TORTORA. RIFLESSIONI ED EMOZIONI durante la presentazione di “Umore-T” di Francesco Laprovitera
Di Martino Ciano Pubblicato il 31/12/2024
Quella
di “Umore-T”, il romanzo di Francesco Laprovitera, è stata una
presentazione che ha toccato corde intime. Il dibattito si è svolto
presso la Biblioteca comunale “Giovanni Chiappetta”, sita al Centro
storico di Tortora, nell’ambito della manifestazione “La magia del
Borgo” andata in scena domenica 29 dicembre.
Il romanzo tratta la difficile tematica della “lotta al tumore”. E
proprio il tumore è uno di quei mali che investe non solo chi deve
affrontarlo in prima persona, ma anche i familiari che condividono
l’esperienza di chi ne è colpito.
Nello specifico, il libro racconta dell’ossessione di un medico che
si getta in uno studio “matto e disperato” con la speranza di arrivare
alla scoperta di una “cura definitiva”. Nel mezzo di questa ricerca
sono tante, troppe, le perplessità e le riflessioni che sgorgano dal suo
animo; tutte mettono in mostra quell’impotenza che manda in crisi anche
gli uomini di scienza.
Cuore e mente, carne e spirito, razionalità e fede: tutto questo si
muove nel libro di Laprovitera. L’autore ha tratto “ispirazione” da
alcune esperienze personali, creando un testo che non “dà soluzioni”, ma
in cui molti possono ritrovarsi.
Forti gli interventi del Sindaco di Tortora, Antonio Iorio, e dell’ex
vicesindaco Biagio Benvenuto, quest’ultimo in veste soprattutto di ex
medico condotto che ha raccontato di ciò che ha visto e provato in
alcune situazioni. Al fianco di Laprovitera anche Giusi Fondacaro, che
ha letto alcuni brani con cui sono stati intervallati gli interventi dei
relatori.
Come ricordato dall’Autore, il ricavato delle vendite del libro sarà
devoluto alla sezione di Lagonegro-Tursi dell’Unitalsi, associazione
cattolica dedicata al servizio degli ammalati.
augurio di buon anno da parte dell'Amministraizione Comunale
Data:
Martedì, 31 Dicembre 2024
Carissimi Cittadini,
stiamo per lasciarci alle spalle il 2024 ed entrare nel nuovo anno con il suo carico di aspettative e preoccupazioni.
Questo fine anno è anche l’occasione per fare un rapido bilancio
dei primi sei mesi dell’Amministrazione che mi onoro di rappresentare.
L'energia e l'entusiasmo che abbiamo profuso in questi mesi sono
stati notevoli, restituendo alla nostra Città, da un lato, il decoro e
la credibilità persi, ponendo così le basi per la realizzazione di quei
grandi progetti ed opere necessari ad una Città che guarda al futuro, e,
dall’altro, recuperando il valore della speranza, elemento essenziale
del programmare, cuore pulsante di una comunità chiamata a lavorare per
garantire a tutti condizioni di vita sempre migliori.
- Da https://www.fatebenefratelli.it/blog/narcisismo -
"NARCISISMO: patologico vs sano".
"Il termine "narcisismo" ha origini dalla mitologia greca e nasce dal personaggio con il nome di Narciso, protagonista di un mito raccontato da Ovidio. Narciso, figlio della ninfa Liriope e del dio Cefiso, era un giovane famoso per la sua bellezza che rifiutò ogni pretendente per via della sua superbia. A seguito del rifiuto anche della ninfa Eco venne condannato a innamorarsi perdutamente della propria immagine riflessa nell'acqua. Un amore che lo portò alla morte.
Generalmente, nel linguaggio comune si descrive una persona come narcisista quando è piena di sé e tendenzialmente egoista: una persona che esalta le proprie capacità e mette in mostra la sua bellezza fisica o i beni che possiede e dà priorità ai propri desideri e bisogni.
