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Nessuno tocchi Caino, attraverso i suoi rappresentanti Rita Bernardini (Presidente) Sergio D’Elia (Segretario) Elisabetta Zamparutti (Tesoriera), ha promosso un appello pubblico rivolto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, affinché sia riservata attenzione istituzionale al rispetto delle garanzie costituzionali e dei limiti del mandato della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi.
L’iniziativa non prende posizione sulla ricostruzione della morte di Rossi né sulle responsabilità delle persone coinvolte. Richiama invece la necessità che la ricerca della verità proceda nel rigoroso rispetto della separazione dei poteri, della presunzione di non colpevolezza, del diritto di difesa e delle competenze proprie dell’autorità giudiziaria.
La presa di posizione nasce dalle dichiarazioni rese pubblicamente il 19 ottobre 2026 dal Presidente della Commissione, on. Gianluca Vinci, secondo cui gli elementi acquisiti indicherebbero Giuseppe Mussari quale mandante di un’azione intimidatoria e Gabriele Ceccherelli quale organizzatore, con il contestuale annuncio dell’invio degli atti alla Procura. Come riportato da Adnkronos, Vinci ha inoltre affermato che «nessuno si permetterebbe di dire: “querelo il magistrato che mi sta indagando” e noi abbiamo gli stessi poteri, riconosciuti per legge, della magistratura», aggiungendo che Commissione e magistratura avrebbero «gli stessi identici poteri».
È proprio l’attribuzione pubblica di ruoli in fatti di possibile rilievo penale, insieme all’equiparazione tra Commissione e magistratura, a rendere necessario — secondo Nessuno tocchi Caino — un richiamo alla cautela istituzionale e alla distinzione delle funzioni. L’appello sottolinea che il Presidente di una Commissione parlamentare d’inchiesta non è un magistrato che conduce un’indagine penale e che la Commissione non è una Procura della Repubblica.
Nell’appello, l’associazione ricorda che l’articolo 82 della Costituzione attribuisce alle Commissioni d’inchiesta gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria, senza determinare un’identità di funzioni con la magistratura. La valutazione della rilevanza penale degli elementi, lo svolgimento delle indagini e le determinazioni processuali spettano al pubblico ministero, nel quadro delle garanzie previste dagli articoli 112 e 27 della Costituzione.
Nessuno tocchi Caino chiede al Presidente Mattarella, quale garante della Costituzione e dell’equilibrio tra i poteri, di riservare alla vicenda la propria autorevole attenzione. Al Presidente Fontana chiede di valutare, nell’ambito delle sue prerogative, il rispetto dell’atto istitutivo, del regolamento e dei limiti del mandato della Commissione.
In particolare, l’appello sollecita la trasmissione integrale e tempestiva alla Procura competente degli elementi di possibile rilievo penale, l’adozione di un linguaggio pubblico prudente, la tutela dell’effettivo diritto di interlocuzione e difesa e la netta distinzione tra inchiesta parlamentare, azione penale e accertamento giudiziario delle responsabilità.
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