sede scolastica, trattandosi peraltro di studenti minorenni


 

-  Da  https://www.tecnicadellascuola.it/  -


La prof colpita con pistola ad aria compressa denuncia la classe: “Sono uscita piangendo, genitori schierati con i figli”

NO ALLA PENA DI MORTE !

 ANNO  NUOVO E...NUOVE  ESECUZIONI  CAPITALI...



-  Da  Nessuno Tocchi Caino newsletter <nessunotocchicaino@arte.it>  -

 

TEXAS (USA): ROBERT FRATTA GIUSTIZIATO

Robert Fratta, 65 anni, bianco, è stato giustiziato in Texas il 10 gennaio 2023.

Fratta, ex agente di polizia, ha ricevuto un'iniezione letale nel penitenziario statale di Huntsville per aver ingaggiato due uomini affinchè uccidessero la moglie, Farah, nel novembre 1994.

È stato dichiarato morto alle 19:49, 24 minuti dopo che la dose letale di pentobarbital ha cominciato a fluire nelle sue braccia.

Per circa tre minuti prima dell'inizio dell'esecuzione, il consigliere spirituale di Fratta, Barry Brown, ha pregato su Fratta, che era legato alla barella della camera della morte con aghi per endovenosa in ciascun braccio.

Alla domanda del direttore se avesse una dichiarazione finale, Fratta aveva risposto: "No".

Secondo l’accusa Fratta aveva pagato Joseph Prystash e Howard Guidry perché sparassero alla moglie simulando una rapina. Farah Fratta, 33 anni, è stata colpita due volte alla testa nel garage di casa sua.

Anche Prystash e Guidry sono stati condannati a morte. Fratta è il primo ad affrontare l'esecuzione.

Fratta era stato condannato a morte una prima volta nel 1996, ma la condanna era stata annullata da un giudice federale che ha stabilito che le confessioni dei suoi complici non avrebbero dovuto essere ammesse come prova. Era stato condannato di nuovo a morte nel 2009.

Una giudice del tribunale civile di Austin, Catherine Mauzy, aveva accolto un ricorso di Fratta che sosteneva che il pentobarbital che l’amministrazione intendeva usare fosse scaduto, e potessero risultare inefficace o molto doloroso. Questa decisione è stata annullata dalla corte d’appello penale, e l’annullamento è stato confermato dalla Corte suprema di stato.

L’esecuzione è stata ritardata di poco più di un'ora in attesa che la Corte Suprema degli Stati Uniti, la Corte Suprema del Texas e la Corte d'Appello del Texas esaminassero i tradizionali “ricorsi dell’ultima ora”.

Fratta diventa il primo detenuto a essere messo a morte quest'anno in Texas, il 579° in assoluto da quando il Texas ha ripreso le esecuzioni nel 1982, il 2° detenuto a essere messo a morte quest'anno negli Stati Uniti e il 1.560° in totale da quando la nazione ha ripreso le esecuzioni il 17 gennaio 1977. Altre otto esecuzioni sono previste in Texas entro la fine dell'anno.

(Fonte: APNews, 10/01/2023)

ANNO NUOVO, ...CAUSE VECCHIE E... NUOVE PER IL COMUNE !

-  Da  COMUNE di MARATEA  - Albo pretorio digitale  -

 N° Albo:84 dell' anno:2023

Oggetto:COSTITUZIONE NEL GIUDIZIO DI APPELLO INNANZI AL CONSIGLIO DI STATO PROMOSSO DA CRUSCO FRANCESCA, FULCO GIOVANNI, MAGLIACANE LUCA, GLOSA BIAGIO, TARALLO MARIASSUNTA, LIMONGI MARIANO.ATTO DI INDIRIZZO.

