IN LAZIO E LOMBARDIA VINCE IL CENTRODESTRA.
Nel Lazio ha votato il 37% degli elettori
In Lombardia ha votato poco più del 40% degli elettori
IN LAZIO E LOMBARDIA VINCE IL CENTRODESTRA.
Nel Lazio ha votato il 37% degli elettori
In Lombardia ha votato poco più del 40% degli elettori
UN POPOLO CHE CANTA E BALLA E... NON VA A VOTARE...
- Da "Pensieri del 2023" di Gian Carlo Marchesini in www.calderano.it - Storia e storie.
"Amo l'arte, la bellezza, la musica in tutte le forme creative di cui sono capaci. Ma fosse dipeso da me avrei sostituito il festival di Sanremo e la sua settimana di serate televisive, con il confronto sul come trovare una soluzione di compromesso pacifico capace di superare la guerra tra Russia e Ucraina. Invitando a partecipare politici e chi è alta espressione delle istituzioni e della cultura. Penso che il festival sia stato invece usato come via di fuga, alibi e copertura demagogica, e che sia stato fatto ben poco per affrontare le questioni di ingiustizia, crisi, fame e guerra di cui siamo in balia. Mentre il Titanic affonda, la scena può essere ossessivamente riempita da un popolo che canta?"
- Da www.quotidianosociale.it -
INARRESTABILE SPOPOLAMENTO/In Basilicata ora fuggono all’estero anche i pensionati. I paesi europei tra i più gettonati
11 febbraio 2023 Nicola Patruno
Uno spopolamento sempre più difficile da fermare. Ora fuggono all’estero non solo i giovani, ma anche i sessantenni e gli ultrasessantenni. La continua diaspora giovanile dettata da tantissime ragioni, a cominciare dalla mancanza di un lavoro e quindi dall’impossibilità di costruirsi un futuro nel proprio Paese, non è l’unica causa della desertificazione, un tema di scottante attualità su cui si stanno versando fiumi di inchiostro. In verità è un tema che interessa molte regioni d’Italia ma che sta avendo un impatto sociale preoccupante soprattutto in Basilicata. Il processo di spopolamento sta aumentando di giorno in giorno, questa volta perché ad andare in terre <assai lontane> sono anche i pensionati, visto che un numero sempre crescente di “over 60” fanno valigie e lasciano la Basilicata. E non bastano certo i migranti, che in Basilicata sono tanti e su cui si fa molto affidamento, a compensare questa continua ”emorragia” di abitanti. Un fenomeno quindi che sta gettando molte ombre sul futuro del territorio lucano.
Si chiamava Guidalberto, detto Guido, nome di battaglia "Ermes".
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| Belluno, 4/10/1925 - Cividale del Friuli, 12/02/1945 |
- Da www.gruppolaico.it - Il dovere della Memoria - 12 febbraio: La passione di un Partigiano
Il 7 febbraio 1945, mentre si trovava presso le malghe di Porzus (UD) con la sua brigata, venne catturato con i suoi compagni da un gruppo di partigiani comunisti dei GAP del Friuli che volevano indurre i partigiani della Osoppo a combattere per Tito e per le esigenze politico-territoriali della Jugoslavia. La loro opposizione e la loro ferma decisione di voler continuare la lotta resistenziale a servizio unicamente dell’Italia porterà alla morte Guido e 13 dei suoi compagni nei giorni successivi , in località diverse vicino a Porzus: i loro corpi furono gettati in una foiba.
L'UMANITA' E' SEMPRE IN CAMMINO E...SIAMO TUTTI SISIFO...
- Da www.ilmattinoquotidiano.it/blog/alba-subrizio -
SISIFO, LA "FATICA" DI ESSERE UOMO E LA SFIDA DEGLI DEI
Condannato per l’eternità a spingere un macigno che rotolava giù continuamente, il mitico re di Corinto è metafora della condizione umana
Alba Subrizio 30 aprile 2017
Per A. Camus Sisifo rappresenta l’umanità che è sempre in «cammino» nonostante i suoi limiti, nonostante il macigno che ognuno di noi, tra le mille avversità della vita, continua malgrado tutto a spingere, contro tutto e tutti (anche gli stessi dèi), anche se il finale è già scritto, perché «la LOTTA verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo»...
Osò sfidare gli dèi, osò sfidare la morte, il suo nome era Sisifo.
Oggi l’espressione “fatica di Sisifo” è usata per indicare un lavoro inutile che, per l’appunto, richiede grande fatica senza raggiungere risultati. Eh già, perché la pena alla quale Sisifo era stato condannato negli Inferi era quella di spingere per l’eternità un enorme masso su il pendio di un monte, ma una volta arrivato in cima questo rotolava giù e doveva ricominciare daccapo; ciò non aveva mai fine.
