SEMPRE, OVUNQUE, COMUNQUE...!
lunedì 28 febbraio 2022
domenica 27 febbraio 2022
CHI CI SALVERA' ?
G I R O T O N D O
di Fabrizio De Andrè
Se verrà la guerra, Marcondiro'ndà
Sul mare e sulla terra, Marcondiro'ndera
Sul mare e sulla terra chi ci salverà?
Ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà
La guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà
Ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà
Buon Dio se n'è andato, chissà quando ritornerà
IO SO....
nato a Bologna il 5-3-1922 - assassinato a Roma il 2 -11-1975 |
Articolo di Pier Paolo Pasolini, pubblicato sul Corriere della Sera nel 1974
CHE COS'E' QUESTO GOLPE.
Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato
golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di
protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi
fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle
prime stragi, sia, infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi
più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi
della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una
seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l’aiuto della Cia (e in
second’ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato
(del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare
il 1968, e, in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia,
si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il
disastro del referendum.
TRA IL FUOCO NEMICO E...AMICO
Queste mie poche riflessioni sono dedicate ai soldati tutti, ucraini e russi, ed alla popolazione civile ucraina tutta, come aggredita in questo giorni nella sua terra.
Si è notato, già prima dell'invasione militare dell'Ucraina da parte della Russia, che carri armati e mezzi militari russi fossero contrassegnati da una grande e ben visibile, misteriosa Z. A spiegazione, sono state avanzate alcune ipotesi, tra le quali la più plausibile sembra essere quella legata ad una maggiore possibilità di rapida identificazione per evitare il c.d. fuoco amico.
Quindi, come è noto, in guerra si va incontro non solo al fuoco nemico ma, purtroppo, anche a quello amico...
Ma in cosa consiste il fuoco amico ?
Da "Wikipedia": "Per fuoco amico si intende, nel gergo militare, quella situazione in cui i soldati o mezzi in genere vengono a trovarsi sotto il fuoco delle proprie batterie o di quelle alleate".
Ecco allora a cosa servirebbe la grande Z disegnata e ben visibile: in pratica ad evitare o ridurre, con una loro più facile identificazione, la possibilità che i mezzi dell'esercito invasore, con i loro soldati, siano attaccati e colpiti, non dai "nemici", cosa militarmente normale, ma addirittura dai propri "amici", cosa possibile e, purtroppo, frequente...in tutte le guerre.
POVERI RAGAZZI ! CHE FOLLIA LA GUERRA !
sabato 26 febbraio 2022
UNA CANDIDATURA DA SOSTENERE
Valerio Mignone
Nella cronaca di questi giorni si legge che pochissimi giovani optano per il liceo classico, e che in maggioranza essi si iscrivono a scuole tecniche. Anche negli anni ’50 del Novecento c’era questo divario, ma non di tale entità. Allora era selettiva la iscrizione alle varie Facoltà universitarie, nel senso che ad esse si poteva accedere a seconda del titolo della Scuola media superiore, nel cui ordinamento c’erano, oltre al Liceo Classico e al Liceo scientifico, gl’Istituti tecnici. La licenza di Scuola media inferiore era titolo per accedere al Ginnasio, in cui si studiava il Greco antico per poter tradurre qualche paragrafo della letteratura ellenica, tramandata con scritti su papiri e pergamene, e riportata nelle antologie. Ma l’impegno per l’apprendimento della lingua latina, e del greco, era considerato, di per sé, una modalità di maturazione della psiche. Oggi, intanto, le più numerose iscrizioni a Scuole tecniche nel Sud Italia, pur con la innovativa transizione tecnologica, non generano, purtroppo, imprenditoria.
E in questi stessi giorni, per gli scavi in corso a Novi Velia, con la vigilanza del lucano Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, si legge anche della scoperta di mura e resti di un tempio arcaico, del VI secolo a.C., di ceramiche dipinte, di un cumulo di armi e di due elmi dipinti. L’archeologia è fonte di cultura, e di economia. Per questo il Cilento, con Palinuro e Novi Velia, ha tutto per essere nominato Capitale della Cultura 2024 da parte del Ministro Franceschini.