Di fatto esiste una forma di narcisismo sano e uno patologico, che rientra nei disturbi della personalità.
Su quaderni di scolaro
Su i miei banchi e gli alberi
Su la sabbia su la neve
Scrivo il tuo nome
Su ogni pagina che ho letto
Su ogni pagina che è bianca
Sasso sangue carta o cenere
Scrivo il tuo nome
Su le immagini dorate
Su le armi dei guerrieri
Su la corona dei re
Scrivo il tuo nome
Su la giungla e il deserto
Su i nidi su le ginestre
Su la eco dell’infanzia
Scrivo il tuo nome
Su i miracoli notturni
Sul pan bianco dei miei giorni
Le stagioni fidanzate
Scrivo il tuo nome
Francesco
Laprovitera, nato a Praia a Mare, laureatosi in Giurisprudenza presso
l’Università di Napoli “Federico II”, trasferitosi in quel di Bologna, ha
scritto un breve saggio dal titolo “UMORE-T”,
pubblicato da Arduino Sacco editore nel 2024.
L’anagramma
- o permutazione delle sillabe di questo titolo “UMORE-T” – porta a “Tumore”,
sinonimo, a sua volta, di “Cancro”.
Francesco
Laprovitera è un uomo di cultura del Sud, che, docente al Nord, diffonde
cultura. Argomento del succitato suo ultimo lavoro è il “Cancro”, del quale
morirono, anchein giovane età, in tanti,
nello stesso territorio di Praia a Mare e Dintorni; probabilmente, secondo
un’opinione diffusa, per fattori ambientali.
Ovviamente,
l’Autore precisa che l’opera è frutto della fantasia, e che ogni riferimento a
fatti realmente accaduti, o a persone realmente esistite, o esistenti, è da
ritenersi puramente casuale. Comunque, questo saggio, ispirato e scritto
d’istinto, genera empatia, e solidarietà, nel lettore.
Siamo nel pieno
di questi giorni di festa, ma il tempo delle festività non cancella le
guerre, la povertà, le mafie e la crisi ambientale. Tuttavia, ci regala
una rinnovata speranza, una speranza che deve trovarci pronti a agire.
Anche i cambiamenti più
grandi nascono da piccoli gesti, proprio come un bambino che cresce e
impara. L'inizio di un nuovo anno è un invito a mettere in gioco energie
sempre nuove e a rinnovare il nostro impegno per un mondo migliore.
Il nostro augurio è
quello di continuare a camminare insieme, nelle difficoltà come nelle
gioie per regalarci finalmente un futuro libero e giusto per tutti e
tutte. Buon 2025
da tutta Libera!
Il 28
dicembre 1943 muoiono torturati e fucilati dai fascisti presso il
poligono di tiro di Reggio Emilia i 7 FRATELLI CERVI: GELINDO (43
anni), ANTENORE (38 anni), ALDO (34 anni), FERDINANDO (32 anni),
AGOSTINO (28 anni), OVIDIO (25 anni), ETTORE (22 anni) tutti contadini,
Antifascisti, Partigiani.
Nel Cimitero di Campegine riposano le spoglie dei sette fratelli
Cervi, strenui oppositori del regime fascista, che li mandò a morte
mediante fucilazione assieme a Quarto Camurri il 28 dicembre del 1943 al
Poligono di tiro di Reggio Emilia.
I loro corpi furono rinvenuti nel cimitero di Villa Ospizio (RE) l’anno successivo a seguito di un bombardamento.
Il 20 ottobre del 1945, con solenne cerimonia, le salme furono
tumulate nel luogo ove ora sorge una cappella ad arco, che accoglie
anche le spoglie della madre, deceduta per il dolore un anno dopo la
morte dei figli, e del padre spentosi il 27 marzo del 1970.
- Da Nessuno Tocchi Caino newsletter <noreply@nessunotocchicaino.it> - del 27/12/2024
DOPO DIO VENGONO I CARCERATI: IL PAPA APRE IL GIUBILEO A REBIBBIA
Sergio D’Elia su l’Unità del 27 dicembre 2024
Atto straordinario quello di Papa Francesco, non solo simbolico, ma anche
teologico e politico.
