Si chiamava Francesco Piro ma a tutti era noto come Ciccilluzzo e come uno dei comunisti di Maratea: naturalmente un comunista più o meno alla maniera di Giuseppe Bottazzi, il celebre "Peppone", perennemente in lotta con don Camillo (personaggi ideati da Giovannino Guareschi per i suoi racconti ambientati, nell'immediato dopoguerra, a Brescello, piccolo Comune in provincia di Reggio Emilia).
Diversamente da "Peppone", Sindaco di Brescello, il nostro Ciccilluzzo non era mai stato e non era Sindaco di Maratea nè aveva mai aspirato ad esserlo; era comunque, a suo modo, politicamente impegnato nel sostegno teorico alla rivoluzione bolscevica e nella paziente attesa di "baffone". Come tanti, ripeteva spesso il popolare detto napoletano "adda venì baffone" ("arriverà colui che metterà la situazione a posto"), con chiaro riferimento al Dittatore sovietico Stalin, noto per i suoi folti baffi e...non solo per questo.
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Giuseppe Bottazzi alias "Peppone" |
Francesco, o meglio, Ciccilluzzo era un simpatico personaggio del nostro Centro storico, un po' come il simpaticissimo "Peppone". Era amante della piazza, della compagnia, della politica, della buona tavola e delle belle donne; era, altresì, un animatore della locale Sezione del PCI insieme ad altri pochi compagni (non era facile allora essere comunisti) con lunga militanza tra le fila del partito e piuttosto restii a cogliere e condividere il pensiero di Enrico Berlinguer e l'idea del "compromesso storico".