Nicola SAVINO*
La testarda mentalità secessionista della Lega, istigata da Bossi nonostante l’immigrazione massiccia degli anni ’60 ed il cristallizzarsi della spesa alla data dell’Unificazione (basti ricordare la L. Coppino- 1881- per l’Istruzione), ha spinto il governo Meloni ad approvare un primo testo per l’Autonomia. Che però ha condizionato alla realizzazione dei Lep (servizi essenziali) al Sud: non soltanto da “determinare” (art 117) ma anche da realizzarli (con un fondo perequativo di cui all’art 119 CC, di 170/190 mld secondo alcuni o di 90/70 secondo altri). Sicché, a meno di colpi di mano, occorrerà non poco tempo per l’approvazione definitiva!
Intanto, per acuire speranze negli elettori leghisti delle regionali lombarde, si è addirittura organizzato- per la prima volta- un festival delle Regioni a Monza. C’era anche il nostro Generale-Presidente, che ha ritenuto, forse per autorevoli suggerimenti, promettere anche l’appoggio della Basilicata: assicurando che qui “C ’è condivisione con i colleghi del Nord!>.
E però, quando, giorni dopo, in CDM si è varata la legge-quadro (una procedura dai tempi lunghi) il nostro Presidente sembra aver giudicato invece da meridionalista, cioè sulla linea dei non pochi colleghi che non riconoscono la superiorità dei Nordici . E così, ai primi di Febbraio, una volta concesso lo scoop elettorale alla Lega, ha ritenuto opportuno esprimere la sua vera opinione, un giudizio opposto rispetto al precedente di Monza.
Ha infatti affermato che si tratta di “un punto di partenza” (per il voto dei leghisti a Milano, posto che- in Basilicata- Essi o trasmigrati o scomparsi ..o in eclisse temporanea- non possono più far danno!) Ed ha aggiunto: “si tratta di una riforma che dovrà realizzarsi. Ma importante è trovare le fonti di finanziamento per attuarla” (il Mattino del 3/2).
La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
- Da www.quirinale.it -
Palazzo del Quirinale, 10/02/2023 (II mandato)
Rivolgo un saluto molto cordiale al Presidente del Senato, al Vicepresidente della Camera, al Vicepresidente del Consiglio, agli altri rappresentanti del Governo, agli Ambasciatori dei Paesi amici presenti, ai rappresentanti degli esuli.
Sono passati quasi vent’anni da quando il Parlamento istituì, con una significativa ampia maggioranza, il Giorno del Ricordo, dedicato al percorso di dolore inflitto agli italiani di Istria, Dalmazia, Venezia Giulia sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi nella drammatica fase storica legata alla Seconda Guerra Mondiale e agli avvenimenti a essa successivi.
Bene ha fatto il Presidente della Repubblica a lasciare alla chetichella il palco a lui riservato poco dopo la parte iniziale con il monologo di Roberto Benigni dedicato alla nostra Costituzione nel suo 75° anniversario. Ciò ben prima che il giovane cantautore Blanco (pseudonimo di Riccardo Fabbriconi) devastasse il palco prendendo a calci e distruggendo le tante rose lì in bella mostra nella "città dei fiori".
- Da Comune di Maratea Facebook -
COMUNE di MARATEADOVE LA LUCE
di Giuseppe Ungaretti
Come allodola ondosa
Nel vento lieto sui giovani prati,
Le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci scorderemo di quaggiù,
E del male e del cielo,
E del mio sangue rapido alla guerra,
Di passi d’ombre memori
Entro rossori di mattine nuove.
Dove non muove foglia più la luce,
Sogni e crucci passati ad altre rive,
Dov’è posata sera,
Vieni ti porterò
Alle colline d’oro.
E' una catastrofe umanitaria, un'ecatombe...
- Da Comune di Maratea - Albo pretorio digitale
N° Albo:224
dell' anno:2023
Oggetto:Attribuzione delle funzioni di responsabile del SETTORE 3 - ENTRATE - PERSONALE-PROVVEDITORATO al Sindaco avv. Daniele Stoppelli Fino al 31.03.2023.
Richiedenti:
85046 Maratea (PZ)
C.F. : 91005240766
unipelma@gmail.com
Comunicato Stampa
Aliscafi nel Golfo di Policastro?
Il Golfo di Policastro tra la Punta degli Infreschi e la Punta Cirella è un angolo di mare di riconosciuta bellezza naturalistica; ed è via di accesso a varie località di Campania, Basilicata e Calabria per chi si muove con propri mezzi di trasporto marino, o terrestre.