Ha aperto la porta santa in un luogo chiuso, dimenticato, di privazione non
solo della libertà ma di tutto, financo della vita. Con questo atto simbolico,
di apertura, il papa ha chiuso il carcere, un istituto anacronistico, ormai
fuori dal tempo e fuori dal mondo che del significato letterale della parola,
che dall’aramaico “carcar” trae origine, ha svelato tutta la sua essenza,
quella di sotterrare, tumulare. Ottantotto detenuti che si sono tolti la vita
in questo anno che volge alla fine. E otto detenuti che si sono suicidati.
Altri centocinquantasei sono morti per altre cause, molti di “morte naturale”,
semmai può essere certificato come naturale e non criminale quel che avviene in
carcere.
La Costituzione fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, promulgata dal Capo provvisorio dello Stato il 27 dicembre 1947, pubblicata nella Gazz. Uff. 27 dicembre 1947, n. 298, ediz. straord., ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
Venerdì 27 Dicembre è il 362° giorno del calendario gregoriano, mancano 4 giorni alla fine dell’anno.
Il pianeta degli alberi di Natale di Gianni Rodari
Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
Presto, presto, adunata, si va
nel Pianeta degli alberi di Natale,
io so dove sta.
Che strano, beato pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.
In piazza c’è il mercato dei balocchi.
un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
ti fa l’inchino e dice: “Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…”
Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è.
Un bel pianeta davvero
anche se qualcuno insiste
a dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste esisterà:
che differenza fa?
È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.
- Solo insieme possiamo costruire il nostro futuro -
A nome mio e dell’Amministrazione comunale vi giungano i più sinceri e calorosi auguri di buon Natale e di un anno nuovo di serenità e costruzione insieme di una Città migliore.
Il Sindaco - Cesare Albanese
#Maratea#Basilicata
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Questo Blog, nell'apprezzare e condividere gli auguri del Sindaco, li ricambia affinchè, dandoci una mano, il giorno di Natale duri tutto l'anno...
SIMONETTI SCRIVE AL VESCOVO DI POTENZA: MIGRANTI AL GELO SOTTO I PONTI E I SOLDI CHE NON SI SPENDONO DA ANNI
Di
Pietro Simonettiil
PIETRO SIMONETTI SCRIVE A MONS.CARBONARE SULLA SITUAZIONE DEI MIGRANTI IN BASILICATA
ECCELLENZA,
Molti hanno seguito con attenzione il Suo pellegrinaggio di questi giorni nelle sedi delle parti sociali e del volontariato. Nel
contempo abbiamo visto le immagini del Metapontino che fissano le
gravi condizioni dei migranti stagionali costretti a vivere sotto i
ponti o nei ruderi al freddo di questo inizio d’inverno.
Al
netto di auguri, riflessioni ed auspici, colpisce, nell’incontro con
Cgil ,CISL ,Uil, la Sua frase”mobilito le coscienze”, voi dovreste farlo
con i lavoratori’.
La
Basilicata è in forte declino, i dati demografici dicono la verità: il
Pil decresce nonostante le risorse naturali ed umane,ora manca anche
l’acqua.
Il
Bilancio pubblico allargato a quello privato va oltre i 15 miliardi
ogni anno, una cifra enorme che viene utilizzata male,sprecata o
sottratta in parte da gruppi affaristi e di potere.
L’ultimo
documento dei Vescovi lucani mette al centro del disagio ,anche
economico ,la vicenda Sellantis e non poteva essere diversamente.
Esistono
inoltre a livello regionale problemi e condizioni di vita che
riguardano le oltre 50.000 persone migranti che lavorano assicurando
un notevole sostegno all’economia lucana.
Il 50% lavora in Agricoltura ,edilizia ed resto nel lavoro di cura.