Novi Velia, lungo la costa tirrenica, fu luogo di nascita, e di vita, di Parmenide, perciò Cilentano D.O.C., tra il 515 o 540 e il 450 a.C. Lungo la costa jonica del Metapontino approdò, a sua volta, Pitagora, profugo dalla Grecia, ove era nato. E così, Parmenide sul Tirreno, e Pitagora, sullo Jonio, sono stati protagonisti della Magna Grecia italica. Oltre a Parmenide, motivo di orgoglio per il Sud è anche Archimede da Siracusa, vissuto tra il 287 e il 212 a. C..
PUTIN E L'UCRAINA
- Da www.talentilucani.it -
PUTIN. CI E’ O CI FA?
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Lidia Lavecchia |
Vladimir Putin è stato il capo del KGB, l’intelligence più organizzata del mondo neanche minimamente paragonabile ad altre strutture del genere. Nei servizi segreti, ogni attività che si compie è finalizzata e calcolata nei minimi termini. Non sono ammessi colpi di testa. Questo è sicuro. E Putin viene da quella formazione. Un capo dei servizi segreti agisce sempre con lucidità e puntualità perché ha in mano le sorti economiche, politiche e sociali del paese. Paese che è chiamato a tutelare contro ogni nemico, “con licenza di uccidere”. Ogni Russo, fin dalla nascita, impara sulla cartina geografica a riconoscere ogni singolo metro quadrato della sua nazione, considerandola orgogliosamente sua madre patria. Niente a che vedere con la cultura occidentale che oltre tutto considera lo spazio e il territorio in ottica globale. Magari, a volte, da sfruttare come se non ci fosse un domani, ma non certo da difendere a tutti i costi. Pensare di risolvere la crisi tra Russia e Ucraina con mentalità e cultura occidentale, non è la scelta migliore. Commisurare sanzioni economiche al popolo russo perché si rivolti contro il suo patriarca, ne rafforzerà invece il suo personale potere.
La questione Russia va trattata con determinazione e sapienza perché in gioco non c’è solo l’economia mondiale e la riorganizzazione geopolitica del pianeta (di questo si tratta), ma la sua stessa sopravvivenza. Putin tutto questo lo sa. E non rischierà il tutto per tutto, mettendo a repentaglio i trilioni di dollari che metà del mondo occidentale gli paga (per lui contano molto più che migliaia di vite umane). Conosce anche i suoi interlocutori mondiali, però, e sa che neanche questi ultimi faranno mai nulla per interrompere relazioni commerciali con il paese più ricco del pianeta. Come si dice, le chiacchiere e le dichiarazioni stanno a zero. La guerra fa paura a chi non la conosce e la vive fin dalla nascita. Nei Balcani sembra essere una costante da sempre, mentre escludendo l’ultimo conflitto mondiale, gli occidentali non la conoscono se non per sentito dire. Putin invece oltre ad aver combattuto su tanti fronti ha anche i dossier di ogni singolo decisore, legge i loro sguardi e le frasi che utilizzano; scansiona lettera per lettera ogni parola che viene pronunciate dai leader mondiali quando parlano di guerra. Da questo punto di vista, la sua esperienza non ha eguali, viaggia su un’autostrada diplomatica che conosce perfettamente. Un oceano di informazioni in cui sguazza come uno squalo, pronto ad azzannare chiunque si metta sulla sua strada, consapevole che la paura di un conflitto mondiale sia più critica per gli eventuali “difensori”, piuttosto che sua o del suo popolo. Il suo popolo, innamorato della sua madrepatria, che non si cura di un’eventuale escalation militare, perché sa che questo danneggerebbe il resto del mondo, non la Russia. Dovrebbe saperlo anche Di Maio, lo sa di sicuro la Merkel, lo sa ovviamente Macron e lo sa anche Von der Lyen. Speriamo lo capisca anche Biden che non può credere davvero di poter riservare a Putin la stessa fine fatta fare dai suoi predecessori a Gheddafi, Saddam e altri dittatori eliminati dalle bombe alleate. Se crede questo, evidentemente non ha fatto i conti con la realtà. In queste ore serve diplomazia, intelligence e consapevolezza, misura delle parole e concentrazione. Serve agire con cognizione di causa, pensando alle azioni da compiere non dal punto di vista occidentale ma da quello sovietico.