Documenti:

 

venerdì 13 gennaio 2023

AREA MARINA PROTETTA "COSTA DI MARATEA"

        


                              

        

 


 

 

 

 

Potenza, 11 gennaio 2023                                                                                                         

                                                         

                                                    C O M U N I C A T O   S T A M P A

 

                                          ADESSO  SI  PUO'

 

Sbloccare subito l'Area Marina Protetta Costa di Maratea         

 

Un presidio fondamentale per la conservazione, lo sviluppo e la difesa del territorio

 Nel corso della conferenza stampa convocata da Legambiente Basilicata, a cui ha partecipato  il Presidente Nazionale Stefano Ciafani, l’associazione ambientalista ha ribadito con nettezza la necessità di ripartire subito con l’iter istitutivo dell’Area Marina Protetta di Maratea, fermo ormai da troppo tempo.

 Questa richiesta è particolarmente opportuna proprio nel momento in cui la costa di Maratea è stata colpita, come negli ultimi mesi, da eventi meteorologici estremi i cui impatti sono stati – e purtroppo saranno – molto pesanti per quel territorio. La necessità di affrontare e porre rimedio ai danni non deve farci dimenticare che la prevenzione è il migliore strumento che abbiamo a disposizione, per ridurre la vulnerabilità dei nostri territori.

 

SOTTO ATTACCO UNA PARTE DELLA SANITA' PUBBLICA ?

                                                              Nicola  SAVINO*

 

Non è improbabile che si stia tentando di approfittare di un governo di Destra per un attacco risolutivo  contro una parte della Sanità pubblica! Indizi, la persistente insufficienza delle ammissioni alle facoltà di medicina ed alle specializzazioni, l’emigrazione dei giovani per studiarle e professarle… 

E’ per questo che, anche qui, a Potenza, si deve aspettare da gennaio all’autunno per un accertamento nel pubblico mentre altri specialisti privati (o quelli pubblici nelle ore libere) sono subito disponibili ma a costi al minimo pari ad 1/20 dello stipendio di un impiegato (medio-basso)… per 15 minuti ..spesso senza fattura se non la richiedi!

Se sono ospedalieri, riscuotono in privato la vista ed intervengono sul “visitato a pagamento” negli ospedali pubblici per servirsi delle apparecchiature ed eventualmente dell’equipe , al minimo, scavalcando la lista che si allunga,,, in attesa.

Nel caso-diversamente dalla Basilicata- esistano anche cliniche convenzionate o gli specialisti siano privati, è più probabile si appoggino a tali cliniche, magari di altre Regioni o a Nord, con costi rapportati alla complessità del caso e solo parzialmente rimborsabili dalla Regione di provenienza.

Un quadro che si deduce dalla descrizione dei pazienti, a favore dei quali si potrebbe forse “retribuire” gli specialisti ospedalieri anche per le diagnosi cui si fa poi seguito nelle strutture pubbliche. Molto difficile, ma forse non impossibile, se s’instaurasse un’adeguata vigilanza e si risparmiasse quanto andrà al “a piè di lista”, come sta per accadere ora !…

Che la materia sia molto complessa e che intorno ad essa girino enormi difficolta (di rilievo ideologico ed economico), si rileva dalla vicenda Usa, dove non si è riusciti ad un sistema almeno somigliante al Nostro: non Clinton nel 1993, ed i suoi stessi successori Democratici soltanto molto parzialmente. Uno degli scontro tra Questi ed i Repubblicani, fin alla stessa riduzione delle politiche sociali dai Primi.

SULLE ORME DI FRANCESCO DI ASSISI

 -  Da  www.quirinale.it  -


Cordoglio del Presidente Mattarella per la scomparsa di Fratel Biagio

Ho appreso con profondo dolore la triste notizia della morte di Fratel Biagio, punto di riferimento, non soltanto a Palermo, per chi crede nei valori della solidarietà e della dignità della persona, che ha testimoniato concretamente, in maniera coinvolgente ed eroica.

Il rimpianto e la riconoscenza nei confronti di Biagio Conte vanno espressi consolidando e sviluppando anche in futuro le sue iniziative affinché il ricordo della sua figura sia concreto e reale, così come è stato il suo esempio.

Roma, 12/01/2023 (II mandato)