giovedì 5 marzo 2015

La transazione


Comune di Maratea – Ditta Frame con sede in Lauria.

La  precedente Amministrazione comunale a guida  Di Trani,  poco prima  di  lasciare il Municipio,  ha ritenuto  di dover adottare la Deliberazione n. 17 del  6 marzo 2014, avente ad oggetto: Approvazione schema atto di transazione relativo ai crediti vantati dal sig. Di Bella. 
Così Sindaco e quattro Assessori (due assenti, per loro fortuna), “accertata la disponibilità di Bilancio”, “visto il parere del Revisore dei Conti”, dato atto dei pareri favorevoli espressi rispettivamente dal Responsabile del Settore Amministrativo e dal Responsabile del Settore Finanziario, incuranti anche del numero 17 della relativa Deliberazione, a voti unanimi hanno approvato la transazione, con la quale il Comune di Maratea si è obbligato a corrispondere alla Ditta Frame di Gianfranco Di Bella E. 10.000,00 entro e non oltre il 30 giugno 2014, cioè quasi “hic et nunc”. Seguivano le relative Determinazioni di impegno di spesa e liquidazione da parte del Responsabile del Settore amministrativo.


A seguito della pubblicazione all’Albo pretorio della suindicata Deliberazione, dopo aver esaminato il caso,  ho ritenuto, da cittadino, di dover prendere le difese del nostro Comune e di rivolgermi formalmente al Sindaco, al Segretario generale, al Revisore dei Conti, al Responsabile del Settore amministrativo ed al Responsabile del Settore Finanziario per chiederne la revoca in applicazione del principio di autotutela dell’Ente pubblico. Appariva evidente, infatti, che nella sostanza non si trattava di transazione (contratto espressamente previsto e regolamentato dal codice civile) ma del riconoscimento e pagamento, in assenza di preventivo contratto o ordinativo, dell’intera somma (mancava del tutto la reciprocità delle concessioni) pretesa  dalla Ditta  dichiaratasi creditrice con una mera lettera del suo legale, Avv. Prof. Antonio Boccia da Lauria, pervenuta qualche mese prima presso la Casa comunale. Appariva, altresì, evidente che quanto approvato con la menzionata Deliberazione era del tutto privo di utilità e convenienza per la Pubblica Amministrazione e tale da procurare al solo privato un ingiusto vantaggio  con danno patrimoniale per il Comune di Maratea.
Il Sindaco, nel silenzio di tutti gli altri destinatari della mia istanza,  con sua Nota del 28 aprile 2014, trasmessami a mezzo  PEC,  rilevava la  irritualità della  richiesta di revoca e mi comunicava testualmente che “a parere di questa Amministrazione, non sussistono motivi  per adottare l’invocato provvedimento”. E proseguiva: “Infatti, l’atto di transazione, redatto nel rispetto dei requisiti previsti dall’art. 1965 c.c. e nell’interesse dell’Ente, per il quale è stato acquisito anche il parere del Revisore dei Conti, non è da ritenersi illegittimo”. 
La lezione di Diritto e la sicurezza ostentata nel caso di specie dall’interlocutore, nonostante preavviso di ulteriore azione in  assenza di provvedimenti, hanno assunto il tono dell’arroganza e della provocazione.
In poche parole, nella sua breve Nota, il Sindaco pro tempore, che ben mi conosce da tempo anche per il passato mio lungo ruolo di Consigliere comunale di minoranza  e quale Avvocato con studio legale in Maratea, mi ha elegantemente opposto una certa incompetenza, sia amministrativa che legale, o quantomeno l’aver preso un abbaglio.
Eppure di contratti di transazione  dovrei capirne alla luce della mia ultratrentennale esperienza di Avvocato!
Eppure a generazioni di alunni, oggi anche stimati professionisti, ho spiegato  tante volte, durante una ultratrentennale esperienza di Docente di Discipline giuridico-economiche, il contratto di transazione con i suoi requisiti, a cominciare dalla necessità di reciproche concessioni tra le parti!
PERBACCO!   Inizia il  “braccio di ferro” e forse non è il caso di passare in qualche modo per ignorante.
Gli atti arrivano sul tavolo della Procura regionale della Corte dei Conti  a Potenza e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro.
Quest’ultima ha recentemente provveduto a notificare a tutti i signori Amministratori comunali, di cui alla ripetuta Deliberazione n. 17,  al sig. Revisore dei Conti ed ai Responsabili del Settore Amministrativo e Finanziario del Comune  un Avviso  di conclusione  delle indagini preliminari con ipotesi di reato di Abuso d’Ufficio in riferimento alla transazione approvata in danno dell’Ente pubblico e ad esclusivo vantaggio del privato, nel caso di specie, la Ditta Frame con sede in Lauria.
PERBACCO!  Forse  la mia richiesta di riesame del caso con revoca della Deliberazione, preventivamente inviata  presso il Municipio, non era poi del tutto  così peregrina!  Forse una minore caparbietà ed una maggiore modestia  nell’amministrare con correttezza la cosa pubblica avrebbero potuto evitare il prosieguo di cui innanzi!    E forse  non sarà  tutta colpa  del  n.  17  della Deliberazione!
 

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