Purtroppo, la frana di Castrocucco ha causato la interruzione del traffico automobilistico lungo la Strada Tirrenica Inferiore, e l’accesso a Tortora Marina e a Praia a Mare, privando, tra l’altro, “visitatori” ed abitanti degli Alburni e della Marcellana di giungere nell’Alto Tirreno nelle festività di bassa stagione turistica.
In attesa della riparazione dei danni provocati dalla frana, che non avrà tempi brevi, le Ferrovie dello Stato, saggiamente hanno aumentato il numero delle corse dei “treni locali”, preposti al trasporto di lavoratori, studenti e “Personale scolastico”. Ma gli autobus pubblici, sulla medesima tratta, sono costretti, purtroppo, ad allungare il percorso, che comporta un allungamento dei tempi di percorrenza. Sarebbe opportuno valutare la utilità di attivare le “Vie del mare” nel Golfo di Policastro con qualche “corsa” di aliscafi, predisponendo pontili di attracco lungo la Costa.
Quanto detto è soltanto una “idea”! Ad Esperti, ed Autorità competenti la valutazione di merito!
In passato, ci sono stati collegamenti con aliscafi tra Maratea e le Isole Eolie per incrementare le opportunità turistiche; oggi, questi collegamenti marittimi diminuirebbero disagi ed aggravi economici per studenti e lavoratori!
Valerio Mignone
Presidente UPEL Maratea Trecchina
Maratea Trecchina 6 febbraio 2023.
- Da www.quirinale.it -
| Foto d'archivio |
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito 30 Attestati d’onore di “Alfiere della Repubblica”. La solidarietà per la pace è il tema prevalente che ha ispirato nel 2022 la scelta dei giovani Alfieri. La selezione tra tanti meritevoli è stata orientata a valorizzare comportamenti e azioni solidali, ora nell’ambito di un’accoglienza a ragazzi ucraini in fuga dalla guerra, ora attraverso altri gesti di amicizia, cooperazione, inclusione affinché le diversità non diventino mai barriere. I testimoni scelti non costituiscono esempi di azioni rare, ma sono emblematici di comportamenti diffusi tra i giovani, che illustrano un mosaico di virtù civiche di cui, per fortuna, le nostre comunità sono ricche. Le storie degli Alfieri della Repubblica possono anche essere viste, dunque, come la punta di un grande iceberg che rappresenta, in ogni territorio, la vita quotidiana dei giovani.
Il Presidente Mattarella ha inoltre assegnato quattro targhe per azioni collettive che intendono valorizzare la partecipazione attiva e sentita dei giovani, anche al fine di incoraggiare un loro più consapevole protagonismo.
Ecco l’elenco e le motivazioni dei nuovi insigniti dal Capo dello Stato:
Alfieri della Repubblica
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Elisaveta Petronela Merfu, 29/4/2003, residente a Scalea (CS) - Per l’impegno sociale e l’attività di volontariato che ora svolge in favore dei ragazzi più piccoli, dopo aver ricevuto aiuto in un periodo difficile della propria vita.
Ragazza di origini rumene, dall’età di nove anni Elisaveta Petronela ha partecipato a un progetto di Save the Children, che mirava a stimolare la partecipazione dei giovani alla vita scolastica. Nel periodo delle scuole medie ha iniziato a frequentare il Punto Luce, uno spazio ad alta densità educativa, in cui Elisaveta Petronela ha trovato opportunità formative ed educative che la sua famiglia non le avrebbe potuto garantire. E’ in quegli anni che Elisaveta Petronela ha deciso di impegnarsi come componente attiva della rete Crescere al Sud, realizzando inchieste sui diritti negati a bambini e ragazzi nel territorio di Scalea e partecipando a iniziative antimafia. È tra i membri fondatori del gruppo Sottosopra Scalea - Movimento giovani per Save the Children, che promuove campagne contro il bullismo e le discriminazioni. Da beneficiaria che era, adesso è una volontaria del Punto Luce impegnata nei laboratori di cittadinanza attiva.
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Roma, 04/02/2023 (II mandato)
Sanità e Partecipazione democratica
Valerio Mignone
Attenendosi prevalentemente a quest'ultimo settore, possono essere di buon ausilio esperienze di sociologia medica. Queste evidenziano che i malati, a causa della loro malattia, hanno una limitazione, o una perdita, di partecipazione nei processi di tutela della salute. Se così è, la salvaguardia di questo valore spetta soprattutto ai cittadini sani, che devono vigilare direttamente, o indirettamente, sul buon funzionamento delle Istituzioni socio-sanitarie. A questi doveri civici devono contribuire anche i medici, dotati, peraltro, di competenze specifiche in materia, a condizione che si spoglino di corporativismi, tecnicismi e, prima ancora, di interessi personali. Sarebbe pericolosamente riduttivo, infatti, esaurire la funzione del medico nel solo rapporto con il proprio paziente, che, tra l'altro, varia, per molti fattori, a seconda delle latitudini del globo terrestre.