MESSAGGIO DI PACE DA MARATEA
- Da Comune di Maratea Facebook -
venerdì 25 febbraio 2022
"MANI PULITE" 30 ANNI DOPO
Antonio Di Pietro e Mario Chiesa |
Articolo di Nicola Savino*
A 30 anni da Mani pulite c’è chi ricorda quell’evento con interviste ai pentiti che hanno cambiato vita o con il lungo elenco di coloro che la vita se la tolsero per esser stati “giudicati” con l’avviso di garanzia! C’è anche chi, esperto della materia come l’Avvocato Caiazza, Presidente nazionale della Categoria, evidenzia su Radio Radicale del 19/2, le gravi distorsioni alle regole che furono introdotte dal Pool milanese e che dilatarono il potere dei Pubblici Ministeri sulla vita degl’italiani.
In molti furono trascinati in Tribunale ed esposti al pubblico ludibrio, un po’ come i ghigliottinati del 1789 in Francia, mescolandosi i “politici” che avevano “riscosso” per finanziare i partiti con coloro che nella “politica” di solito s’infiltrano per affari e per rubare in proprio; e persino colpendo chi lo avevano fatto “dopo” ma ignorando chi lo aveva fatto “prima”, grazie alla sanatoria adottata per il Pci.
Anche questa volta il Parlamento non fu messo nella condizione di provvedere, come già nel 1989, alla caduta del Muro, circa la regolamentazione dell’art 49 CC, unico strumento (con il referendum) per partecipare tutti alla vita politica!
Si volle trattare come fenomeno criminale un problema ch’era stato con franchezza e correttamente posto in Parlamento(Craxi), e che ancora sussiste per tutte le democrazie moderne; e lo si condusse in stretta sincronia con la grande stampa, di modo che si potesse sia fare di ogni erba un fascio che istigare quotidianamente la rabbia popolare!
Abusivamente si istituì un unico registro (n. 865592, il Dubbio del 19/2) per convogliare a giudizio tutti dallo stesso Gip; si estorsero confessioni con la minaccia di carcerazioni di lunga durata; si esposero alla Tv galantuomini in manette e si adescarono le confessioni proponendo incriminazioni di favore.
In nome di una rivoluzione purificatrice, l’Opinione pubblica fu spinta dalle delusioni all’antipolitica e da questa al giustizialismo (poi bandiera del M5S); con la collaborazione della stampa- Mediaset in primis-si bloccarono iniziative istituzionali pur identiche a quelle già adottate a favore del Pci pochi mesi prima. Destarono silenzioso spavento anche i mini-tentativi di singoli parlamentari (con Ciaurro, Ministro ai Rapporti col Parlamento) finalizzati a rendere facoltativo il famigerato <avviso di garanzia>: sicché esso, pur non limitando la libertà del Pm, tuttavia disinnescasse l’abuso della gogna pubblica, ancora oggi tesa a trasformare un inquisito in colpevole “fino a prova contraria” (come reiteratamente sostenuto da un illustre ex membro del Pool, poi nel Csm).
RIFLESSIONI...LAICHE
- Da www.italialaica.it -
Editoriale
PENA DI MORTE E PENA DI VITA
di Attilio Tempestini 24/02/2022
giovedì 24 febbraio 2022
NO ALLA GUERRA IN UCRAINA
LA NINNA NANNA DELLA GUERRA
di Trilussa
-Ottobre 1914-
Ninna nanna, nanna ninna, er pupetto vò la zinna: dormi, dormi, cocco bello, sennò chiamo Farfarello Farfarello e Gujermone che se mette a pecorone, Gujermone e Ceccopeppe che se regge co le zeppe, co le zeppe d'un impero mezzo giallo e mezzo nero. Ninna nanna, pija sonno ché se dormi nun vedrai tante infamie e tanti guai che succedeno ner monno fra le spade e li fucili de li popoli civili Ninna nanna, tu nun senti li sospiri e li lamenti de la gente che se scanna per un matto che commanna; che se scanna e che s'ammazza a vantaggio de la razza o a vantaggio d'una fede per un Dio che nun se vede, ma che serve da riparo ar Sovrano macellaro. Chè quer covo d'assassini che c'insanguina la terra sa benone che la guerra è un gran giro de quatrini che prepara le risorse pe li ladri de le Borse.
A PROPOSITO DEL PONTILE COMUNALE OGGETTO DI SEQUESTRO
AL PORTO DI MARATEA
Il Sindaco, Avv. Daniele Stoppelli, è intervenuto sulla vicenda per tranquillizzare quanti hanno espresso preoccupazione per i danni derivanti dal sequestro che, a suo dire, sarà di breve durata per prossimo dissequestro. Ha, altresì, annunciato l'avvio di indagine interna al Comune per accertamento di eventuali responsabiltà da perseguire con possibile azione disciplinare.
APPELLO PER LA PACE
- Da www.talentilucani.it -
N O ALLA GUERRA, L'EUROPA SI MOBILITI PER LA PACE
di Redazione, il 24/02/2022
Appello per la Pace, per un’Europa più unita politicamente, contro la guerra di Putin in Ucraina e l’invasione illegittima dei suoi territori da parte della Russia
Mosca ha utilizzato una narrazione storica falsa e creato un pretesto per invadere l’Ucraina. È la trama dell’uomo solo al comando condotta dal capo del Cremlino.
In un Paese andato ormai oltre l’autoritarismo.
Siamo davanti ad un dittatore, che non merita di essere chiamato Presidente. Non esiste opposizione, non c’è dibattito politico, la stampa libera viene perseguitata, i giornalisti interni, che non dicono sì, vengono minacciati e qualche volta uccisi. Nemmeno gli oligarchi e l’élite hanno un vero peso sulle decisioni del leader.
Vladimir Putin è seduto alla sua scrivania in una sala enorme, di fronte a lui, a diversi metri di distanza, ci sono ministri, consiglieri, rappresentanti dei servizi segreti. E’ plastica l’idea di un senso di impotenza da parte di tutti meno uno.
Il Consiglio di sicurezza della Federazione russa restituisce
l’immagine di una Russia costruita, rappresentata, guidata solo e
unicamente da Vladimir Putin.
mercoledì 23 febbraio 2022
IERI POMERIGGIO A VILLA NITTI
- Da Comune di Maratea Facebook - 22/02/2022
martedì 22 febbraio 2022
IL PORTO TURISTICO DI MARATEA
IN ATTESA DI RIQUALIFICAZIONE E...MIGLIORE GESTIONE
Un progetto di riqualificazione risale a qualche anno fa ed ora si è recentemente tenuta una Conferenza dei Servizi con rinvio in prosieguo al prossimo 3 marzo.
Soddisfazione ha espresso il Sindaco, Avv. Daniele Stoppelli, perchè sarebbero state risolte alcune problematiche progettuali, in modo che sarà poi possibile procedere con primo stralcio funzionale relativo a diversi interventi, tra i quali la messa in sicurezza della radice del molo nord, la riqualificazione della banchina e di percorsi, la valorizzazione di alcuni punti strategici, un nuovo sistema di raccolta rifiuti e l’illuminazione“.
Non sono mancati e non mancano problemi di varia natura già più volte esposti soprattutto da quanti più direttamente interessati, quali operatori turistici e stabili o estivi fruitori del porto, cui vengono riconosciute notevoli potenzialità , tali da poterlo rendere una inestimabile risorsa per Maratea e l'intera Basilicata.
Fulmine a ciel sereno...si fa per dire, qualche giorno fa la Guardia Costiera è intervenuta con sequestro penale addirittura di pontile comunale, che sarebbe motivato da occupazione abusiva di area demaniale marittima a seguito di intervenuta mancanza di legittima di concessione.
OGGI A VILLA NITTI
***********************************
- Dal sito web del Comune di Maratea -
Si
terrà oggi pomeriggio presso Villa Nitti ad Acquafredda, la
presentazione tecnica relativa agli interventi di messa in sicurezza
della SS18. Saranno presenti il Sindaco Daniele Stoppelli, l'Assessore
regionale Arch. Donatella Merra, l'ANAS e la ditta esecutrice.
L'accesso è riservato alle persone che hanno dato la preadesione tramite email a p.manzella@comune.maratea.pz.it
Martedì 22 febbraio 2022 Ore 16.00 Villa Nitti, Acquafredda di Maratea
Il Sindaco
Daniele Stoppelli
lunedì 21 febbraio 2022
A TRENT'ANNI DA "MANI PULITE"
- Da www.massimofini.it -
M A N I P U L I T E HA FALLITO ? NO, L'HAN TRADITA I PARTITI
di Massimo Fini
“Un giorno in pretura“, un programma che andava su Rai 3 era nato nel 1988. Dava in diretta i processi di competenza pretorile, per reati cioè la cui pena massima non superi i quattro anni. Insomma reati quasi bagattellari.