Nei paesi sottosviluppati afro-asiatici e del Sud America si incontrano ancora medici missionari, laici e religiosi, alla Schweitzer, e quelli mitizzati da Cronin. In Occidente, invece, il progressivo e costante miglioramento delle condizioni sanitarie ha fatto scomparire il medico vetero-borghese più o meno disinteressato, saggio e paternalista. Infatti, nella realtà italiana, tranne una minoranza di " baroni e baronetti", esiste il “medico di base”, che, suo malgrado, si ritrova a dover accettare soddisfazioni professionali, ed anche frustrazioni, quando, con encomiabile prudenza, deve trasferire i casi non di routine in ospedale, ove operano medici, tenuti, a loro volta, a risolvere i problemi clinici con l'occhio attento ai vincoli di bilancio per non essere accusati di inefficienza dai burocrati del Servizio Sanitario.
In questo contesto, gli ammalati, poveri cristi, spesso non percepiscono l’imbarazzo dei medici. Questi devono esigere che, nell'interesse dei cittadini, la propria opera professionale si svolga in un quadro organizzativo dignitoso, e che essa si possa proiettare in una medicina permanentemente innovativa, come impone la incalzante tecnologia che la pervade di giorno in giorno.
Per ottenere adeguate risposte a tali sacrosante esigenze, i medici non possono non essere attenti alla politica del momento, cui compete anche la organizzazione della Sanità nel suo complesso. Basta pensare alla politica che vuole la privatizzazione della gestione della salute secondo le leggi del mercato, trattando come merce la salute, che merce non è; e alla politica che vuole, invece, la gestione pubblica della salute, intesa come valore da garantire a tutti i cittadini.
ART. 27 della COSTITUZIONE ITALIANA
-III e IV comma-
"Le pene [17 ss. c.p.] non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte [, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra]".
- Da "www.ildubbionews del 3/2/2023 -
Nicola SAVINO*
O mo’ o mai più!
Ci sono le risorse economiche ed i Sindaci per l’iniziativa politica!!! Dal 2020 al 30/11/22 sono aumentati da 12.284 a 20.032 (17.045 maschi e 2.987 ragazze, 547 fino a 6 anni e 3.600 fino a 14 Fonte, Ministero del lavoro e delle Politiche sociali).
I MSNA, cioè i Minori Stranieri Non Accompagnati, potrebbero ribaltare il destino della Basilicata se si fosse capaci di organizzarci sia per la “prima accoglienza” che per la loro formazione successiva!
Da Il Sole del 10 gennaio, si segnala la carenza delle strutture di primo incontro, dove “viene esaminata la situazione psicofisica etc > (mai decollati): solo 5 in Sicilia ed uno in Molise per 275 posti. Il 4 agosto, il Min. dell’Interno ha emesso un bando per 100 posti su base regionale (lucana?) La valutazione dei progetti è in corso”.
Per la “prima accoglienza”- sono in ottime condizioni almeno due Monasteri (Oppido ad Est e Rivello ad ovest) .. A Rivello (che peraltro, insieme a Nemoli e Trecchina partecipa anche ad un bando per altri 20 adulti, con cui “daremo lavoro a una decina di persone e popoliamo il paese”, scrive il Sindaco avv. Altieri!) è già attivo un centro per MSNA. “Sono 12 .stanno nel centro storico ..ci lavorano sei giovani ..abbiamo un finanziamento di 300.000 eu annui, gestiamo con Arci e Città della Pace”.
Da il Sole “In Italia più di 20 mila minori soli, un numero quasi triplicato rispetto ai 7.080 del 2020, che sta mettendo in difficoltà il sistema”. Qualcuno è finito persino nel carcere per minori di Milano! (Rai) “Da gennaio il contributo ai Comuni sarà di 100 euro al giorno, situazione delicata perché si tratta di minorenni soli che corrono il rischio di essere reclutati dalla malavita o diventare vittime di violenza” (ibidem). Dato l’assetto della Basilicata, sarebbe meno difficile che a Milano, dove l’assessore Bertolè, dichiara < abbiamo in carico quasi 1.200 ragazzi e con questi numeri non riusciamo a garantire percorsi di qualità. A volte dobbiamo spostar(li) in Comuni piccoli”.
Da noi, invece, i Borghi sono tutti piccoli, e dispongono di case vuote per i suddetti percorsi. Effettuata la “prima accoglienza”, I Sindaci sono motivati (oltre Rivello ed i due limitrofi, anche nel Melfese, già impegnati con le due suddette Coop) e sanno che bisogna scendano in campo, mentre la gran parte è ancora letteralmente ferma (pur essendo la disponibilità delle popolazioni tutt’altro che negativo verso i minori).