Fine febbraio 1992. Io lavoravo all’Indipendente di Feltri, ma in quei giorni ero in vacanza nella casa di proprietà dei genitori della mia fidanzata. Una sera il padre di lei, che come tutti gli anziani passava ore davanti al piccolo schermo, mi venne a cercare e mi disse: “Vieni a vedere la tv, c’è una trasmissione interessante, curiosa”. Andai e vidi qualcosa che allora aveva dell’incredibile. Un noto politico democristiano alla sbarra, messo sotto il torchio da un tipo massiccio, atticciato, dall’aria contadina, il Pubblico ministero. Era Antonio Di Pietro. Fu una trovata geniale quella di Francesco Saverio Borrelli, che dirigeva la Procura di Milano e il gruppo di magistrati che sarebbe stato poi chiamato “il Pool di Mani Pulite”, che allora comprendeva solo Gerardo D’Ambrosio, Gherardo Colombo e Antonio Di Pietro (Ilda Boccassini, Davigo, Greco si aggiunsero dopo) di affidare gli interrogatori in aula, tutti quelli che potemmo vedere in tv, proprio a Di Pietro. Agli indagati che cercavano di difendersi col solito, fumoso, politichese Di Pietro opponeva il suo buonsenso contadino e a quel politichese totalmente fuori dalla materia del contendere replicava col suo famoso: “che c’azzecca”? Vedemmo sfilare una serie di intoccabili con tutta la loro miseria. A me colpì molto l’interrogatorio di Claudio Martelli uscito dalla casa di Carlo Sama con 500 milioni in contanti nascosti in un giornale. Claudio era stato mio compagno di banco al liceo classico Carducci. Ma come, dicevo fra me, noi siamo stati educati nei migliori licei di Milano per diventare classe dirigente e tu sgattaioli con 500 milioni in tasca come un malandrino qualunque. Ricordo lo sguardo di Martelli rivolto a Di Pietro. Era di ghiaccio. Se avesse potuto ucciderlo, almeno col pensiero, l’avrebbe fatto. Martelli aggravò la sua posizione affermando che pensava che quei 500 milioni non fossero della Montedison ma personali di Sama. Martelli ne uscirà con un “patteggiamento” restituendo quei 500 milioni.
Mani Pulite ebbe all’inizio un grande consenso da parte della popolazione, stufa dell’arroganza impunita della classe dirigente, e anche della grande stampa che aveva la coda di paglia per aver taciuto e assecondato il regime. Ma ebbe anche un eco internazionale . Si plaudiva all’Italia che aveva il coraggio di ripulire in pubblico i propri panni sporchi.
domenica 20 febbraio 2022
PERDURANTE E DIFFUSO ABBANDONO DI RIFIUTI
con minidiscariche sparse nel territorio di Maratea.
E' di oggi articolo in www.potenzanews.net che riporta segnalazione, corredata da fotografie, di un cittadino di Massa con riferimento alla contrada di Santa Caterina e soprattutto alla strada che porta al cimitero nonchè alle frazioni Massa e Brefaro ed a tutte le frazioni, sia lungo la costa che nella parte di territorio a monte.
Il problema si presenta, peraltro segnalato già da tempo, anche in area comunale posta nel Centro storico o, comunque, ad esso prossima, tra via Roma (la stradella) e Vico Vissini della Garazza-via Casimiro Gennari. Ivi, in un contesto già caratterizzato da assenza di periodica, necessaria pulizia con manutenzione ordinaria e straordinaria, giacciono dall'estate scorsa rifiuti di vario genere in spazio destinato a passaggio pedonale-carrabile e parcheggio, come da fotografie di seguito.
E' appena il caso di ricordare che tanto è causato da comportamento riprovevole di qualche ignoto cittadino ma non può, comunque, tollerarsi la prolungata inerzia chi chi è tenuto ad intervenire in via preventiva o successiva, anche con la cura e la vigilanza opportune.
AL PORTO DI MARATEA
Notevoli sono le perplessità in loco e nella comunità marateota poichè il provvedimento è stato adottato in danno di un bene in concessione al nostro Comune.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
DA IERI DI NUOVO IN EDICOLA
Dopo sette mesi di assenza ecco di nuovo lo storico quotidiano di Puglia e Basilicata - Direttore responsabile: Oscar Iarussi.
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sabato 19 febbraio 2022
BASILICATA: A QUANDO L'ALTERNATIVA ALL'ATTUALE ASSETTO DI POTERE ?
Sarà possibile, entro qualche anno, l’alternativa all’attuale assetto di potere, che, emergente in Regione, è sostanzialmente padrona della Basilicata?
Da tempo vince con lo slogan del rinnovamento, ma-di fatto- lungo il canale della “mediocrità”, è di gruppi che, interessati soltanto a galleggiare, si articolavano come seguaci di partiti con ideologia e programmi elaborati con molto studio e confronto. Dai quali emergeva chi fosse in grado di affrontare i problemi in una prospettiva d’interesse comune e si preparava a confronti anche di livello nazionale.
Invece ora (ma non soltanto da ora!) la dimensione “partito” ha cessato di produrre progetti e formare personalità per il “bene comune”, e si è trasformata in organizzazione di particolarismi (posto, favore, guadagno, carriera, licenza, bonus etc). Sicché, l’obiettivo principe per il successo essendo la caccia al consenso, emerge come “politico” chi é bravo a raccoglierlo: cosa per la quale basta la “mediocrità” dell’<uno vale uno>.
Si è così consolidata la tendenza che già serpeggiava da tempo nei “vecchi” partiti e che si manifestava con il fenomeno delle tessere false, col familismo e così via. Una tendenza ch’è man mano divenuta vincente a partire dall’89, paradossalmente con la stagione di Mani pulite, che ha privato i partiti di ogni residua capacità di controllo e di organizzazione contro le infiltrazioni affaristiche.
L’89 fu perciò l’anno di nascita della sottomissione della politica alla magistratura, della degenerazione degli equilibri costituzionali e della fine dei partiti, che, infatti, ottusamente e forse perché già inquinati, rifiutarono di autoregolamentarsi con l’articolo 49 della Carta.
Giunti ora di fronte a problemi di enorme complessità e passati dall’ “illegalità per finanziare i partiti…a partiti che finanziano l’illegalità” (Claudio Martelli, Skay 24 del 15/2) , non siamo in grado di fronteggiare la fase storica con “i soltanto bravi a raccogliere voti”!
LA LUCANIA ANTICA
- Da www.talentilucani.it -
LUCANIA ANTICA: ALCUNE DATE STORICHE IMPORTANTI.

Leonardo Pisani
Politicamente la Lucania era una confederazione di dodici poleis autonome, secondo Strabone governate da istituzioni democratiche, a capo delle quali c’erano dei magistrati. Solo in tempo di guerra veniva nominato un dittatore. Alcune di queste poleis avevano come centro una piccola città, mentre altre erano un insieme di villaggi. Le poleis della Lucania erano: 1) Atina (attuale Atena Lucana), 2) Bantia (Banzi), 3) Eburum (Eboli), 4) Grumentum (Grumento Nova), 5) popolo dei Sirini (Alta Valle del Sinni), 6) Tegianum (Teggiano), 7) Sontia (Sanza), 8) Vulcei (Buccino), 9) popolo degli Ursentini (Valle della Pergola), 10 Numistrom (Muro Lucano). V’erano delle Poleis della Magna Grecia in territorio Lucano: sul lato Tirrenico: 11) Poseidon (Paestum), 12 Elea (Velia, città di Parmenide), 13) Pyxus (Buxentum,poi Policastro), 14) Lao (Lavinium). Sul lato Ionico: 15) Metapontum e 16) Heraclea (Policoro). I Romani fondarono due colonie: 17) Venusia (Venosa) e 18) Potentia (Potenza) con genti picene.
I Lucani abitavano città poste su alture e vivevano prevalentemente
di pastorizia, anche se, nel secolo successivo al loro insediamento,
alla pastorizia si associò l’agricoltura e si diffuse l’uso di abitare
in fattorie sparse sul territorio. Territorio povero di materie prime,
non sufficientemente ricco per produrre merci per esportazione, per
avere quello a cui mancava loro, i Lucani si davano a guerre di
saccheggio, attaccando le Poleis della Magna Grecia, prima quelle
affacciate sul Tirreno, come Paestum; successivamente attaccarono le
Poleis affacciate sullo Ionio.
Da un punto di vista religioso, avevano un pantheon variegato, dove spiccavano i culti di Mamerte (il Marte dei romani), dio della terra della fertilità e del tuono, e la dea Mefite, dea delle acque. Gli dei principali erano dei molto terreni, dimostrazione del fatto che i Lucani erano poco propensi a considerazioni metafisiche. Secondo una teoria antropologica Ancora oggi i Lucani rimangono profondamente pagani, nei loro culti dei santi, se pur verniciata di Cristianesimo. La Madonna ha preso il posto di Mefite, e Dio/Gesù quello di Mamerte. Ogni paese o quartiere ha il suo santo/dio tutelare.
CASI COVID-19 A MARATEA: Aggiornamento
-Da Comune di Maratea Facebook -
venerdì 18 febbraio 2022
A PALAZZO CHIGI
per il momento "tirata d'orecchie"... da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri
giovedì 17 febbraio 2022
NUOVA ORDINANZA ANAS SS.18
con accoglimento in larga parte delle richieste del Circolo PD di Maratea con Nota indirizzata al Prefetto di Potenza.
- Da Comune di Maratea Facebook -
C O M U N E DI M A R A T E A
REFERENDUM: AL VOTO IN PRIMAVERA PER CINQUE QUESITI
come da decisione della Corte Costituzionale che, in qualche modo, rinvia al Parlamento perchè provveda con opportune riforme su problematiche particolarmente delicate, non risolvibili se non dall'Organo legislativo.

Ecco i casi di referendum ammessi:
LEGGE SEVERINO - Abolizione dell'l'intero Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità con eliminazione delle norme che impediscono la partecipazione alle competizioni elettorali per il Parlamento europeo e italiano e alle elezioni regionali, provinciali e comunali di chi sia stato condannato in via definitiva per mafia, terrorismo, corruzione e altri gravi reati. E soprattutto abolizione dell'articolo 11, che prevede per gli amministratori locali la sospensione, dopo la condanna di primo grado per alcuni reati.
CUSTODIA CAUTELARE - Cancellazione di una parte
dell'articolo 274 del codice penale, riducendo così l'ambito dei reati
per i quali è consentita l'applicazione delle misure cautelari e in
particolare la carcerazione preventiva.
SEPARAZIONE DELLE CARRIERE - Eliminazione del cambio di funzioni tra giudici e pm e viceversa nella carriera di un
magistrato.
ELEZIONI DEI COMPONENTI DEL CSM - Cancellazione della norma che stabilisce che ogni candidatura va sostenuta
dalle firme di almeno 25 presentatori con l'obiettivo di arrivare a
candidature individuali libere.
CONSIGLI GIUDIZIARI - Ammissione, senza alcuna limitazione, del voto degli avvocati che siedono nei Consigli giudiziari anche sulle valutazioni di professionalità dei magistrati.
COME UN GABBIANO
- Da Gruppo Laico di Ricerca -
MEMORIA 17 febbraio 2022
L' UOMO DEGLI INFINITI MONDI : GIORDANO BRUNO.
Il
17 febbraio 1600 muore bruciato vivo sul rogo dall’ Inquisizione
cattolica a Campo de’ Fiori (Roma) GIORDANO BRUNO ( 52 anni, nome
originario Filippo) filosofo, scrittore e monaco domenicano.
Bruno fu Maestro di pensiero sull’infinito, sull’infinità dei mondi, sul Dio infinito e sull’infinito amore e coraggio con cui vivere una vita non da servi ma con la forza di un gabbiano che si alza in volo con la mente e lo spirito contro tutti gli oscurantismi di ogni tempo e di ogni luogo.
Vola piccolo gabbiano vola
sin dove si fondono cielo e mare
e vento e onde cantano e piangono
l’accordo della nostalgia.
Vola nella mesta quiete
dove il mare giace silente
sino a quando di te la volontà e la speme
sconfiggeranno lo spazio infinito.
Vola piccolo gabbiano da colei
che più di tutte ho amato.
Leggero come un uccello è l’animo mio
se presto saremo uniti.
(Giordano Bruno, 1593)